Una Federal Reserve divisa lascia i tassi invariati per la terza riunione consecutiva, tra i timori legati alla guerra in Medio Oriente; dovrebbe essere l’ultima decisione sotto la guida di Jerome Powell.
La Federal Reserve statunitense ha lasciato invariato il tasso di riferimento per la terza riunione consecutiva, mentre le autorità monetarie fanno i conti con la maggiore incertezza legata alla guerra in Medio Oriente.
La decisione, che mantiene i tassi in un intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, dovrebbe essere l’ultima presieduta dal presidente Jerome Powell, anche se lui ha fatto sapere di voler restare nel consiglio della banca centrale oltre la fine del suo mandato.
“Gli sviluppi in Medio Oriente stanno contribuendo a un elevato livello di incertezza sulle prospettive economiche”, si legge in un comunicato diffuso dalla Fed al termine della riunione di due giorni. “L’inflazione resta elevata e riflette in parte il recente aumento dei prezzi globali dell’energia”.
La banca centrale ha inoltre indicato che potrebbe comunque tagliare i tassi nei prossimi mesi.
La decisione ha messo in luce profonde divisioni all’interno della Fed, con il numero più alto di voti contrari dall’ottobre 1992. Tre funzionari si sono opposti al passaggio che segnala possibili futuri tagli dei tassi, mentre un quarto, Stephen Miran, ha chiesto una riduzione immediata.
La spaccatura evidenzia il crescente dissenso nel comitato per la definizione dei tassi della Fed, composto da 12 membri, in vista della scadenza del mandato di Powell il 15 maggio.
Powell ha dichiarato di voler restare nel consiglio direttivo della Federal Reserve per “un periodo di tempo indefinito”, citando le preoccupazioni per quelli che ha definito attacchi legali “senza precedenti” da parte dell’amministrazione Trump contro la banca centrale.
“Temo che questi attacchi stiano indebolendo questa istituzione e mettano a rischio le cose che contano davvero per i cittadini”, ha detto in conferenza stampa.
La decisione di restare toglierebbe al presidente Donald Trump l’opportunità immediata di nominare un nuovo governatore. Il candidato indicato da Trump per succedergli alla presidenza, Kevin Warsh, è già stato approvato dalla Commissione bancaria del Senato.
Powell ha detto che aspetterà la conclusione di un’indagine sui lavori di ristrutturazione della sede della Fed prima di lasciare del tutto l’incarico.”Sto aspettando che l’indagine sia davvero conclusa, in modo definitivo e trasparente”, ha detto. “Me ne andrò quando riterrò opportuno farlo”. Powell continuerebbe a ricoprire il ruolo di governatore della Fed, forse fino a gennaio 2028.
Warsh ha promesso cambiamenti radicali alla banca centrale, inclusi i modelli economici e la strategia di comunicazione, e ha appoggiato le richieste di taglio dei tassi. Ma, con un’inflazione superiore all’obiettivo del 2% fissato dalla Fed, gli analisti ritengono che tali mosse potrebbero rivelarsi difficili da attuare.
Lo scenario economico resta incerto. L’inflazione è salita al 3,3%, spinta in parte dall’aumento dei prezzi dell’energia, mentre il ritmo delle assunzioni è rallentato bruscamente. Sebbene la disoccupazione resti relativamente bassa, al 4,3%, la Fed deve trovare un delicato equilibrio tra il sostegno alla crescita e il contenimento delle pressioni sui prezzi.
