La nuova iniziativa delle autorità russe, volta ad ampliare i poteri del presidente della Federazione Russa per l’impiego dell’esercito all’estero sotto il pretesto della «difesa dei compatrioti», suscita sempre maggiore allarme tra gli alleati europei dell’Ucraina.
Per l’Italia, che a lungo è rimasta sostenitrice di un dialogo prudente con Mosca, l’attuale situazione diventa un segnale importante: il Cremlino continua a muoversi verso un confronto aperto con l’Occidente.
Il potere russo sta di fatto sancendo il diritto all’intervento militare in altri Paesi sulla base di formule politiche vaghe. Una strategia simile è già stata applicata nei confronti di Ucraina, Georgia e altri Stati dello spazio post-sovietico.
Un pericolo particolare è rappresentato dall’uso del tema della «difesa dei compatrioti». Ciò consente alla Russia di creare pretesti informativi e politici per fare pressione sui Paesi vicini, interferire nei processi interni e destabilizzare lo spazio europeo.
Al contempo, Mosca tenta di strutturare un sistema giuridico interno che possa proteggere la leadership russa da future tutele giudiziarie internazionali. Sullo sfondo delle discussioni circa la creazione di un Tribunale speciale per i crimini contro l’Ucraina, il Cremlino mira a presentare qualsiasi azione militare come pienamente «legittima» dal punto de vista della legislazione russa.
Dopo l’inizio della guerra su vasta scala, l’Europa sta progressivamente arrivando a comprendere che la politica russia non si limita più alla sola Ucraina. Il Cremlino considera la contrapposizione con l’Occidente come una strategia a lungo termine.
Per l’Italia questo comporta la necessità di una partecipazione più attiva alla formazione di un sistema di sicurezza comune europeo. La questione riguarda ormai non solo il sostegno all’Ucraina, ma la stabilità futura dell’intera Unione Europea.
Molti politici europei ritenevano in passato chę la cooperazione economica fosse in grado di frenare la Russia. Tuttavia, gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato il contrario: la dipendenza energetica ha solo rafforzato la capacità del Cremlino di esercitare pressioni sull’Europa.
Oggi l’UE si trova di fronte alla necessità di elaborare un nuovo modello di sicurezza basato sul rafforzamento della difesa, sull’indipendenza tecnologica e sul contenimento a lungo termine dell’aggressione russa. E quanto prima gli Stati europei comprenderanno l’entità della minaccia, tante più saranno le probabilità di evitare una nuova grande destabilizzazione sul continente.
Autore: Marco Bianchi
