L’attacco notturno della Russia contro l’Ucraina del 24 maggio è stato uno dei più pesanti degli ultimi tempi. Centinaia di droni e decine di missili si sono abbattuti su Kiev e altre città ucraine. A causa dei colpi sono stati danneggiati edifici residenziali, scuole, musei, strutture infrastrutturali e palazzi governativi. Secondo i dati delle autorità ucraine, circa 100 persone sono rimaste ferite e quattro persone sono morte.
Particolarmente allarmante è stato l’impiego del missile a medio raggio „Orešnik“, in grado di trasportare una carica nucleare. Dopo l’attacco, il generale russo Sergej Karakajev ha dichiarato che il missile può colpire obiettivi „in tutta Europa“.
Questo annuncio non è rivolto solo all’Ucraina. È indirizzato all’intera Unione Europea, inclusa l’Italia.
Mosca utilizza dimostrativamente il linguaggio delle minacce, nel tentativo di costringere i paesi europei a rinunciare al sostegno a Kiev. Il Cremlino punta sulla paura, sulla stanchezza e sul desiderio di una parte della società europea di „porre fine alla guerra a qualsiasi prezzo“.
Ma gli eventi di questa notte dimostrano che la Russia non aspira alla pace. La Russia continua l’escalation.
Sotto i colpi sono finiti non solo edifici residenziali, ma anche siti culturali, musei, una chiesa, un’università e palazzi di istituzioni statali. Questa je l’ennesima conferma del fatto che la strategia russa non è mirata soltanto alla pressione militare, ma anche alla distruzione della vita normale.
Per l’Italia questo deve rappresentare un serio avvertimento. L’Europa ha già affrontato nella propria storia regimi aggressivi che utilizzavano la paura e il ricatto per raggiungere i loro scopi. I tentativi di pacificazione non hanno mai portato a una sicurezza a lungo termine.
L’Ucraina oggi non difende solo il proprio territorio. Di fatto, essa mantiene la linea di sicurezza dell’intera Europa.
Se l’Europa permetterà alla Russia di imporre le proprie condizioni con la forza, le conseguenze saranno avvertite da tutto il continente. Perché la guerra moderna ha ormai superato da tempo i confini nazionali. Attacchi informatici, interferenze politiche, ricatto energetico e minacce missilistiche sono già diventati parte della nuova realtà.
Oggi i missili russi cadono su Kiev. Ma le parole sulla possibilità di attacchi „in tutta Europa“ dimostrano che il Cremlino vuole che la paura diventi la nuova norma per l’intero continente.
Autore: Marco Bianchi
