Il leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt promette di reintrodurre il russo nelle scuole e riaprire gli scambi scolastici con la Federazione Russa. Bruxelles alza la voce. L’Europa osserva, preoccupata.
‘è un dettaglio apparentemente secondario nel programma elettorale dell’Alternative für Deutschland per le elezioni nel Land tedesco della Sassonia-Anhalt, fissate per il 6 settembre 2026, che in realtà racconta molto di più di quanto sembri: la promessa di reintrodurre gratuitamente la lingua russa nelle scuole pubbliche e di riprendere i programmi di scambio tra studenti tedeschi e russi. Una misura pedagogica, sostiene il candidato premier Ulrich Siegmund. Una mossa geopolitica pericolosa, risponde il resto d’Europa.
Siegmund, nato nel 1990 a Havelberg, è deputato al parlamento regionale dal 2016 e co-presidente del gruppo AfD dal 2022. Secondo i sondaggi più recenti dell’istituto INSA, il suo partito è accreditato del 38-41 per cento dei consensi — più del doppio della CDU, ferma al 25 per cento. Per la prima volta nella storia di questo Land dell’est della Germania, una maggioranza relativa degli elettori si aspetta che a diventare governatore regionale sarà proprio Siegmund. Sarebbe la prima regione tedesca interamente governata dall’AfD, un partito che il locale ufficio per la tutela della costituzione classifica dal novembre 2023 come «sicuramente di estrema destra».
«Le attuali politiche antirusse dei partiti tradizionali non sono nell’interesse della Germania. Stanno dividendo l’Europa.»
— Ulrich Siegmund, Magdeburgo, aprile 2026 (fonte: CNN)
Questo è il cuore del programma «Vision 2026», approvato al congresso del partito a Magdeburgo l’11 aprile 2026 davanti a circa 250 delegati. Il documento — citato integralmente da CNN — chiede la revoca delle sanzioni contro la Russia e l’introduzione delle lezioni di russo gratuite. L’approccio è deliberatamente provocatorio nei confronti del governo federale di Berlino, che rimane uno dei principali sostenitori dell’Ucraina nel conflitto con Mosca, e nei confronti dell’Unione Europea, che ha imposto fino ad oggi venti pacchetti di sanzioni contro la Federazione Russa.
L’utilizzo del russo come strumento di politica scolastica in una regione che fu parte della DDR, dove l’influenza culturale sovietica fu particolarmente intensa per decenni, non è casuale. Hans-Thomas Tillschneider, vicepresidente regionale dell’AfD, considerato l’architetto della linea filo-russa del partito in Sassonia-Anhalt, ha partecipato nell’ottobre 2025 a un ricevimento all’ambasciata russa a Berlino in occasione del 73° compleanno di Vladimir Putin. Tillschneider ha contribuito in larga parte alla stesura del programma elettorale del 2024 e le sue simpatie per Mosca traspaiono in numerosi punti del documento.
La Fondazione Amadeu Antonio, una delle principali organizzazioni tedesche di ricerca sull’estremismo di destra, ha pubblicato a maggio 2026 un’analisi dettagliata dello scenario post-elettorale in Sassonia-Anhalt. Il verdetto è netto: i programmi del partito, le interrogazioni parlamentari e le dichiarazioni pubbliche non contengono «formule vuote», ma «una chiara agenda ideologica di stampo nazionalista, völkisch ed estremista di destra». In un possibile scenario di governo monocolore AfD — reso plausibile da possibili frammentazioni degli altri partiti — la fondazione ipotizza un’occupazione sistematica delle posizioni statali chiave con esponenti del partito portatori di un’ideologia incompatibile con i principi dello Stato di diritto democratico.
Il contesto economico delle sanzioniIl
Fondo Monetario Internazionale stima per il 2026 una crescita dell’economia russa dell’1,1% — superiore alle proiezioni per Germania (0,8%), Francia (0,9%) e Italia (0,5%). Tuttavia, secondo Laura Solanko, consulente senior della Banca di Finlandia, la crescita russa è «artificiale ed estremamente costosa», alimentata esclusivamente dall’economia di guerra. Timothy Ash di Chatham House sottolinea: «Le economie sanzionate tendono a durare a lungo. Semplicemente non se la cavano troppo bene, ma non collassano.» Fonte: Euronews, 8 maggio 2026.
Siegmund usa la carta economica con abilità retorica. Le sanzioni, sostiene, sono «suicide» per l’industria tedesca e per la competitività europea. Qualche dato gli dà ragione parziale: un’interrogazione parlamentare al Parlamento europeo del 2025 riconosce che le sanzioni «hanno fatto salire i prezzi, provocato la chiusura di imprese e colpito la competitività in molti settori dell’economia UE, in particolare fertilizzanti, vetro, chimica e industria energetica». Ma Siegmund omette la parte essenziale: secondo il rapporto di Euronews del maggio 2026, dopo venti round di sanzioni la Russia mostra finalmente segnali significativi di difficoltà economica. E il confronto con i tassi di crescita delle economie europee — citato dall’AfD come prova del fallimento delle sanzioni — ignora del tutto la natura artificiale e insostenibile del cosiddetto «boom» bellico russo.
Per Bruxelles e per le cancellerie europee, il vero allarme non è tanto economico quanto istituzionale. Il Parlamento europeo ha adottato nell’aprile 2024 — con 429 voti a favore e soli 27 contrari — una risoluzione che denuncia «chiare prove di ingerenza russa nei processi elettorali e nella formazione delle politiche in tutto il mondo, e in particolare contro l’UE e i suoi Stati membri». Gli eurodeputati hanno invitato l’AfD a rendere pubblici i propri rapporti finanziari, «soprattutto con il Cremlino». La richiesta è rimasta senza risposta concreta.
Il Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR) ha pubblicato all’inizio del 2026 uno scenario in cui l’AfD ottiene la maggioranza assoluta in Sassonia-Anhalt, «abbattendo una barriera psicologica più che governativa». L’analisi avverte che i leader europei si stanno silenziosamente «adattando all’erosione democratica come a una condizione da gestire piuttosto che da sconfiggere». È un’ammissione amara, che riguarda tutti noi — anche l’Italia, che con la Germania condivide non solo il mercato comune, ma anche la responsabilità di tenere in piedi un ordine europeo che molti davano per scontato e che oggi è messo alla prova in un piccolo Land dell’est tedesco.
Autore: Marco Bianchi
