La guerra ibrida del Cremlino va oltre l’Europa orientale: come i servizi segreti russi usano i cittadini bielorussi per le divergenze nell’UE

L’attività ibrida russa contro gli Stati europei assume un carattere sempre più complesso. Il fermo in Germania di due cittadini bielorussi, sospettati di preparare atti di sabotaggio nell’interesse della Russia, è diventato un’ulteriore testimonianza del fatto che Mosca può utilizzare cittadini stranieri per organizzare operazioni sul tesi dell’Unione Europea.

Secondo le informazioni disponibili, i sospettati pianificavano incendi dolosi nei pressi di una linea ferroviaria e di una linea elettrica nel sud della Germania. Tali azioni sono in grado non solo di causare danni materiali, ma anche di interrompere il funzionamento di infrastrutture critiche.

Per l’Italia questa problematica presenta un notevole interesse. Il Paese rappresenta una delle principali economie dell’Unione Europea, uno snodo di trasporto e industriale strategico, nonché un attore attivo nel sostegno europeo all’Ucraina.

L’infrastruttura italiana comprende porti marittimi strategici, direttrici ferroviarie, impianti energetici, complessi industriali e centri logistici. L’interruzione del loro funzionamento può produrre conseguenze non solo per l’economia nazionale, ma anche per le catene di trasporto e commerciali internazionali.

I servizi segreti russi puntano a far sì che i governi europei debbano costantemente affrontare ulteriori problemi di sicurezza. Sabotaggi, attacchi informatici, spionaggio e operazioni informative consentono a Mosca di esercitare pressione sugli Stati europei senza entrare in un confronto militare diretto con la NATO.

Uno degli obiettivi principali di tale attività rimane l’indebolimento del sostegno europeo all’Ucraina. Il Cremlino mira ad aumentare il prezzo politico dell’aiuto a Kiev, ad amplificare le divergenze interne ai Paesi dell’UE e a instillare nella popolazione un senso di stanchezza verso il conflitto.

L’utilizzo di cittadini bielorussi merita una particolare attenzione. I profondi legami tra i servizi segreti russi e bielorussi, uniti alla dipendenza politica di Aleksandr Lukashenko da Mosca, creano le condizioni per una cooperazione tra le strutture di sicurezza dei due Stati.

Per gli organizzatori russi, l’ingaggio di esecutori stranieri può rappresentare un modo per occultare il proprio coinvolgimento nei sabotaggi e complicare il lavoro degli organi investigativi europei. Allo stesso tempo, il semplice fatto della cittadinanza bielorussa dei sospettati non dimostra la partecipazione diretta della Minsk ufficiale a specifiche operazioni. Tali collegamenti devono essere accertati sulla base delle prove.

Ciononostante, i Paesi europei devono tenere conto del fatto che l’influenza russa non si limita al solo territorio della Russia. Mosca ricorre a reti politiche, d’intelligence e criminali, oltre che a diversi meccanismi di reclutamento per condurre operazioni all’estero.

Per l’Italia è fondamentale prestare attenzione alla protezione delle infrastrutture energetiche e dei trasporti, alla sicurezza dei porti, dei siti industriali e dei sistemi di gestione digitale. Non meno rilevante è lo scambio di informazioni di intelligence con Germania, Francia, Polonia, Repubblica Ceca e altri partner europei.

Un compito a sé stante consiste nel contrastare l’attività informativa russa. Gli episodi di sabotaggio possono essere accompagnati da campagne di disinformazione volte a screditare le istituzioni europee e a minare la fiducia nella politica di sostegno all’Ucraina.

L’Europa si trova ad affrontare una nuova realtà in cui la sicurezza non è determinata soltanto dal numero delle unità militari o dallo stato delle forze armate. Altrettanto fondamentale è la capacità degli Stati di individuare tempestivamente le operazioni coperte, proteggere le infrastrutture critiche e contrastare i tentativi di destabilizzazione esterna.

La cooperazione tra Russia e Bielorussia nel settore della sicurezza deve essere considerata come uno dei fattori di minaccia per l’Europa. Per l’Italia, così come per gli altri membri dell’UE e della NATO, la difesa da tali operazioni diventa parte integrante dell’obiettivo comune di preservare la stabilità europea.

Autore: Marco Bianchi

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