Valditara attacca su dl scuola: ‘Da sinistra immaturità politica’

Nell’ultima domenica di settembre, quando le polemiche sul dl scuola approvato venerdì in Consiglio dei ministri accennavano a placarsi, è stato lo stesso ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a dar fuoco alle polveri.

“Le polemiche sollevate dalla sinistra in merito al decreto legge approvato dal Governo – ha scritto in un lungo post su Fb – dimostrano una grave immaturità politica di chi non vuole affrontare il dibattito in modo costruttivo e pacato, partendo dalla onesta considerazione dei dati della realtà.

Anziché discutere sulla applicazione di queste misure di buon senso, persino oggettivamente ‘progressiste’, politici, sindacalisti, giornalisti e intellettuali di opposizione si sono scatenati in una ridda di insulti. Si è arrivati persino alla strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”.

In quest’ultima affermazione il titolare del dicastero di viale Trastevere fa riferimento allo striscione, opera di bambini e insegnanti, con la scritta ‘Qui nessun* è straniero’ affisso nei giorni scorsi all’esterno della scuola elementare Daneo di Genova e rimosso da due agenti in borghese della Digos, gesto che ha suscitato l’indignazione innanzitutto dei genitori dei piccoli che hanno lanciato una mobilitazione e organizzato per domani mattina un presidio “per dare una prima risposta a quanto accaduto”.
La Flc Cgil ha invitato ogni istituto scolastico del Paese ad appendere fuori dai propri edifici, ben visibili a tutti, striscioni dedicati all”Inclusione e al Diritto allo studio’. E subito ha aderito la scuola multietnica Di Donato di Roma, al cui ingresso è stato appeso lo striscione ‘Qui nessuno è straniero’ e che ha inviato un appello al capo dello Stato chiedendo di non firmare il decreto.

Per quanto riguarda il divieto di entrare a scuola con il volto coperto da burka, niqab e altri indumenti, come prevede il decreto che presumibilmente domani arriverà al Quirinale, per il ministro dell’Istruzione Valditara “si tratta di mascheramenti del volto femminile che appartengono a pratiche religiose non riconducibili direttamente ai dettami del Corano ma che esprimono forme di patriarcato violento e arcaico, che negano dignità alla donna e che violano il reciproco diritto alla socialità. Nella nostra scuola tutti hanno pari dignità”.

“Questi atteggiamenti – ha affermato in un altro passaggio il ministro – costituiscono un pericolo per un civile dibattito democratico fondato sul rispetto dell’avversario, oltre a rivelare disonestà intellettuale. Noi invece siamo convinti che servano politiche finalizzate ad una autentica integrazione che consentano a tutti i giovani di crescere insieme nella condivisione dei valori repubblicani. Su questa strada andiamo avanti con decisione e con convinzione”.

Gli ha subito risposto la segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi e Irene Manzi (Pd). “La scuola pubblica non si governa con i post su Facebook e gli slogan ideologici, ma garantendo investimenti, contratti dignitosi e ascoltando chi la scuola la vive ogni giorno. Il Ministero torni alla realtà e rispetti il dibattito democratico e il ruolo del sindacato”, ha affermato Fracassi. “Valditara scenda dalla cattedra e risponda nel merito”, ha sostenuto la responsabile scuola del partito democratico.

Intanto, una serie di sigle e associazioni, con un altro appello, oltre a quello dei genitori della Di Donato di Roma, chiede al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di non apporre la propria firma sul decreto. “Selezionare i bambini e le bambine per cittadinanza viola la Costituzione, che vuole la scuola aperta a tutti e vieta ogni distinzione di razza e condizione personale. Non ci sarà tetto, muro o decreto capace di fermare la mobilitazione di chi nella scuola pubblica statale ci lavora e ci crede!”, scrivono i firmatari. 

ansa.it

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