Denuncia presentata da un’imprenditrice, la presunta violenza sarebbe avvenuta negli uffici del Senato. Lui nega ogni addebito. Lei: “Dopo la violenza anche il dileggio”
Èstato trasmesso in Procura a Roma il fascicolo di indagine proveniente da un altro ufficio giudiziario in cui risulta indagato per violenza sessuale il senatore di Forza Italia, Francesco Silvestro e un carabiniere per tentata violenza privata. Il procedimento ora all’attenzione dei pm capitolini nasce dalla denuncia di una donna in cui accusa il parlamentare di averla abusata nel suo studio nel palazzo di San Luigi de’ Francesi nel febbraio del 2025. Come da prassi ora i magistrati romani dovranno procedere ad una nuova iscrizione dei due indagati nel registro.
“Chiedo scusa per le parole che ho pronunciato nel corso di un colloquio telefonico con una giornalista di Repubblica. Sono stato colto di sorpresa da quanto mi veniva attribuito, un episodio e accuse rispetto alle quali ho già dichiarato attraverso il mio legale stupore e totale estraneità. Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso, e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono aver generato fraintendimenti o leso sensibilità”. Così Francesco Silvestro, senatore di Forza Italia, a proposito della notizia di una denuncia da parte di una donna, un’imprenditrice nel mondo vitivinicolo, a suo carico per presunte molestie sessuali.
Il senatore dichiara la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono addebitati attraverso l’avvocato Roberto Guida, suo legale, respinge la ricostruzione fatta da Repubblica di una indagine a suo carico per violenza sessuale dopo la denuncia di una donna.
“In riferimento all’articolo uscito oggi a firma Conchita Sannino, il senatore rappresenta il proprio stupore e dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine”, scrive in una nota Guida.
Silvestro: “Non è vero nulla racconti pure, ci divertiremo”
“Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo”. Così, nell’intervista a Repubblica a cui la nota di oggi fa riferimento.
In merito all’incontro con la donna che lo ha denunciato, Silvestro dice di ricordarlo, ma che “non è successo nulla. La signora me l’ha portata in ufficio un amico, servitore dello Stato, distaccato per lavoro al Senato”. La signora, ricostruisce Repubblica, “sostiene che lei ebbe una condotta totalmente fuori asse, fece prima allusioni sul vino che ‘fa perdere i freni inibitori’, poi le avrebbe usato violenza”. “Quando mai. Non ci pensi. Poi – risponde il senatore – modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale. Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa”. Comunque, aggiunge, “la signora so che va anche da altri senatori, per vendere il vino”. Come vi lasciaste, quel giorno? “Normale. Lei disse che voleva andare a cena, poi invece non è venuta più” ha concluso il senatore.
La denunciante: “Dopo la violenza anche il dileggio”
“Non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio. Lui bello, io normale. Quando l’ho letto non credevo ai miei occhi. Questo non riguarda l’inchiesta, posso e voglio dirlo”. Lo ha detto l’imprenditrice che ha presentato denuncia contro Francesco Silvestro, senatore di Fi, nell’intervista a Repubblica. “Non sono una persona mediatica, non amo i social, non faccio esibizione del mio privato. E questa storia mi fa solo stare male. Ma quello che è uscito è la pura verità” ha aggiunto, ribadendo di non aver mai visto il senatore prima dell’incontro nel suo studio a San Luigi dei Francesi.
L’imprenditrice spiega che quel 25 febbraio 2025 si recava dal senatore da sola per vendere delle bottiglie di vino. “Poi – dice – tutto degenera”. Senza consenso, spiega, “lui mi blocca. Ero come raggelata. Un senatore. Nel suo studio. La cosa mi ha paralizzato” e “la psicologa mi ha spiegato che questa paralisi è tipica”. Alla domanda sul perché fa trascorrere un anno prima della denuncia, l’imprenditrice risponde: “stavo male dentro. Sono stata sotto terapia psicologica, cercavo di rimuovere, ma in realtà dovevo affrontarlo per superarlo”. Non ha cercato un legale subito? “Verso aprile, meno di due mesi dopo, stavo un po’ meglio, ho telefonato per chiedere un aiuto allo studio di uno dei migliori avvocati italiani, Giulia Bongiorno”. Parlando con uno dei collaboratori, la signora dice di aver fatto il nome di Silvestro. “Dopo qualche giorno mi hanno chiamato, spiegando che lo studio era oberato, non aveva tempo”.
La Russa chiede accertamenti ai senatori questori
Il presidente del Senato Ignazio La Russa “ha appreso dalla stampa alcune circostanze riferite al senatore Francesco Silvestro. Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 67 del Regolamento e degli articoli 2 e 8 del codice di condotta, ha chiesto ai Senatori Questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di Presidenza. A tal fine, il Presidente e i Questori si incontreranno martedì prossimo”. Lo riferiscono fonti della Presidenza del Senato.
