Decine di persone sono state fermate a Milano dopo gli scontri con le forze dell’ordine e le proteste a Milano, iniziate dopo il corteo contro la crisi economica. Momenti di tensione anche a Torino e Bologna, con diversi manifestanti feriti
Sulla scia delle mobilitazioni scoppiate in Francia, anche in Italia si sono verificate proteste contro il caro vita che sono sfociate in violenti scontri con le forze dell’ordine.Le tensioni maggiori si sono registrate a Milano, dove la manifestazione è degenerata prima in via Broletto e successivamente in centro, in particolare in Piazza Duomo, trasformandosi in vere e proprie scene da guerriglia urbana. Nel capoluogo lombardo si contano 25 persone ferite e trasportate in diversi ospedali milanesi, di cui dieci appartenenti alle forze dell’ordine. Per nessuno di loro è stato necessario il trasporto in codice rosso.
Scontri a Milano: assaltati negozi, bagno chimico in fiamme
Durante i disordini a Milano, la polizia ha lanciato lacrimogeni e fatto ricorso a idranti e a un cannone ad acqua per disperdere la folla, mentre i manifestanti hanno aperto estintori, fatto uso di petardi e fuochi d’artificio e lanciato oggetti tra cui cestini della spazzatura e transenne.
La carica degli agenti in tenuta antisommossa ha interessato anche la Galleria Vittorio Emanuele II e le fermate della metropolitana M1 ed M3 sono state chiuse. Diversi negozi del centro sono stati vandalizzati, è stato appiccato il fuoco a un bagno chimico in Piazza Duomo e nelle vie laterali sono state lanciate sedie, rovesciati tavolini e divelti secchioni dell’immondizia e panchine. Al termine della protesta si contano 50 persone fermate, di cui la metà minorenni.
A Torino fermate 12 persone, 10 sono minorenni
Tensioni e scontri sono stati registrati anche a Torino. Per circa un’ora la città è stata teatro di disordini con giovanissimi incappucciati, cassonetti divelti e spinti in mezzo alla strada, e l’uso di tavoli e sedie dei dehors come barricate, oltre al lancio di bottiglie, petardi, bastoni e pietre contro le forze dell’ordine.
La polizia ha bloccato 12 persone, di cui 10 minorenni, trovate in possesso di bottiglie molotov, petardi, sanpietrini e martelletti frangivetro; alcune di loro sono ritenute presunti autori di danneggiamenti e la loro posizione è al vaglio degli investigatori.
La protesta a Bologna nella zona della stazione: 7 fermati
A Bologna gli scontri si sono concentrati nella zona della stazione e in Piazza Medaglie d’Oro, dove si è verificato un fitto lancio di sassi e oggetti da parte di ragazzi incappucciati e sono state buttate a terra decine di biciclette a noleggio. Il corteo, partito nel primo pomeriggio da piazza Minghetti con cori contro gli aumenti dei prezzi per poi snodarsi verso via Farini e via Marconi, ha visto un gruppo di manifestanti staccarsi in zona stazione per lanciare fumogeni, bottiglie di vetro e transenne.
Le forze dell’ordine hanno impiegato idranti e lacrimogeni, con la protesta che si è poi spostata verso la centrale Via Indipendenza, al momento sono sette i fermati di cui sarà valutata la posizione.
Meloni chiede alle opposizioni di condannare le violenze
Sui fatti del pomeriggio sono intervenuti diversi esponenti politici. La premier Giorgia Meloni facendo riferimento alla manifestazione della Cgil che si è tenuta nel pomeriggio di sabato ha detto che manifestare è un diritto, ma ha poi condannato le proteste nelle città italiane pubblicando un video degli scontri a Milano. “Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Ogni reticenza diventa giustificazione”, ha aggiunto Meloni.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che “È inaccettabile che parte del centrosinistra soffi sul fuoco nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte“, mentre l’altro vicepremier e ministro dei Trasporti Salvini ha sostenuto che in piazza ci fossero “centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende?”.
Sul fronte opposto, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato: “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili. La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”. Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia, ha dichiarato: “Gli episodi di violenza di oggi sono assolutamente ingiustificabili e vanno condannati fermamente. Nessuno può permettersi tuttavia di utilizzarli per criminalizzare le studentesse e gli studenti che da giorni stanno scendendo in piazza in modo assolutamente pacifico e ponendo i temi cruciali del diritto alla Casa, allo studio e più in generale al futuro”.
