Le opposizioni: ‘La maggioranza ha paura, schiaffo al Parlamento’

“L’apposizione della fiducia” sulla legge elettorale “è indegna” ed “esprimiamo il disagio più profondo per uno schiaffo a questo ramo del Parlamento”.

Lo ha detto Federico Fornaro (Pd) nell’Aula della Camera. “Si pone la fiducia su 53 emendamenti presentati dalle opposizioni, tutto fuorché un atteggiamento ostruzionistico”, ha aggiunto. “Avete paura della tenuta della vostra maggioranza e del voto segreto che fortunatamente ci sarà”, ha aggiunto il dem. “Avete paura della democrazia e dei vostri parlamentari”, le parole di Filiberto Zaratti di Avs. “Noi stiamo mettendo in soffitta la democrazia parlamentare”, ha detto Enrica Alifano del M5s. “Fermatevi, si può fare una normativa più ragionevole”, l’appello di Riccardo Magi di Più Europa. 

“Il governo Meloni ha appena messo la fiducia sulla legge elettorale. È una scelta gravissima, intollerabile. La legge elettorale è materia per eccellenza del Parlamento. Non può diventare uno strumento attraverso il quale il Governo lega a sé la propria sopravvivenza politica”, afferma in una nota stampa il deputato del Partito Democratico, Roberto Speranza.

“L’ho sempre pensata così. E oggi voglio rivendicarlo con ancora più forza. Nella primavera del 2015 ero capogruppo del Partito Democratico alla Camera, quando il governo Renzi pose la fiducia sull’Italicum. Di fronte a quella scelta, decisi di dimettermi da capogruppo. E non votai la fiducia al governo. Non fu una decisione facile, ma fu una decisione coerente con ciò in cui ho sempre creduto: la legge elettorale appartiene al Parlamento e alle sue responsabilità, perché riguarda le regole fondamentali della nostra democrazia. Oggi Giorgia Meloni ripete quella stessa scelta perché ha paura del voto libero del Parlamento. È una forzatura inaccettabile. È una vera violenza alla nostra democrazia contro cui occorre battersi a viso aperto”, aggiunge l’ex ministro. 

“Negli ambiti sui quali si può chiedere il voto segreto è prevalente il diritto del parlamentare (di votare a scrutinio non palese ndr.) o del governo a porre il voto di fiducia? Credo che sia una questione della quale il nostro regolamento dovrebbe farsi carico”, ha detto in Aula alla Camera Filiberto Zaratti di Avs dopo che il governo ha chiesto la fiducia sui primi tre articoli della riforma elettorale.

Una questione sulla quale il vice presidente di turno Giorgio Mulé ha detto che riferirà alla presidenza. “Si guardino in casa – ha aggiunto – questa è una fiducia subìta dagli alleati di Meloni più che dalle opposizioni”. “Tutto – ha concluso – si basa su una prova di forza di Fratelli d’Italia verso i suoi alleati, le opposizioni e soprattutto verso il Paese al quale impone regole che disegnano un Parlamento più lontano dai cittadini in un disegno più autoritario dello Stato”. 

Magi scrive a Mattarella: ‘Digiuno contro la legge elettorale per la democrazia’

Il segretario di +Europa Riccardo Magi ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per illustrargli le ragioni dello sciopero della fame che sta conducendo da sei giorni in protesta contro la riforma elettorale, “una legge antidemocratica, che fa diventare una minoranza nel Paese maggioranza schiacciante in Parlamento”. Lo ha annunciato lo stesso Magi, guidando un flash mob del suo partito davanti a Palazzo Chigi.

Magi ha raccontato di aver spiegato con “il massimo rispetto e il massimo ossequio” a Mattarella le ragioni della sua “iniziativa non violenta”, “confidando che lui possa e sappia comprendere quanto” la nuova legge elettorale “segnerebbe l’avvio della nostra democrazia a diventare qualcosa di diverso da una democrazia. E quando questo accade nella storia – ha sottolineato -, spesso accade nell’indifferenza, nel silenzio, nelle aule vuote come l’aula della Camera che oggi era completamente vuota, Mentre il governo metteva la fiducia”.

Il suo è un “digiuno per la democrazia”, come si leggeva sui cartelli esibiti al flash mob, in cui si contestava anche la scelta del governo di porre la questione di fiducia e la soglia di firme da raccogliere per i nuovi partiti. “Noi abbiamo l’onere che era previsto nella vecchia legge, 1.500-2.000 firme a collegio, ma nuove forze politiche dovrebbero raccogliere tra le 6.000 e le 7.000 firme in ogni collegio – ha spiegato Magi -: 450.000 firme, più dei voti che hanno preso alcune forze politiche di maggioranza che siedono in Parlamento e che voteranno questa legge elettorale. E in più si vieta di utilizzare la firma digitale”.

Il segretario di +Europa ha sottolineato che “nel 2022 c’è stato quasi il minimo storico delle liste, 23. Questa necessità, questa urgenza di sbarrare la competizione a nuove liste e forze politiche non c’è. È un argomento falso, e potrà essere alla base della decisione della Corte costituzionale”.

ansa.it

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