Rubio (Usa): “Presto una roadmap negoziale”. Zelensky a Oslo. Fonti Ue: la Slovacchia blocca l’estensione delle sanzioni a Mosca. Forze ucraine colpiscono il porto di Novorossysk e una nave lanciamissili. La Russia colpisce Kiev e Mykolaiv
Cremlino: “Auspichiamo che riprendano i negoziati trilaterali con Ucraina e Stati Uniti”
Nel consueto briefing con la stampa, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato le dichiarazioni del segretario di Stato statunitense Marco Rubio sulla possibile elaborazione di una road map per la soluzione del conflitto, Peskov ha affermato che al momento “non vorremmo e non discuteremo pubblicamente alcun ‘punto’. Tanto più che attualmente non esistono programmi strutturati o road map formalizzate”. Ha però sottolineato che esiste “un’iniziativa comune e una volontà politica comune” per riprendere il dialogo e che Mosca auspica che “in un futuro prevedibile vengano ripresi i negoziati trilaterali” con Ucraina e Stati Uniti. Ha inoltre aggiunto che la Russia continua i contatti con i suoi “interlocutori americani”.
Peskov ha anche confermato che prosegue il lavoro sugli scambi di prigionieri tra Russia e Stati Uniti. “Il tema dello scambio di detenuti, arrestati e persone che stanno scontando una pena tra la Federazione Russa e gli Usa continua. È costantemente all’ordine del giorno dei contatti russo-americani, anche ai massimi livelli”, ha dichiarato. Ha ricordato che, su richiesta di Donald Trump, un cittadino americano detenuto in Russia è stato rilasciato “per decisione del presidente Vladimir Putin”, aggiungendo che “questo lavoro continua”.
Sul fronte economico, il portavoce del Cremlino ha minimizzato le preoccupazioni relative al deficit di bilancio russo. “La stabilità macroeconomica è assolutamente garantita”, ha sostenuto, spiegando che il deficit è “una cifra dinamica” e che non dovrebbe provocare particolare allarme. Ha inoltre escluso che sia in discussione un aumento delle tasse: “Di questo non si è parlato”.
Parlando del mercato energetico europeo, Peskov ha affermato che il gas russo potrebbe rappresentare per l’Europa un’alternativa più conveniente se i governi europei si lasciassero guidare dal “buon senso”. “Secondo la logica e il buon senso, gli europei dovrebbero cercare fonti energetiche e gas più economici. Questo avrebbe potuto essere da tempo il gas russo, sia attraverso i gasdotti sia sotto forma di Gnl”, ha dichiarato. Secondo il portavoce, l’Europa si trova inoltre “in una situazione molto difficile”, con problemi nel riempimento degli impianti di stoccaggio sotterraneo del gas. A suo avviso, anche raggiungendo il massimo ritmo di riempimento, gli europei non riusciranno a completare le scorte prima dell’inverno. Peskov ha quindi sostenuto che gli attuali prezzi del gas non rappresentano ancora un record e che “i record devono ancora arrivare”.
Il portavoce ha attribuito alla “parzialità politica” europea il mancato utilizzo del gasdotto Nord Stream ancora funzionante. “Seguendo il buon senso, avrebbero dovuto utilizzare da tempo il Nord Stream, una delle cui linee resta integra e operativa. Può essere attivata in qualsiasi momento”, ha affermato, accusando i paesi europei di danneggiare la propria economia e i propri cittadini acquistando gas sul mercato spot a prezzi superiori a quelli del gas russo trasportato via gasdotto.
Peskov ha poi commentato la possibilità di un vertice trilaterale tra Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping a margine dell’Apec di Shenzhen. Secondo il portavoce, questa “possibilità esisterà” e l’ipotesi era già stata menzionata in precedenza.
Infine, il portavoce del Cremlino ha affrontato la crisi diplomatica con l’Ungheria dopo l’espulsione di dieci diplomatici russi. Peskov ha avvertito che la misura “avrà conseguenze negative per l’intero complesso delle relazioni bilaterali” tra Mosca e Budapest e ha assicurato che la Russia risponderà in modo adeguato: “Queste azioni non resteranno senza risposta”. Allo stesso tempo, ha precisato che Mosca rimane interessata a mantenere e sviluppare i rapporti con l’Ungheria e “non è sostenitrice di alcun danno a questo prezioso patrimonio ed esperienza delle relazioni russo-ungheresi”
