Guerra di mappe su Hormu: Trump lo definisce “nuovo territorio Usa”, per l’Iran lo stretto resta “chiuso”

Trump torna a rivendicare il controllo dello stretto. Il regime di Teheran ribadice che “Hormuz è chiuso£ e che nonostante le affermazioni USA non riaprirà “finché Washington non rispetterà i suoi impegni”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la sua proposta sul futuro dello Stretto di Hormuz, dopo aver pubblicato sulla piattaforma “Truth Social” una mappa che mostra il corridoio marittimo strategico come “nuova terra americana”, senza però commentare l’immagine.

Non è la prima volta che Trump pubblica l’immagine della stessa mappa che individua lo Stretto di Hormuz: l’aveva già diffusa lo scorso 18 agosto mentre tre giorni prima aveva avanzato per la prima volta l’idea di considerare lo stretto territorio americano.

Durante un comizio a New York, Trump ha dichiarato: “Dopo che avremo finito di sconfiggere l’Iran, che sta subendo una sconfitta molto pesante, annuncerò presto che lo Stretto di Hormuz sarà territorio degli Stati Uniti”.

Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo. Prima dello scoppio della guerra vi transitava circa un quinto delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto.Mentre l’Iran rivendica il controllo sullo stretto, Trump insiste sul fatto che siano gli Stati Uniti a “controllare completamente” il passaggio.

Teheran ha chiuso lo stretto dall’inizio della guerra e il braccio di ferro con Washington sulle condizioni per la sua riapertura continua.

In questo contesto, un account ufficiale iraniano aveva in precedenza definito lo Stato americano della California “nuova terra appartenente all’Iran”.

Alle reazioni alle parole di Trump si è aggiunto anche il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, che ha scritto: “Le sue illusioni sullo Stretto di Hormuz saranno presto corrette, oppure saremo noi a correggere le illusioni di quest’uomo illuso”.Teheran collega la riapertura di Hormuz a un “cambiamento del comportamento americano”

Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha dichiarato sabato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni e non cambieranno quello che ha definito il loro “comportamento”.

Rezaei ha detto alla televisione di Stato iraniana: “Lo Stretto di Hormuz è chiuso, nonostante le affermazioni americane, e non verrà riaperto finché gli Stati Uniti non correggeranno il loro comportamento. Questa volta, gli Stati Uniti devono prima onorare i loro impegni”.

Rezaei ha anche rivolto un avvertimento ai Paesi che potrebbero aderire alle misure economiche statunitensi contro Teheran.

“Diciamo a tutti i Paesi: non unitevi alla guerra economica condotta dagli Stati Uniti”, sottolineando che “qualsiasi Paese che partecipi all’imposizione di restrizioni economiche contro di noi sarà considerato un nemico”.

Il responsabile iraniano ha inoltre minacciato di “danneggiare” gli interessi dei Paesi che si rifiutano di “prendere le distanze” dagli Stati Uniti.

Rezaei ha spiegato che l’Iran ha finora utilizzato solo una parte delle proprie capacità, sottolineando che gli attacchi condotti hanno preso di mira esclusivamente le basi militari statunitensi, senza colpire gli interessi economici degli Stati Uniti.

“Finora abbiamo colpito solo le basi militari, ma se vorranno imporre sanzioni economiche contro di noi, gli Stati Uniti hanno compagnie petrolifere e aziende economiche nei dintorni dell’Iran e altrove, e le colpiremo”, ha rincarato Razaei.

L’Iran “sta combattendo una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala, la forza e la coesione della nazione hanno stupito il mondo e smentito le previsioni nemiche di un collasso”, ha affermato da parte sua il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, intervenendo a una cerimonia di rinnovo della fedeltà agli ideali del fondatore della Repubblica Islamica, secondo quanto riporta l’agenzia Mehr.Il presidente Trump ha avvertito che qualsiasi nuova mossa contro l’Iran potrebbe portare a una vasta escalation.

A giugno Teheran e Washington hanno firmato un memorandum d’intesa volto a porre fine alla guerra e ad aprire la strada a un accordo più ampio tra le due parti.

Il percorso dell’intesa si è però inceppato in seguito, a causa di divergenze sulle modalità di attuazione, oltre che sulle disposizioni relative alla navigazione nello Stretto di Hormuz.

Sono proseguiti colloqui che hanno coinvolto l’Iran e il Sultanato dell’Oman sul regolamento del traffico marittimo in questo corridoio vitale, ma finora non hanno prodotto alcuna svolta né un accordo definitivo.

it.euronews.com

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