Al via i saldi invernali, occasioni e sconti: giro di affari di 4,9 miliardi di euro

Secondo le stime di Confcommercio, saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro, con un acquisto medio stimato a famiglia di 303 euro.

Archiviati i regali di Natale è già tempo di saldi: la stagione di sconti invernali ha preso ufficialmente il via il 2 gennaio in Valle d’Aosta e oggi (sabato 3 gennaio) nelle altre regioni. 

I primi dati

Bene la prima giornata a Milano con una crescita dell’8% sul 2025 e uno scontrino medio di 160 euro. Lo comunica in una nota Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, sottolineando che “il dato è in particolare positivo nelle principali vie dello shopping che hanno beneficiato della presenza di turisti provenienti soprattutto dai Paesi europei e dalla vicina Svizzera. Si riscontra una buona tenuta anche in alcune vie residenziali con maggiore passaggio commerciale”.

La partenza dei saldi a Torino è stata a due velocità, con un buon avvio in centro mentre la periferia fa fatica. Una parte dei torinesi è ancora fuori per le feste, per cui il prossimo weekend potrebbe riservare buone sorprese. Lo fanno sapere gli operatori interpellati da Confesercenti alla fine della prima giornata di sconti.

Secondo Confcommercio Toscana le prime ore dei saldi invernali 2026 fanno registrare un avvio complessivamente positivo, soprattutto a partire dal pomeriggio e nelle città turistiche come Firenze. “L’apertura di sabato, in concomitanza con il ponte dell’Epifania, sta favorendo l’afflusso di visitatori e sostenendo il flusso di clienti nei negozi del centro storico”, dichiara il presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, Paolo Mantovani.
 

Le previsioni alla vigilia

Secondo le stime di Confcommercio, saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro, e un acquisto medio stimato a famiglia di 303 euro.

Per il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni “c’è grande attesa per i saldi invernali, appuntamento importante per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane. I saldi generano, infatti, benefici diffusi: consentono ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare e a vivacizzare i centri urbani”.

Più ottimista Confesercenti secondo cui – da un sondaggio condotto da Ipsos – emerge un giro d’affari fino a 6 miliardi, con una  spesa media prevista di 292 euro circa a persona, ma la mediana ci indica che uno su due spenderà 200 euro o meno: un divario che dice molto su come si distribuiscono gli acquisti. Al centro c’è un blocco ampio di consumatori che si muove su cifre contenute, mentre una minoranza di big spenders “tira su” la media: il 17% di chi ha pianificato un budget ha messo in conto almeno 500 euro, e un 4% 1.000 euro e oltre. 

Netta la differenza per età: i 18-34 anni prevedono 225 euro, contro i 327 euro dei ‘senatori’. Quest’anno, spiega il sondaggio, ci si concentra soprattutto sui capi utili per il quotidiano e sugli acquisti più tipici della stagione. In testa ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%): una fotografia che racconta saldi usati prima di tutto per rinnovare il guardaroba. Subito dietro si collocano camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e articoli per la casa restano più marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.

Secondo il Codacons, invece, i saldi non segneranno l’atteso rilancio dei consumi in apertura del 2026 e, al contrario, rischiano di tradursi in una forte delusione per i commercianti sul fronte del fatturato, complice la ridotta capacità di spesa delle famiglie dopo le festività natalizie e un anno segnato da rincari diffusi e continui aumenti dei prezzi. I budget degli italiani risultano già fortemente compromessi dalle spese sostenute tra Natale, Vigilia e Capodanno – viene osservato – una situazione che lascia poco margine agli acquisti non essenziali e che frena la propensione alla spesa proprio all’avvio dei saldi, riducendo il giro d’affari – che non supererà quest’anno quota 4,5 miliardi di euro, in netta diminuzione rispetto ai livelli di spesa pre-Covid.

rainews.it

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