Legge elettorale, no a preferenze: maggioranza sotto per un voto. Meloni: “Ha vinto la palude”

Premier: “Serve riflessione”. Opposizioni occupano banchi del governo e ritirano emendamenti (ad eccezione di quello su fuorisede): “basta farsa”. Video dei vannacciani sul voto, proteste in Aula. Schlein: “Andate a casa”. Renzi: “Meloni si dimetta”

Cartelli con su scritto “Imbullonati”: è la protesta che i senatori M5s hanno attuato nell’aula di Palazzo Madama, all’indomani del passo falso della maggioranza, ieri alla Camera, sulla legge elettorale. “Il 4 settembre questo governo si vanterà di essere il più longevo della storia, ma passerete alla storia come il governo più ‘imbullonato’ alla poltrona”. Così questa mattina il senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini in Aula al Senato. 

Ieri sera intorno alle 19 il Governo è andato sotto alla Camera sull’emendamento che riguarda le preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 voti contrari. L’Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l’emendamento era a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava ad introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma della legge elettorale del centrodestra.

Le opposizioni hanno occupato i banchi del governo in Aula alla Camera per protestare contro la decisione della maggioranza di andare avanti con l’esame della legge elettorale. Dopo la bocciatura della richiesta di sospensione della seduta avanzata dal centrosinistra in seguito alla pubblicazione del video dei deputati di Futuro Nazionale con Vannacci che hanno filmato il momento del voto segreto sulle preferenze, diversi deputati di Pd, M5s e Avs sono andati ai banchi del governo. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha richiamato Orfini, Silvestri, Sportiello poi ha sospeso la seduta che poi è ripresa.

Richiesta anche la convocazione dei questori. “Il collegio dei questori non si può riunire materialmente adesso, i questori hanno l’incarico di riunirsi domani mattina, c’è già un ufficio di presidenza convocato il 21 di luglio” che potrà essere “integrato” per eventuali sanzioni, ha comunicato il vicepresidente Giorgio Mulè.

Il Pd con Federico Fornaro è tornato a chiedere una sospensione della seduta, pausa necessaria per riformulare il fascicolo degli emendamenti dopo la decisione delle opposizioni di ritirare tutti gli emendamenti, tranne quelli sui fuorisede e i subemendamenti. La richiesta è di riprendere domani mattina i lavori.

Il capogruppo di FdI Bignami si è detto a favore della richiesta del Pd di sospendere i lavori per consentire agli uffici di rivedere il fascicolo degli emendamenti dopo la decisione assunta da tutte le opposizioni di ritirare i propri emendamenti: “Se bastano dieci minuti si riprende la seduta, altrimenti si va a domani mattina”, ha detto. 

Meloni: “Su preferenze ci abbiamo provato, ha vinto la palude”

Il risultato del voto sull’emendamento per introdurre le preferenze “dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci. Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci. P.S. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”, aggiunge la premier.

relatori di maggioranza avevano dato parere favorevole, così come il governo. Avevano annunciato il voto favorevole anche Lega e Forza Italia, nonostante non avessero sottoscritto l’emendamento. A favore si erano espressi anche i deputati di Futuro Nazionale, mentre le opposizioni hanno duramente criticato il testo e annunciato il voto contrario.

Pienone in Aula poco prima della votazione dell’emendamento. Presenti anche diversi sottosegretari e quasi tutti i ministri eletti alla Camera: da Antonio Tajani a Francesco Lollobrigida.

Le opposizioni hanno chiesto la convocazione immediata della conferenza della capigruppo e la sospensione dei lavori.

Con 84 voti di differenza la maggioranza ha respinto la richiesta delle opposizioni di sospensione dei lavori sulla legge elettorale. La maggioranza chiede anche la seduta notturna fino a mezzanotte.

E la conferenza dei capigruppo ha poi deciso che proseguiranno fino a mezzanotte i lavori dell’Aula della Camera sulla legge elettorale

FdI: “Andiamo avanti con le votazioni”

“Andiamo avanti con le votazioni” ha detto Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI uscendo dalla conferenza dei capigruppo convocata alla Camera che ha confermato che le votazioni degli emendamenti sulla legge elettorale in aula andranno avanti stasera fino a mezzanotte.  E sull’incidente in aula sulle preferenze ha aggiunto: “Noi ci abbiamo messo la faccia” e sui franchi tiratori non si è espresso su quanti possano essere tra i parlamentari di FdI.

Opposizione ritirano tutti gli emendamenti

“Questa farsa deve finire, andate avanti da soli”. Le opposizioni annunciano in Aula il ritiro di tutti gli emendamenti, ad accezione di quelli sui fuorisede. “Tutto l’iter non merita più nemmeno una discussione di merito, ritiriamo tutti i nostri emendamenti di merito tranne quello sui fuorisede, non ci prestiamo più a questa pantomima, andate avanti da voi con questa pantomima indegna, avete già dato esempio di scempio dell’Aula”, ha detto il capogruppo di M5s Riccardo Ricciardi. Anche Filiberto Zaratti di Avs ha spiegato: “Non ci sono più le condizioni per una discussione seria”. 

E la capogruppo del Pd Chiara Braga: “L’arroganza della maggioranza non ha limite, state continuando ad andare dritti contro un muro, non ci vogliamo più prestare a questa farsa e vi lasciamo a discutere una legge sbagliata”. Stessa decisione anche da Iv e Più Europa.

Dopo che l’aula della Camera ha respinto l’emendamento del centrodestra sulle preferenze, dai banchi delle opposizioni sono partiti applausi e i cori “dimissioni, dimissioni” e “elezioni, elezioni”. 

“Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un paese a crescita zero, con salari più bassi d’Europa, con le liste d’attesa più lunghe, con i costi dell’energia più alti, la priorità fosse la legge elettorale” ha detto in Aula Elly Schlein dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze. “Hanno fallito ed è il momento di andare a casa”, ha aggiunto Schlein che, rivolgendosi ai banchi del centrodestra aggiunge: “Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa”

“Dopo quattro anni e zero riforme questo governo si presenta con un accrocchio di legge elettorale che è una vergogna solo pensarla. In questo accrocchio, con un listone azionale e n, c’e’ stato il tentativo mistificatorio di FdI e quindi di Meloni in persona di voler prendere in giro gli italiani con un finto, falso emendamento sulle preferenze. Non solo: la presidente Meloni ha inteso sfidare questo Parlamento lanciando poche ore fa una sfida e dicendo che bisognava metterci la faccia. Lo avete fatto, ci avete messa la faccia e avete sfiduciata la presidente del Consiglio” ha dichiarato in Aula Giuseppe Conte dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze presentato dalla destra. “Ora aprite una crisi di governo, andate a casa perché tocca a noi”, aggiunge Conte.

“Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani”. Così su X il leader di Iv Matteo Renzi.

“E’ mancato il voto di Meloni. La presidente del Consiglio ha sfidato il Parlamento e ha perso. Ora vada al Colle” dice Angelo Bonelli dopo la bocciatura, per un solo voto, dell’emendamento sulle preferenze presentato dalla destra sulla legge elettorale. “Vada dal presidente della Repubblica, siamo pronti a governare”.

Sit-in delle opposizioni fuori da Montecitorio

I leader del campo largo – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni – insieme a Riccardo Magi di Più Europa e Davide Faraone di Iv sono davanti a Montecitorio nel sit-in organizzato contro la legge elettorale. Tutti hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca al presidente Mattarella e si apra una crisi di governo dopo che è stato bocciato l’emendamento sulle preferenze.  Attorno a loro bandiere di Rifondazione comunista e cartelli con l’immagine di Meloni come una carta da gioco e sotto la scritta NO Melonellum.

Ripresa dei lavori, opposizioni: “In Aula ennesima forzatura, palude nella maggioranza”

“Non inchiodateci qui in una discussione finta come finta era la vostra unità”. Lo ha detto la capogruppo del Pd Chiara Braga alla ripresa dei lavori serali sulla legge elettorale. “Ora la Meloni fischietta”, ma “non si può far finta di nulla”, “io nella passata legislatura ho visto un governo cadere per molto meno”, concorda Davide Faraone di Iv. Proseguire i lavori “è l’ennesima forzatura”, l’accusa di Nicola Fratoianni di Avs. “Siete voi la palude” di cui parla Meloni, ha aggiunto Riccardo Ricciardi del M5s.

La Russa: “Bicameralismo consente modifica di quanto votato alla Camera”

“Alla luce del voto sulle preferenze ricordo – da Presidente del Senato – che nel bicameralismo esiste la concreta possibilità di modificare, anche chirurgicamente, quanto votato alla Camera. Ovviamente con un voto favorevole che per il regolamento del Senato non consente sul punto il voto segreto e rende perciò palesi gli intendimenti dei singoli senatori”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Al voto su preferenze assenti 4 deputati della Lega e due di FI

Quattro deputati della Lega e due di Forza Italia non hanno partecipato al voto sull’emendamento di maggioranza sulle preferenze, che aveva il parere favorevole di maggioranza e governo e che è stato bocciato per un solo voto in aula alla Camera.T

Tra gli azzurri è mancato il voto di Deborah Bergamini e Francesco Cannizzaro, e tra gli esponenti del partito di Salvini mancavano Antonio Angelucci, Vanessa Cattoi, Vannia Gava e Valeria Sudano. Tutti presenti i deputati di FdI: su 116 componenti, 111 hanno votato, 5 erano in missione, tra loro la premier Giorgia Meloni. In FI due le assenze su 53 componenti, nessuno in missione. Nella Lega, su 56 deputati, 48 hanno partecipato al voto, 4 erano in missione e 4 assenti. Tutti presenti nel gruppo di Noi Moderati. Nel partito di Vannacci, Futuro Nazionale, che ha annunciato il voto favorevole all’emendamento a prima firma Bignami, degli 8 deputati mancava solo Rossano Sasso. In missione, quindi assenti giustificati: in Fdi Giangiacomo Calovini, Edmondo Cirielli, Giorgia Meloni, Eugenia Roccella, Giulio Tremonti; nella Lega Mirco Carloni, Federico Freni, Giancarlo Giorgetti, Nicola Molteni.

Bignami: “Franchi tiratori? Non in FdI, portiamo a termine provvedimento”

Franchi tiratori in FdI? “Non credo. Anche perché ci siamo confrontati a lungo e abbiamo elementi fondati per ritenere che non sia così”. Così il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami dopo la riunione di capigruppo. “Ovvio che Fratelli d’Italia lo abbia convintamente votato, se no non avrebbe presentato l’emendamento – aggiunge -. È una legge elettorale ed è prerogativa del Parlamento, non è che il governo abbia messo la fiducia”. A chi gli chiede se ci sarà un vertice di maggioranza dopo l’emendamento bocciato, risponde: “Portiamo a termine il provvedimento poi faremo il punto su tutto”.

Costa: “Franchi tiratori? Noi presentissimi, non cercate in FI”

“Noi siamo stati presentissimi e solidissimi nel voto quindi non cercate tra di noi”. Così il capogruppo di Forza Italia, Enrico Costa, a chi gli chiede dei franchi tiratori, dopo che la maggioranza è andata sotto sull’emendamento per le preferenze. “Il testo è quello della commissione e non c’è alcun impedimento strutturale a proseguire i lavori – aggiunge -. Le opposizioni chiedono di sospendere ed è un loro diritto, ma noi andiamo avanti”.

Lega, Molinari su franchi tiratori: “Ballano 31 voti”

Quanti sono i franchi tiratori nel centrodestra? “Secondo i conti che abbiamo fatto sono 31” dice ai giornalisti il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. “Bisogna sempre vedere se gli 8 deputati vannacciani hanno votato come hanno dichiarato”, ovvero a favore delle preferenze. “Diciamo che a conti fatti, in base alle dichiarazioni di voto fatte, i conti che ballano sono 31″. Ci sono franchi tiratori nella Lega? “Per quanto ci è dato sapere assolutamente no, non ho motivo di pensare che ce ne siano stati nella Lega”, ha concluso.

Video dei vannacciani sul voto. Opposizioni: “Gravissimo”

Un video che circola in rete e anche sui telefonini di molti deputati: vengono ripresi i deputati dall’alto, mentre votano, a scrutinio segreto, l’emendamento sulle preferenze poi bocciato per un solo voto di differenza. A dimostrazione di non essere annoverabili tra i franchi tiratori, i vannacciani mostrano il video, anche in Transatlantico. Ma le opposizioni insorgono: “Si apra un’istruttoria su una grave violazione del regolamento, questo è un insulto all’Aula, non e’ un atto di goliardia, a chi dovevano dimostrare come votavano? Siamo al voto di scambio? Non è assolutamente accettabile e chiediamo l’intervento del presidente Fontana, queste cose sono da Repubblica delle banane”, dice il dem Federico Fornaro. 

E il vicecapogruppo di Avs Marco Grimaldi rincara: “Bisogna sospendere la seduta e assumere subito provvedimenti. Non so se ci sia rilevanza penale, ma è un fatto di una gravità inaudita”. Interviene Laura Ravetto di FnV: “Eventualmente il diritto violato è dei soggetti che l’hanno subito”, dunque i suoi colleghi di gruppo. Spiega il Questore Trancassini: “La procedura prevede che il collegio dei questori apre una istruttoria e poi formula una proposta che va poi in ufficio di presidenza”. E Andrea Casu del Pd puntualizza: “Abbiamo sentito con le nostre orecchie i colleghi” di FnV “rivendicare questo comportamento”.

Roccella entra in Aula, lungo applauso bipartisan

Lo scontro frontale sulla legge elettorale tra maggioranza e opposizione è stato interrotto dall’ingresso della ministra Eugenia Roccella nell’Aula della Camera. Quando la ministra è entrata deputati di maggioranza e opposizione le hanno tributato un lungo applauso e si sono alzati in piedi. Il presidente di turno Giorgio Mulè ha parlato di “profonda partecipazione, rispetto e affetto” dell’Aula nei confronti di Roccella, dopo la scomparsa del marito.

Bocciati i primi emendamenti a voto segreto

Tempi sprint sulle prime 5 votazioni, tutti emendamenti delle opposizioni bocciati dalla maggioranza, su cui i relatori e il governo avevano dato parere contrario. Le votazioni si sono svolte tutte e 5 a scrutinio segreto. L’Aula ha bocciato le cinque questioni pregiudiziali di costituzionalità. Respinto con 214 voti contrari, 149 contrari e tre astenuti anche il primo emendamento unitario delle opposizioni, a prima firma Bonafè (Pd), soppressivo dell’articolo 1 con tutto l’impianto della nuove regole della legge elettorale.

Forza Italia, parere favorevole a emendamento preferenze

Al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia nella Sala Colletti alla Camera, dopo ampia discussione, sono emersi il parere favorevole e l’indicazione a votare sì all’emendamento sulle preferenze, in votazione nel pomeriggio in Aula. E’ quanto si apprende da fonti qualificate di Forza Italia. 

Per la Lega, ok all’emendamento sulle preferenze

“In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc.
Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto”. Così una nota della Lega.

Il termine per gli emendamenti alla legge elettorale era fissato per ieri alle 13, mentre quello per gli ordini del giorno fissato per oggi alle 12. 

Capilista bloccati e fino a un massimo di tre preferenze è quanto prevede l’emendamento alla legge elettorale che sarà depositato da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc. L’emendamento prevede anche la regola sul rispetto dell’alternanza di genere tra i 6 nomi che saranno già scritti sulla scheda. I promotori del testo ricordano che una soluzione del genere, discussa anche con gli alleati della coalizione ai quali l’emendamento è stato sottoposto per una valutazione, riprende il sistema toscano. La soluzione sarebbe dunque volta anche a “raccogliere precedenti proposte delle attuali opposizioni. Il capolista bloccato, si rimarca infatti, era proposto nell’Italicum e le preferenze scritte sono presenti nell’attuale legge per le regionali in Toscana. Due sistemi fortemente voluti dalla sinistra”, viene ricordato.

Bocciata la proposta delle opposizioni per la parità di genere

Bocciato nell’Aula della Camera, con 207 voti contrari e 155 favorevoli, un subemendamento all’emendamento di maggioranza sulle preferenze per la legge elettorale che riguardava la parità di genere. Il testo, a prima firma Luana Zanella (Avs) e sottoscritto anche da Pd e M5s, prevedeva che “nel complesso delle candidature presentate da ciascuna lista i candidati capilista non possono essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale”.Dal Pd proposta per la parità di genere tra i capilista

“Voteremo contro l’emendamento presentato da FdI” sulle preferenze “che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell’alternanza di genere”. Lo ha detto la segretaria Pd, Elly Schlein, durante la sua relazione all’assemblea congiunta dei gruppi Pd.
“Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne”, ha aggiunto.

Il Pd ha presentato due subemendamenti sull’alternanza di genere anche per i capilista. Ma la proposta è stata bocciata.

“Avevamo chiesto di poter avere più tempo in commissione. Non solo non ci è stato concesso, ma con tempi contingentati si è discusso della metà degli emendamenti. E ora, gli emendamenti di maggioranza presentati riscrivono il cuore della legge elettorale. Cito per tutti quello sulle circoscrizioni estero e quello sui fuori sede. Noi non siamo stati messi in condizione di esercitare il nostro diritto di commissari della commissione”. Così il deputato Pd Federico Fornaro che, in apertura della seduta sulla legge elettorale, ha avanzato un richiamo al regolamento per i tempi ridotti dell’esame del testo in commissione. Al Pd si sono uniti Avs, M5S, Iv, Azione e Più Europa. “Non abbiamo avuto modo di poter discutere di una legge fondamentale che è il cuore della democrazia – ha aggiunto Fornaro -. Una legge sbagliata, miope e grave. Le logiche maggioranza non possono andare oltre la Costituzione”.
 

Vannacci: “Voteremo emendamento”. E poi: “Meloni tiri fuori attributi”. 

“Meloni tiri fuori gli attributi e faccia votare l’emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. La partita non è persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla”. Lo scrive su Facebook il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, a proposito della proposta di modifica alla legge elettorale a prima firma Edoardo Ziello.

Prima aveva detto: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio e, quindi, viene fuori questo emendamento proposto da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc che mantiene i capilista bloccati, quindi mantiene il potere nelle segreterie di partito e poi dà il contentino per le posizioni successive. Noi non siamo d’accordo. Noi vorremmo che effettivamente tutti i parlamentari fossero eletti a preferenza. Oggi in Parlamento però voteremo anche questo emendamento, perché sicuramente è meno peggio e riporta se non altro un minimo di sovranità al popolo”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, in un video su Facebook, a proposito della legge elettorale.

Emendamento unitario su riduzione circoscrizioni all’Estero

Il centrodestra ha presentato poi un emendamento unitario alla legge elettorale che riduce le circoscrizioni Estero: diventano così due circoscrizioni per la Camera e una per il Senato. Attualmente le circoscrizioni sono: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.

rainews.it

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