La risposta di Roma ai tagli di Trump: l’Italia punta sull’autonomia strategica europea

Il governo italiano sceglie di non rispondere più alle provocazioni del Presidente degli Stati Uniti
Prima di salire sull’aereo per Ankara, Giorgia Meloni acquisisce le informazioni sull’ultima bordata di Donald Trump contro gli alleati europei e i giudizi lanciati contro l’Italia. Niente di realmente nuovo, il primo ragionamento, l’Italia e tutta l’Europa dall’inizio non ha preso parte e non prenderà parte la guerra in Iran, che peraltro non è una guerra Nato. Dall’altra parte c’è un processo che fonti diplomatiche sottolineano essere in atto da tempo, il ridispiegamento delle forze americane, visto che l’interesse in Europa cala e aumenta la competizione con la Cina.

Per l’Italia, però, non è un passaggio indolore. La premier per due volte in Parlamento, ha ribadito la necessità di costruire un’autonomia anche nella difesa e nella sicurezza e l’aumento della spesa si lega alla necessità di rafforzare un pilastro europeo nella Nato. La Presidente del Consiglio presenta una spesa del 2,8% del PIL, l’intenzione del governo è proseguire una traiettoria di crescita mantenendo gli impegni presi.

Non si abbandona l’idea dell’unità dell’Occidente davanti alle sfide globali. Nonostante gli attacchi personali ricevuti nei giorni scorsi da Donald Trump, non risponderemo più per non alimentare polemiche tra gli alleati, aveva detto stamattina il Ministro Tajani. Siamo e resteremo amici degli Stati Uniti.

rainews.it

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