Biennale di Venezia: Ministero della Cultura invia ispettori per padiglione russo, appoggio dell’Ue


I funzionari del Mic stanno arrivando a Venezia con l’obiettivo di acquisire informazioni sulla riapertura del Padiglione russo alla Esposizione d’arte della prossima settimana. La decisione dopo una serie di prese di posizione nette e scontri a livello nazionale e internazionale sulla questione

Il Ministero della Cultura (Mic) italiano ha inviato mercoledì i suoi ispettori alla Fondazione Biennale Arte di Venezia con lo scopo di acquisire informazioni sulla riapertura del Padiglione russo alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, che inizierà il 9 maggio.

I funzionari del Mic sono in arrivo a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, per verifiche e approfondimenti legati alla gestione dell’edizione 2026 dell’Esposizione Internazionale d’Arte e in particolare alle autorizzazioni concesse alla Federazione Russa in relazione all’organizzazione del padiglione di proprietà ai Giardini della Biennale, il parco pubblico che tradizionalmente ospita la manifestazione.

Rivolgo il pieno sostegno al ministro Giuli per la sua posizione chiara e di principio e la condivido pienamente”, ha dichiarato il commissario Ue alla Cultura, Glenn Micallef, parlando in italiano alla plenaria a Strasburgo nel dibattito sulla partecipazione di Mosca a eventi sportivi e culturali.

“La decisione della Biennale di inviare le autorità russe ad aprire i loro padiglione nazionale è un esempio totalmente incompatibile con la posizione dell’Ue”, ha ribadito.

“Avrei voluto molto partecipare per celebrare lì la Festa dell’Europa insieme al settore culturale italiano, che amo e ammiro profondamente. Tuttavia, finchè la Russia e le autorità russe continueranno a essere invitate mentre il popolo ucraino continua a essere bersaglio di attacchi quotidiani, non posso essere presente“, ha concluso il commissario.La Biennale “non ha aggirato le sanzioni europee”

Abbiamo operato in assoluto rispetto delle norme, avendo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti e nei limiti delle proprie competenze e responsabilità”, ha dichiarato la Biennale di Venezia in merito alla partecipazione della Federazione Russa alla prossima esposizione, ricordando quanto già affermato nella nota diffusa il 26 aprile.

“Nessun divieto delle sanzioni europee è stato ‘aggirato’, come affermato da ricostruzioni giornalistiche. Le sanzioni sono state rigorosamente applicate”, sottolineando anche che “con la Federazione Russa si sono avute le necessarie interlocuzioni, in primo luogo dal presidente, come per ogni altro Paese, su tutte le procedure in essere, anche in materia di visti, come avviene per le centinaia di partecipanti provenienti da Paesi extra europei”.

“Come avviene per tutti i Paesi riconosciuti dalla Repubblica Italiana proprietari di un Padiglione ai Giardini, che comunicano di partecipare alle Esposizioni d’Arte e di Architettura”, si legge inoltre nella nota, “anche per la Federazione Russa sono state valutate rigorosamente la fattibilità dei progetti e la conformità alle norme vigenti”.

Nelle scorse settimane, la Biennale aveva inviato al Mic una copia della corrispondenza intrattenuta con le autorità di Mosca, dalla quale non sono emerse irregolarità rispetto al regime di sanzioni vigente nei confronti della Russia dopo l’aggressione all’Ucraina.Posizioni controverse

I funzionari del Mic dovrebbero acquisire nuovi documenti relativi alla riapertura del padiglione russo, da settimane al centro di polemiche nazionali e internazionali.

La giuria internazionale dell’Esposizione aveva già annunciato che non avrebbe preso in considerazione per i premi “quei Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità”, escludendo dunque Russia e Israele. Decisione che la Biennale ha commentato ricordando che la giuria agisce in piena “autonomia e indipendenza di giudizio nell’esercizio delle proprie funzioni”.

Pochi giorni prima, la Commissione europea aveva annunciato di voler tagliare una sovvenzione di due milioni di euro alla Biennale di Venezia per i prossimi tre anni, chiedendo all’istituzione veneziana di notificare entro 30 giorni le motivazionia giustificazione della decisione di permettere alla Russia di partecipare all’esposizione.

La questione aveva suscitato spaccature e scontri anche all’interno della maggioranza di governo italiana, culminate con la decisione del ministro della Cultura Alessandro Giuli di non partecipare all’inaugurazione della 61esima Esposizione come forma di protesta.

“La Biennale non è il terreno dello scontro politico”

“L’invio degli ispettori rientra pienamente nelle prerogative del Ministero e su questo non vi è nulla da eccepire. È però evidente che avviene in un momento particolare per Venezia e per la Biennale, alla vigilia di una fase importante della sua attività espositiva. Proprio per questo è necessario che ogni passaggio, anche formale e amministrativo, sia accompagnato dalla consapevolezza del contesto“, ha commentato il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.

“Possono esserci posizioni diverse, ed è legittimo. Ma c’è un dato che non può essere messo in discussione: la Biennale di Venezia è da sempre un luogo di pace, di diritti, di confronto tra culture. Non è il terreno dello scontro politico, né tantomeno un’arena in cui si processano gli artisti, che non sono e non possono essere considerati dei guerrafondai”, ha aggiunto Zaia.

“Il Padiglione russo non nasce oggi. La Federazione Russa è proprietaria sin dal 1914 di un proprio padiglione all’interno dei Giardini della Biennale: parliamo quindi di una presenza storica, che attraversa oltre un secolo di storia. Va inoltre ricordato che tutti gli Stati che partecipano agli eventi organizzati dalla Biennale d’Arte sono responsabili dell’organizzazione e della gestione del proprio progetto culturale. [..] I cittadini hanno ben chiaro il quadro: la Russia è l’aggressore e l’Ucraina l’aggredita. Ma questo non può tradursi in una messa sotto accusa della cultura”, ha concluso il presidente dei consiglieri veneti.

it.euronews.com

Prezzi dell’energia fanno salire l’inflazione in Germania e Spagna prima della decisione Bce

La Bulgaria cambia rotta e a Mosca cresce l’ottimismo sul futuro dell’Europa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *