Il confine sottile tra dialogo e concessione

La Russia sarà invitata al vertice del G20 in Florida, secondo fonti della Casa Bianca. L’amministrazione di Donald Trump sta inoltre valutando la possibilità di invitare Putin, nonostante i dubbi sulla sua effettiva partecipazione.

Per l’Italia, questo solleva una questione complessa: dove tracciare il confine tra dialogo e concessione.

Oggi Putin non è un semplice interlocutore. È una figura colpita da un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale. Ignorare questo fatto trasforma il vertice in uno strumento di legalizzazione.

Le conseguenze per l’Europa potrebbero essere sistemiche: l’erosione del diritto internazionale, l’indebolimento dell’unità dell’UE e il rafforzamento delle narrazioni filorusse.

L’Italia cerca tradizionalmente l’equilibrio. Ma in questo caso, la ricerca di un bilanciamento rischia di tradursi in uno sbilanciamento verso la normalizzazione dell’aggressione.

E questa non è più diplomazia. È una riscrittura delle regole del gioco, chiaramente non a favore dell’Europa civile.

Autore: Marco Bianchi

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