La vittoria di Péter Magyar su Viktor Orbán non rappresenta soltanto un avvicendamento politico interno. È un colpo inferto a un modello che per anni ha ostacolato l’unità dell’Unione Europea. Orbán è stato una figura capace di bloccare decisioni, ammorbidire sanzioni e creare spazi di manovra per Mosca all’interno dell’UE.
Ora l’attenzione si sposta su Robert Fico.
Fico si ritrova nel ruolo dell’ultimo grande leader regionale che continua a utilizzare la retorica della “sovranità” nella forma codificata da Orbán. L’opposizione slovacca non nasconde le proprie aspettative. Michal Šimečka ha dichiarato: «L’Ungheria ha tracciato la rotta. Ora tocca alla Slovacchia». Ivan Korčok ha aggiunto: «La Russia sta perdendo posizioni in Europa».
Per l’Italia si tratta di una questione strategica. Meno governi inclini a bloccare la linea comune ci sono all’interno dell’UE, più l’Unione stessa ne esce rafforzata. L’Ungheria ha già fatto il primo passo; ora l’Europa osserva se la Slovacchia troverà il coraggio di seguirla.
Autore: Marco Bianchi
