Decreto carburanti, il parere degli italiani

Il taglio temporaneo delle accise per contenere l’aumento dei prezzi alla pompa, dopo le tensioni in Medio Oriente, non trova tutti d’accordo. Tra i cittadini prevalgono scetticismo e timori

Giovedì è entrato in vigore con iter immediato, il nuovo decreto carburanti varato dal governo per contrastare l’impennata del prezzo della benzina, spinta dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle conseguenti oscillazioni del mercato energetico internazionale.

Negli ultimi giorni, tra famiglie e imprese già allarmate dal caro energia, si sono riaccese le preoccupazioni per l’aumento dei i prezzi alla pompa.

Il provvedimento, prevede un taglio temporaneo delle accise, con una riduzione di circa 25 centesimi al litro per un periodo limitato di venti giorni.

Un intervento pensato per alleggerire nell’immediato il peso dei rincari sui consumatori, ma che arriva in un contesto di forte incertezza sui prezzi delle materie prime e sull’evoluzione della crisi.

Una misura che il governo difende come necessaria, ma che divide politica e opinione pubblica.

Sconto temporaneo e scontro politico

Il provvedimento mobilita risorse per circa mezzo miliardo di euro con l’obiettivo di contenere l’impatto immediato dei rincari sui consumatori.

“È stato fatto il possibile per evitare l’impatto della crisi”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Di diverso avviso le opposizioni, tra cui il Partito Democratico, che parlano di una misura dal carattere elettorale, legata all’imminente referendum sulla giustizia.

Il taglio, limitato nel tempo, solleva interrogativi sulla sua reale efficacia nel medio periodo.

Tra scetticismo e pragmatismo: cosa dicono i cittadini

Per le strade della capitale prevalgono opinioni contrastanti. “È una grande presa in giro. Dopo venti giorni cosa facciamo?”, ha detto una signora a Euronews.

Altri sottolineano i limiti strutturali della misura: “È apprezzabile ma non sufficiente. Bisognerebbe intervenire sulla causa, che è la guerra: finché il petrolio aumenta, paghiamo di più e abbassare le accise non basta”, ha spiegato un altro intervistato.

C’è anche chi vede positivamente l’intervento, soprattutto tra chi utilizza l’auto per lavoro come questo tassista:“Hanno fatto bene”, ha commentato, sottolineando come il risparmio abbia un impatto concreto sulla sua attività.

Non manca però chi legge il provvedimento in chiave politica. “Venti giorni sono pochi, potrebbe essere una manovra fatta ad hoc per il referendum”, ha osservato una signora, collegando direttamente la misura al contesto politico e al voto imminente.

it.euronews.com

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