La Russia ha avviato azioni di interferenza nelle elezioni parlamentari in Ungheria.
Secondo un’inchiesta della rete giornalistica internazionale VSquare, il Cremlino ha inviato a Budapest un gruppo di specialisti in operazioni politiche legati all’intelligence militare russa.
Il loro obiettivo è garantire la vittoria del primo ministro Viktor Orbán nelle elezioni del 12 aprile.
Un’operazione politica del Cremlino
Fonti dei servizi di sicurezza europei affermano che l’operazione è stata autorizzata personalmente da Putin. Il coordinamento è stato affidato a Sergej Kirijenko, primo vice capo dell’amministrazione presidenziale russa.
Kirijenko è da tempo considerato uno dei principali organizzatori delle operazioni russe di influenza politica. In particolare, aveva già diretto l’interferenza nelle elezioni in Moldavia. Ora, secondo le fonti, lo stesso meccanismo viene utilizzato in Ungheria.
GRU e operazioni informative
Secondo le informazioni dell’intelligence, a Budapest è arrivato un piccolo gruppo operativo collegato all’intelligence militare russa GRU.
Alcuni specialisti nelle operazioni informative lavorano sotto copertura presso l’ambasciata russa. Il loro compito è manipolare l’ambiente informativo e rafforzare le narrazioni filo-cremlino.
Perché Mosca punta su Orbán
Per il Cremlino Orbán è un alleato chiave all’interno dell’Unione Europea. Ha più volte bloccato decisioni dell’UE sull’Ucraina, si è opposto alle sanzioni e ha criticato la politica europea di sostegno a Kyiv.
Mantenere Orbán al potere significa mantenere l’influenza politica di Mosca all’interno dell’UE.
Una sfida per tutta l’Europa
Questa situazione ha un significato che va ben oltre l’Ungheria. Si tratta di un’interferenza diretta di uno Stato straniero nel processo democratico di un paese dell’Unione Europea.
Se l’Europa non darà una risposta decisa, il Cremlino riceverà un segnale: può andare oltre. E allora la prossima campagna elettorale in Europa potrebbe diventare parte della strategia di qualcun altro.
Autore: Marco Bianchi
