Aula rinviata per due volte tra colloqui fra partiti e maggioranza. L’ultima sospensione dei lavori arriva dopo la protesta delle opposizioni sul condono. Stamane il via libera della commissione bilancio al nuovo maxiemendamento sulle imprese
La Commissione Bilancio del Senato ha approvato il mandato al relatore della manovra per il 2026. L’ultima settimana di lavoro sul testo in Commissione è stata scandita da fibrillazioni all’interno della maggioranza sul tema delle pensioni, con la Lega che ha posto il veto alle norme che prevedevano una stretta sulle uscite anticipate dal lavoro: dalla modifica delle finestre mobili a quella sul minore peso del riscatto della laurea. L’esecutivo ha dovuto prima ritirare e poi ripresentare un maxi pacchetto di modifiche che include solo norme in favore delle imprese, tra Transizione e Zes, crediti di imposta, ma non quelle sulle pensioni. Arrivano pero’ delle revisioni sul Tfr ai fondi, con lo stop all’anticipo della pensione di vecchiaia utilizzando il cumulo di fondi complementari. Dal 1 luglio 2026 nel settore privato scatta l’adesione automatica dei neo assunti alla previdenza complementare, con facolta’ di rinuncia entro 60 giorni. Viene posposto al 2028 l’aumento di un mese per maturare i requisiti per il pensionamento per i componenti delle forze dell’ordine e di sicurezza. Ora il testo è atteso in Aula a Palazzo Madama lunedì 22 e martedì 23 per poi passare alla Camera, dove sarà votato dopo Natale con l’esito della questione di fiducia il 30 dicembre.
La manovra varata a inizio ottobre dal Cdm è stata pensata principalmente per sostenere il ceto medio tramite il taglio dell’Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro, un provvedimento del valore di circa 3 miliardi, che segue le misure delle due precedenti leggi di bilancio sui redditi medio bassi. Ci sono poi interventi sulla casa, come la sottrazione della prima dal calcolo Isee con soglia della franchigia e della scala di equivalenza innalzata a 91.500. Per le aziende c’è l’estensione triennale fino al 2028 dell’iperammortamento, una rimodulazione del Pnrr, l’introduzione della ritenuta d’acconto anticipata al 2028 con un’aliquota dello 0,5, 1,3 miliardi di credito d’imposta sugli investimenti effettuati fino a tutto il 2025. Cambia l’aliquota sugli affitti brevi con finalita’ turistica: oltre i due immobili diventa reddito di impresa. Sulla prima casa resta al 21%, sulla seconda al 26%.
Il percorso difficile della Manovra, con l’Aula rinviata per tre volte tra colloqui fra partiti e maggioranza, ha avuto il disco verde della Commissione bilancio al Senato. “Alla fine ce l’abbiamo fatta perché alla fine, nell’esperienza delle mie tante leggi di bilancio, alla fine ogni fiume arriva al mare” commenta il sottosegretario al Mef, Federico Freni, al termine dei lavori . “Siamo felici di avercela fatta; un percorso un po’ più accidentato del solito ma alla fine una maggioranza coesa, responsabile che vuole una buona manovra per l’Italia dimostra che ci si può arrivare. Grazie anche all’opposizione, a tutti quelli che hanno lavorato a questa manovra”. Freni ha aggiunto che la visita del presidente del Senato La Russa “è stata un piacere e una gioia” e “io devo anche un ringraziamento a tutti coloro i quali al Mef hanno lavorato giorno e notte e sono tre settimane che non ci sono sabati, domenica.
L’ultima sospensione dei lavori arriva in seguito alla protesta delle opposizioni contro la riproposizione della sanatoria edilizia, che ieri invece era stata accantonata. “È una forzatura gravissima, o lo ritirano o è ostruzionismo”, protesta la senatrice di Iv Raffaella Paita. “È ritornata fuori questa riformulazioni che ieri e l’altro ieri era sparita”, spiega il capogruppo M5s Stefano Patuanelli “con una piccola modifica rispetto alla norme sismiche. Non è una norma che si può inserire in manovra il 20 di dicembre”. “Ci avevano già provato in campagna elettorale in Campania e i cittadini l’hanno già bocciata”, ha affermato il senatore di Avs Tino Magni, “o lo tolgono o lo tolgono”.
A Palazzo dei Normanni, corridoi vuoti e silenzio. Sala d’Ercole vuota, giusto una breve apparizione, alle 17.30, del vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola per comunicare la convocazione della conferenza dei capigruppo in sala lettura. I lavori riprendono qualche minuto dopo le 18, in commissione bilancio al senato si votano gli emendamenti restanti, ma sul tavolo due nodi da sciogliere: la sanatoria edilizia e l’editoria. Lo scoglio sanatoria viene superato trasformando il testo in un ordine del giorno. Esultano le opposizioni: “E’ una nostra vittoria”. Quanto all’editoria, ridotto il taglio per la Rai delle risorse derivanti dal canone, prevedendolo solo nel 2026 per 10 milioni di euro, a differenza di quanto era stato stabilito precedentemente, pari a 30 milioni nel triennio 2026-2028 (10 milioni annui). Salta la stretta sulle tv locali, si destinano al comparto Editoria 60 milioni per il 2026.
Pd: “Manovra fatta colpendo le pensioni degli italiani”
“Questa e’ la peggiore legge di bilancio dalla fine degli anni Novanta, per qualità delle scelte, per metodo e per rispetto delle istituzioni. Una manovra nata fragile e senza visione, che il governo è stato costretto a riscrivere in corsa, certificando l’inconsistenza dell’impianto originario. All’inizio della settimana è arrivato un emendamento del ministro dell’Economia che ha stravolto il testo, perché il governo si è accorto che la manovra non reggeva. Servivano risorse per finanziare modifiche rilevanti, in particolare a favore delle imprese, e la scelta è stata quella di reperirle mettendo mano alle pensioni. Questa è la verità politica di questa legge di bilancio”. Lo afferma il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia.
“Già nel testo base erano previsti l’innalzamento dell’età pensionabile e la cancellazione di Opzione donna”, prosegue Boccia, che sottolinea: “Nel corso dell’esame in Commissione si sono aggiunti il taglio delle risorse per la previdenza dei lavoratori usuranti, la riduzione del fondo per i lavoratori precoci e l’introduzione di un meccanismo di adesione obbligatoria alla previdenza complementare per i neoassunti e per chi cambia lavoro. Non si tratta di interventi tecnici, ma di scelte politiche consapevoli, che fanno pagare l’aggiustamento dei conti a lavoratrici, lavoratori e pensionati. La verità è semplice: il governo ha ‘aggiustato’ la manovra colpendo le pensioni degli italiani. Il testo arriva ora in Aula al Senato lunedì, con due settimane di ritardo, dopo un percorso confuso e accidentato, e proseguirà alla Camera dei Deputati, dove l’approvazione finale rischia di arrivare a poche ore dall’esercizio provvisorio. Un esito che non è frutto del caso, ma della gestione caotica della maggioranza, che ha trascinato il Paese pericolosamente vicino a uno scenario che avrebbe dovuto essere evitato. Questa manovra esce dal Senato per quello che è: un pasticcio, corretto all’ultimo momento e pagato, ancora una volta, da chi lavora e da chi va in pensione”.
Che cosa è successo
Dopo una notte di forti tensioni, il centrodestra riesce a rimettere temporaneamente in carreggiata l’iter della manovra, ma solo per poche ore. In serata, infatti, il governo presenta un nuovo emendamento in commissione, facendo slittare ancora il via libera finale a data da destinarsi. Nel frattempo, però, la parziale tregua consente di far avanzare le votazioni per tutta la giornata.
Vengono così approvate diverse misure: dalla norma “bandiera” sull’oro di Bankitalia, che viene definito appartenente al Popolo italiano, all’allentamento della stretta sugli affitti brevi, passando per l’iperammortamento, il raddoppio della Tobin tax, la tassa sui pacchi, le modifiche su dividendi e affitti brevi, i voucher per le scuole paritarie e la possibilità per i Comuni di esentarle dall’Imu. Via libera anche a una misura sul comparto della difesa per rafforzare le capacità produttive e commerciali del settore.
I nodi irrisolti e il vertice
Restano però irrisolti molti nodi. Tanto che in serata la premier Giorgia Meloni convoca un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi con i vicepremier e il ministro dell’Economia. Dal subemendamento che cancella la stretta sulle pensioni restano infatti escluse diverse misure rilevanti: il Tfr per i neoassunti, alcune norme per le imprese (Transizione 5.0, caro materiali, Zes unica) e una parte consistente dei fondi per il Piano Casa.
Nella maggioranza si fa sapere che parte di queste misure potrebbe confluire in un decreto da varare entro fine anno. Con un nuovo colpo di scena, però, il governo annuncia l’arrivo di un ulteriore emendamento da riportare in commissione: rientrano così le norme per la crescita e non è escluso il ripristino del silenzio-assenso sul Tfr per i neoassunti.
Le opposizioni attaccano duramente. Il Pd parla di una maggioranza spaccata e di un ministro dell’Economia “sfiduciato” dai suoi stessi alleati, mentre la segretaria dem Elly Schlein denuncia “la rottura della maggioranza”. Giuseppe Conte (M5s) definisce la notte una “follia”, sottolineando il taglio delle risorse per le imprese.
Nel corso della giornata passa anche il Piano Casa, ma nella versione riformulata il finanziamento scende a 10 milioni nel 2026, oltre ai 50 milioni già previsti per il disagio abitativo. Una cifra giudicata insufficiente dalle opposizioni, che abbandonano l’Aula al momento del voto e parlano di misura simbolica e propagandistica.
Infine emerge l’ipotesi di un “tesoretto parlamentare”, sul modello dello scorso anno, con risorse destinate a interventi sui territori. Se ne saprà di più nella prossima seduta della commissione, prevista dopo il deposito del nuovo emendamento.
L’opposizione attacca sulle pensioni. Schlein: tradimento Meloni
Dopo lo “strappo” nella maggioranza sull pensioni, Elly Schlein ha convocato una conferenza stampa: “Trovo pazzesco questo colpo di mano tentato sulle pensioni perché non si scherza con i risparmi di chi ha lavorato una vita intera. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali della Meloni”, tuona la leader dem.
“La maggioranza si è rotta”, osserva Schlein.
La Commissione Bilancio del Senato ha approvato il mandato al relatore della manovra per il 2026. L’ultima settimana di lavoro sul testo in Commissione è stata scandita da fibrillazioni all’interno della maggioranza sul tema delle pensioni, con la Lega che ha posto il veto alle norme che prevedevano una stretta sulle uscite anticipate dal lavoro: dalla modifica delle finestre mobili a quella sul minore peso del riscatto della laurea. L’esecutivo ha dovuto prima ritirare e poi ripresentare un maxi pacchetto di modifiche che include solo norme in favore delle imprese, tra Transizione e Zes, crediti di imposta, ma non quelle sulle pensioni. Arrivano pero’ delle revisioni sul Tfr ai fondi, con lo stop all’anticipo della pensione di vecchiaia utilizzando il cumulo di fondi complementari. Dal 1 luglio 2026 nel settore privato scatta l’adesione automatica dei neo assunti alla previdenza complementare, con facolta’ di rinuncia entro 60 giorni. Viene posposto al 2028 l’aumento di un mese per maturare i requisiti per il pensionamento per i componenti delle forze dell’ordine e di sicurezza. Ora il testo è atteso in Aula a Palazzo Madama lunedì 22 e martedì 23 per poi passare alla Camera, dove sarà votato dopo Natale con l’esito della questione di fiducia il 30 dicembre.
La manovra varata a inizio ottobre dal Cdm è stata pensata principalmente per sostenere il ceto medio tramite il taglio dell’Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro, un provvedimento del valore di circa 3 miliardi, che segue le misure delle due precedenti leggi di bilancio sui redditi medio bassi. Ci sono poi interventi sulla casa, come la sottrazione della prima dal calcolo Isee con soglia della franchigia e della scala di equivalenza innalzata a 91.500. Per le aziende c’è l’estensione triennale fino al 2028 dell’iperammortamento, una rimodulazione del Pnrr, l’introduzione della ritenuta d’acconto anticipata al 2028 con un’aliquota dello 0,5, 1,3 miliardi di credito d’imposta sugli investimenti effettuati fino a tutto il 2025. Cambia l’aliquota sugli affitti brevi con finalita’ turistica: oltre i due immobili diventa reddito di impresa. Sulla prima casa resta al 21%, sulla seconda al 26%.
Il percorso difficile della Manovra, con l’Aula rinviata per tre volte tra colloqui fra partiti e maggioranza, ha avuto il disco verde della Commissione bilancio al Senato. “Alla fine ce l’abbiamo fatta perché alla fine, nell’esperienza delle mie tante leggi di bilancio, alla fine ogni fiume arriva al mare” commenta il sottosegretario al Mef, Federico Freni, al termine dei lavori . “Siamo felici di avercela fatta; un percorso un po’ più accidentato del solito ma alla fine una maggioranza coesa, responsabile che vuole una buona manovra per l’Italia dimostra che ci si può arrivare. Grazie anche all’opposizione, a tutti quelli che hanno lavorato a questa manovra”. Freni ha aggiunto che la visita del presidente del Senato La Russa “è stata un piacere e una gioia” e “io devo anche un ringraziamento a tutti coloro i quali al Mef hanno lavorato giorno e notte e sono tre settimane che non ci sono sabati, domenica.
L’ultima sospensione dei lavori arriva in seguito alla protesta delle opposizioni contro la riproposizione della sanatoria edilizia, che ieri invece era stata accantonata. “È una forzatura gravissima, o lo ritirano o è ostruzionismo”, protesta la senatrice di Iv Raffaella Paita. “È ritornata fuori questa riformulazioni che ieri e l’altro ieri era sparita”, spiega il capogruppo M5s Stefano Patuanelli “con una piccola modifica rispetto alla norme sismiche. Non è una norma che si può inserire in manovra il 20 di dicembre”. “Ci avevano già provato in campagna elettorale in Campania e i cittadini l’hanno già bocciata”, ha affermato il senatore di Avs Tino Magni, “o lo tolgono o lo tolgono”.
A Palazzo dei Normanni, corridoi vuoti e silenzio. Sala d’Ercole vuota, giusto una breve apparizione, alle 17.30, del vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola per comunicare la convocazione della conferenza dei capigruppo in sala lettura. I lavori riprendono qualche minuto dopo le 18, in commissione bilancio al senato si votano gli emendamenti restanti, ma sul tavolo due nodi da sciogliere: la sanatoria edilizia e l’editoria. Lo scoglio sanatoria viene superato trasformando il testo in un ordine del giorno. Esultano le opposizioni: “E’ una nostra vittoria”. Quanto all’editoria, ridotto il taglio per la Rai delle risorse derivanti dal canone, prevedendolo solo nel 2026 per 10 milioni di euro, a differenza di quanto era stato stabilito precedentemente, pari a 30 milioni nel triennio 2026-2028 (10 milioni annui). Salta la stretta sulle tv locali, si destinano al comparto Editoria 60 milioni per il 2026.
Strappo nella maggioranza sulla legge di Bilancio: salta il pacchetto sulle pensioni
Pd: “Manovra fatta colpendo le pensioni degli italiani”
“Questa e’ la peggiore legge di bilancio dalla fine degli anni Novanta, per qualità delle scelte, per metodo e per rispetto delle istituzioni. Una manovra nata fragile e senza visione, che il governo è stato costretto a riscrivere in corsa, certificando l’inconsistenza dell’impianto originario. All’inizio della settimana è arrivato un emendamento del ministro dell’Economia che ha stravolto il testo, perché il governo si è accorto che la manovra non reggeva. Servivano risorse per finanziare modifiche rilevanti, in particolare a favore delle imprese, e la scelta è stata quella di reperirle mettendo mano alle pensioni. Questa è la verità politica di questa legge di bilancio”. Lo afferma il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia.
“Già nel testo base erano previsti l’innalzamento dell’età pensionabile e la cancellazione di Opzione donna”, prosegue Boccia, che sottolinea: “Nel corso dell’esame in Commissione si sono aggiunti il taglio delle risorse per la previdenza dei lavoratori usuranti, la riduzione del fondo per i lavoratori precoci e l’introduzione di un meccanismo di adesione obbligatoria alla previdenza complementare per i neoassunti e per chi cambia lavoro. Non si tratta di interventi tecnici, ma di scelte politiche consapevoli, che fanno pagare l’aggiustamento dei conti a lavoratrici, lavoratori e pensionati. La verità è semplice: il governo ha ‘aggiustato’ la manovra colpendo le pensioni degli italiani. Il testo arriva ora in Aula al Senato lunedì, con due settimane di ritardo, dopo un percorso confuso e accidentato, e proseguirà alla Camera dei Deputati, dove l’approvazione finale rischia di arrivare a poche ore dall’esercizio provvisorio. Un esito che non è frutto del caso, ma della gestione caotica della maggioranza, che ha trascinato il Paese pericolosamente vicino a uno scenario che avrebbe dovuto essere evitato. Questa manovra esce dal Senato per quello che è: un pasticcio, corretto all’ultimo momento e pagato, ancora una volta, da chi lavora e da chi va in pensione”.
Che cosa è successo
Dopo una notte di forti tensioni, il centrodestra riesce a rimettere temporaneamente in carreggiata l’iter della manovra, ma solo per poche ore. In serata, infatti, il governo presenta un nuovo emendamento in commissione, facendo slittare ancora il via libera finale a data da destinarsi. Nel frattempo, però, la parziale tregua consente di far avanzare le votazioni per tutta la giornata.
Vengono così approvate diverse misure: dalla norma “bandiera” sull’oro di Bankitalia, che viene definito appartenente al Popolo italiano, all’allentamento della stretta sugli affitti brevi, passando per l’iperammortamento, il raddoppio della Tobin tax, la tassa sui pacchi, le modifiche su dividendi e affitti brevi, i voucher per le scuole paritarie e la possibilità per i Comuni di esentarle dall’Imu. Via libera anche a una misura sul comparto della difesa per rafforzare le capacità produttive e commerciali del settore.
I nodi irrisolti e il vertice
Restano però irrisolti molti nodi. Tanto che in serata la premier Giorgia Meloni convoca un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi con i vicepremier e il ministro dell’Economia. Dal subemendamento che cancella la stretta sulle pensioni restano infatti escluse diverse misure rilevanti: il Tfr per i neoassunti, alcune norme per le imprese (Transizione 5.0, caro materiali, Zes unica) e una parte consistente dei fondi per il Piano Casa.
Nella maggioranza si fa sapere che parte di queste misure potrebbe confluire in un decreto da varare entro fine anno. Con un nuovo colpo di scena, però, il governo annuncia l’arrivo di un ulteriore emendamento da riportare in commissione: rientrano così le norme per la crescita e non è escluso il ripristino del silenzio-assenso sul Tfr per i neoassunti.
Le opposizioni attaccano duramente. Il Pd parla di una maggioranza spaccata e di un ministro dell’Economia “sfiduciato” dai suoi stessi alleati, mentre la segretaria dem Elly Schlein denuncia “la rottura della maggioranza”. Giuseppe Conte (M5s) definisce la notte una “follia”, sottolineando il taglio delle risorse per le imprese.
Nel corso della giornata passa anche il Piano Casa, ma nella versione riformulata il finanziamento scende a 10 milioni nel 2026, oltre ai 50 milioni già previsti per il disagio abitativo. Una cifra giudicata insufficiente dalle opposizioni, che abbandonano l’Aula al momento del voto e parlano di misura simbolica e propagandistica.
Infine emerge l’ipotesi di un “tesoretto parlamentare”, sul modello dello scorso anno, con risorse destinate a interventi sui territori. Se ne saprà di più nella prossima seduta della commissione, prevista dopo il deposito del nuovo emendamento.
L’opposizione attacca sulle pensioni. Schlein: tradimento Meloni
Dopo lo “strappo” nella maggioranza sull pensioni, Elly Schlein ha convocato una conferenza stampa: “Trovo pazzesco questo colpo di mano tentato sulle pensioni perché non si scherza con i risparmi di chi ha lavorato una vita intera. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali della Meloni”, tuona la leader dem.
“La maggioranza si è rotta”, osserva Schlein.
Manovra, Schlein attacca: “Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento di Meloni”
19/12/2025
In legge di bilancio
Passa l’emendamento sull’oro detenuto da Bankitalia che “appartiene al Popolo Italiano”. Via libera anche alle modifiche sugli affitti brevi e i dividendi, l’iperammortamento, il raddoppio della Tobin tax e la tassa sui pacchi. Entra in manovra anche voucher per le scuole paritarie così come la possibilità per i Comuni di esentarle dall’Imu. Misure contestate dalle opposizioni che ricordano, per contrasto, la situazione della scuola pubblica italiana. E passa ancora la misura sul comparto delle armi, per “rafforzare le capacità di produzione e commercio” del settore difesa. Passa anche il Piano Casa ma nell’ultima riformulazione il finanziamento risulta di 10milioni nel 2026, oltre ai 50 già presenti per il disagio abitativo. Ecco i provvedimenti nel dettaglio
IPER AMMORTAMENTO TRIENNALE. Prorogate al 30 settembre 2028 le agevolazioni per le imprese che investono in beni strumentali, nuovi materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica o digitale in chiave Transizione 4.0 o 5.0. Si elimina “la maggiorazione ulteriore del costo di acquisizione per gli investimenti ‘green'” e condiziona “la spettanza dell’incentivo alla circostanza che gli investimenti abbiano ad oggetto beni ‘Made in Eu’. Si esclude dall’agevolazione i moduli fotovoltaici.
RITENUTA ACCONTO IMPRESE. Ritenuta d’acconto per le imprese dal 2028 con un’aliquota ridotta dello 0,5%, che sale all’1% dal 2029.
TOBIN TAX. Da gennaio l’aliquota dell’imposta sulle transazioni finanziarie passa dallo 0,1% allo 0,2% se la cessione avviene su mercati regolamentati e dallo 0,2 allo 0,4% negli altri casi. Sale dallo 0,02% allo 0,04% l’aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza.
AFFITTI BREVI. Aliquota al 21% sulla prima casa in affitto inferiore a 30 giorni e al 26% sulla seconda; oltre i due immobili diventa reddito di imposta.
DIVIDENDI HOLDING. L’accesso al regime di esclusione è previsto solo con partecipazione diretta nel capitale superiore al 5% o di valore fiscale superiore a 500mila euro.
ORO. Via libera ‘emendamento alla manovra, proposto da FdI, che attribuisce la proprietà delle riserve auree conservate da Banca d’Italia al popolo italiano.
PIANO CASA. Al Piano casa nel 2026 la manovra destina 10 mln, che diventano 50 nel 2027 e altri 50 mln nel 2028. La norma approvata è significativamente ridimensionata rispetto ai 150 milioni previsti nel 2026 e altrettanti nell’anno successivo previsti nella prima versione della modifica. A quanto si apprende lo stanziamento per il prossimo anno andrebbe su un nuovo decreto.
PACCHI POSTALI. Scatta il contributo di due euro sui pacchi postali in arrivo da paesi extra Ue di un valore entro i 150 euro.
EXTRA CONTRIBUTO POST SISMA. Contributo aggiuntivo per la ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti avvenuti dal primo aprile 2009 in poi per la quota di spesa eccedente il contributo ordinario
RC AUTO. Sale al 12,5% l’aliquota sulla polizza rc auto per i rischi di infortunio al conducente e rischi di assistenza stradale per i contratti assicurativi stipulati o rinnovati a decorrere dal primo gennaio 2026.
BANCHE. Cala la percentuale di deducibilità sulle perdite pregresse delle banche, passando dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. Aumento dell’Irap del 2% ma si escludono i soggetti con minore base imponibile e si introduce una franchigia di 90mila euro applicabile sulla maggiore imposta dovuta (+2%) solo per i periodi d’imposta 2027 e 2028.
UTILI LAVORATORI. Prorogata anche per il 2026 l’esenzione del 50% dei dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti da azioni attribuite in sostituzione di premi di risultato entro il limite di 1.500 euro annui.
FONDO AIUTO PSICOLOGICO. Arriva il fondo per il benessere psicologico istituito presso il ministero del Lavoro con una dotazione di 1 milione di euro nel 2026 e di pari importo nel 2027 per incentivare le aziende a rafforzare o introdurre sistemi di aiuto psicologico per i dipendenti e di implementare gli sportelli di sostegno agli studenti nelle università.
FONDO MOBILITA’ DISABILI. Arriva al Mit il fondo per sostenere la mobilità delle persone disabili con dotazione di 1 milione di euro all’anno nel 2026 e pari importo nel 2027.
FONDO ANIMALI SENZA GABBIE. Nasce il nuovo fondo al ministero per l’Agricoltura per la conversione verso metodi di allevamento ‘cage-free’ senza gabbia, per favorire la sostenibilità e benessere animale. La dotazione è pari a 500mila euro nel 2026 e 1 milione di euro nel 2027.
MAXXI ROMA. Spesa da 500mila euro nel 2027 per lo sviluppo dei poli museali innovativi, destinati equamente ai progetti ‘Grande Maxxi’ e ‘Maxxi Med’ del museo di arte contemporanea Maxxi di Roma.
STOP IMU SCUOLE PARITARIE. Esonero dal pagamento dell’Imu le scuole paritarie che erogano i loro servizi alle famiglie richiedendo una retta inferiore al costo medio studente.
RATEIZZAZIONE QUOTE LATTE. Rateizzazione in 10 anni per il pagamento delle multe per le quote latte per le aziende agricole in difficoltà.
PARCO GRAN PARADISO. Per il triennio 2026-28 l’Ente Parco Gran Paradiso è autorizzato ad assumere a tempo pieno e indeterminato, anche con scorrimento delle graduatorie, cinque unità di personale amministrativo e tecnico (4 funzionari e un assistente) e un assistente della sorveglianza, corrispondenti alle cessazioni del personale di ruolo nel 2025.