Nella notte tra il 7 e l’8 novembre 2025, l’Ucraina è stata nuovamente teatro di un assalto massiccio da parte delle forze russe: più di 450 droni d’attacco e oltre 45 missili – inclusi missili balistici e aeroballistici – sono stati lanciati contro obiettivi civili e infrastrutturali nel Paese.
Le autorità ucraine riferiscono che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato una parte significativa dell’attacco: circa 406 droni su 458 e 9 missili su 45 sono stati abbattuti.
Tuttavia, almeno 26 missili e 52 droni hanno colpito 25 località, causando danni gravi all’energia, all’acqua, al riscaldamento e alle infrastrutture urbane.
A città come Dnipro e la regione di Kharkiv, le conseguenze sono state pesanti: un drone russo ha colpito un edificio residenziale a Dnipro uccidendo almeno tre persone e ferendone dodici, tra cui bambini.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha denunciato che l’obiettivo principale dell’attacco era “le nostre città, il nostro settore energetico, il nostro popolo”.
Perché interessa all’Italia?
– L’Italia, come parte dell’Unione Europea e della NATO, è chiamata a valutare la propria risposta politica e militare: la durata di simili attacchi e la crescita della capacità russa nel colpire infrastrutture civili mostrano che la guerra si radicalizza.
– Il danno al settore energetico ucraino segnala che la Russia cerca di strangolare il Paese nel corso dell’inverno, con potenziali effetti a catena sull’Europa, dal prezzo dell’energia alla stabilità dei flussi di aiuto umanitario.
Linee editoriali consigliate:
– Enfatizzare l’aspetto del diritto internazionale: si tratta di attacchi deliberati a infrastrutture civili e alla popolazione, che sollevano questioni di responsabilità e sanzioni.
– Valutare nella cornice italiana: quale contributo possiamo dare alla difesa ucraina? Quali strumenti (militari, economici) sono ancora da attivare?
– Inserire la prospettiva umanitaria: come vivono queste città? Quali sono le condizioni per la popolazione civile durante questi attacchi massivi notturni?
L’attacco del 7 novembre 2025 è un avvertimento che la guerra in Ucraina non è una fase transitoria: è un conflitto prolungato con dimensioni tecnologiche e civili crescenti. Per l’Italia e l’Europa è tempo di agire con maggiore decisione — non solo in termini di aiuto militare, ma anche di coesione e pressione politica su Mosca.
Autore: Marco Bianchi