Giovedì il premier polacco ha illustrato al Sejm lo scenario più probabile per i prossimi mesi: il rischio di attacchi ibridi contro la Polonia e altri Paesi che sostengono l’Ucraina. “Eventi gravi per cui è necessario essere mentalmente pronti”, ha detto Tusk
Donald Tusk ha riferito giovedì in un intervento al Sejm, la camera bassa del parlamento in Polonia, che “secondo i servizi di intelligence, nei piani russi sono previste anche azioni ibride con droni e missili contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, compresa la Polonia”.Si tratta di ipotesi che si discutono da tempo, e che si sono occasionalmente materializzate, ma le informazioni fornite dall’intelligence sono ormai “molto coerenti e purtroppo convincenti”, ha sottolineato il premier polacco, impegnandosi a presentare ai deputati e all’opinione pubblica “lo scenario più probabile per i prossimi mesi”.
“È uno scenario che prevede eventi seri e che richiede da parte nostra concentrazione, senso di responsabilità e soprattutto una disponibilità mentale ad affrontare prove difficili” ha affermato Tusk, che “attendono sicuramente tutti i polacchi”.
Droni a reazione, la nuova arma dei russi
Il capo del governo polacco ha aggiunto che “secondo tutte le fonti il tardo autunno e l’inverno saranno il momento più critico dell’attuale guerra russo-ucraina” e che i russi stanno introducendo su larga scala un nuovo tipo di droni.Si tratta di droni a reazione, che volano a velocità molto più elevata e operano ad alta quota prima di precipitare e colpire il bersaglio, specificando che quasi nessuno è per ora pronto a difendersi da questi mezzi.
Tusk ha annunciato che si recherà in Ucraina per discutere con il presidente Volodymyr Zelensky “in che modo possiamo cooperare nell’ambito della coalizione antibalistica e sfruttare competenze, capacità e potenzialità sia dell’Ucraina sia degli altri Paesi anche in questo campo”.
Nel mirino sei principali città dell’Ucraina
Il leader polacco ha proseguito il suo intervento lamentando “le promesse non mantenute di una tregua energetica”, di cui ha parlato lo stesso presidente USA, Donald Trump.
“Da allora ci sono stati molti attacchi, tra cui quelli contro le infrastrutture energetiche in Ucraina. Dobbiamo quindi presumere che continueranno, con conseguenze anche per la Polonia, perché questi attacchi riguardano sempre più spesso installazioni molto vicine ai nostri valichi di frontiera con l’Ucraina” ha dichiarato Tusk.
Secondo il premier, l’obiettivo della Russia è distruggere su scala quanto più ampia possibile l’economia e la logistica dell’Ucraina. “Per ora solo dell’Ucraina” ha aggiunto, con un chiaro riferimento al resto dell’Europa partendo dalla Polonia.
Tusk ha ricordato la campagna di bombardamenti contro le principali città ucraine e i depositi di armi e sistemi difesa, oltre che alle infrastrutture ferroviarie, ricordando come negli ultimi mesi i russi abbiano distrutto oltre 300 locomotive in Ucraina.
“Esiste un rischio reale che sul territorio di uno o più Paesi della Nato sul fianco orientale possano entrare droni o altri tipi di ordigni, provocando anche distruzioni. E la narrazione ufficiale sarà che si è trattato di un caso e che non c’è motivo perché qualcuno pensi a una qualche risposta da parte della Nato” ha detto li premier.
L’obiettivo della Russia sarebbe dunque quello di “indebolire in generale l’integrità della Nato e soprattutto convincere i Paesi della Nato che l’articolo 5 è più teorico che pratico”.
Tusk: sulle questioni di sicurezza parlare con una sola voce
Nella nuova strategia russa rientrano anche presunte possibili svolte politiche in alcuni Paesi europei, ha dichiarato il leader polacco al Sejm, riferendosi alle forze politiche candidate alle elezioni in vari Paesi UE.
A essere chiamata in causa, nel caso della Polonia, è Konfederacja, partito di destra a cui Tusk ha chiesto di non partecipare “in nessun caso, per errore o consapevolmente, alla promozione di contenuti su cui i russi puntano moltissimo”.
“Aizzare contro l’Unione europea, contro i nostri alleati, contro gli ucraini significa applicare direttamente la strategia russa. Tutti devono finalmente capirlo” ha sottolineato.
In chiusura il premier polacco ha invitato tutti i deputati a “parlare con una sola voce e prendere decisioni comuni” sulla sicurezza delle frontiere e dello spazio aereo e “dimostrare che tutti siamo, indipendentemente dalle opinioni politiche, patrioti nel momento della prova”.
Tusk ha fatto notare che una parte dei politici in Europa “aspetta solo un alibi” per poter dire, in caso di conflitto: “Non moriremo per la Polonia, non moriremo per la Lettonia o la Lituania”.
“L’articolo 5, la lealtà tra alleati, la fedeltà agli impegni devono diventare il nostro segno distintivo” ha dichiarato il primo ministro concludendo che la Polonia vuole e ha bisogno della certezza che, in caso di minaccia più grave da parte della Russia, possa “contare su una reazione rapida ed efficace dell’intero blocco”.