Tajani: ‘Nessuno strappo con gli Usa. Contrarissimo alle tasse sugli extraprofitti, sa di Unione sovietica’

“Credo che si possa lavorare anche discutendo e confrontandoci con il mondo industriale, soprattutto nel settore degli idrocarburi. Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extra profitto, di tasse. Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria. Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni. Deve esserci un confronto concordato in un momento difficile anche da parte delle aziende del settore. Ma non voglio sentire la parola extra profitto, che mi sa molto di Unione Sovietica“. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Meeting di Rimini dove partecipa a un incontro sul tema “La speranza da Ri-costruire nella terra dei cedri” (in diretta streaming su ANSA.it alle 13).

Il governo italiano è impegnato a “difendere la presenza cristiana in Libano e in tutto il Medio Oriente non solo per difendere la libertà religiosa ma perché è una garanzia a sostegno della pace”, ha detto Tajani durante l’incontro. “E’ un peccato che diminuisca la presenza dei cristiani, sono in difficoltà”, ha aggiunto facendo riferimento in particolare al Sud del Libano.

C’è una diaspora dei cristiani in Medio Oriente, eppure quella era la culla de cristianesimo“, “dobbiamo difendere la presenza dei cristiani in Medio Oriente”, ha ribadito Tajani, perché “sono garanzia di dialogo e di pace“. 

Con gli Usa “non c’è stato alcuno ‘strappo’. Tra alleati è naturale avere confronti franchi sulle crisi internazionali. Le relazioni transatlantiche restano l’asse fondamentale della nostra sicurezza: a maggior ragione in una fase in cui i nostri avversari strategici confidano in una maggiore fragilità dell’Occidente. Il vertice Nato di Ankara lo ha confermato: non siamo davanti a una frattura, ma nel pieno di una discussione necessaria su come rafforzare l’Alleanza nel futuro“, ha affermato Tajani in una intervista a ilSussidiario.net in vista della sua partecipazione alla giornata conclusiva del Meeting.

“Il nostro rapporto con gli Stati Uniti – ribadisce – prescinde dai singoli presidenti ed è così consolidato, basato su valori e interessi comuni talmente profondi da permetterci di gestire ogni momento di confronto in modo costruttivo. Stiamo anzi esplorando nuovi campi di cooperazione. Poche settimane fa abbiamo firmato con gli Usa la dichiarazione sulla “Pax Silica”, promossa per unire i Paesi che la pensano allo stesso modo su due questioni cruciali: la sicurezza delle filiere dei semiconduttori avanzati e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Sono queste oggi le direttrici della partnership Italia-Usa: pragmatismo, maggiori scambi commerciali e una collaborazione che guarda dritta al futuro”. 

Riteniamo che l’attuale fase possa aprire uno spazio negoziale, alla luce dei risultati conseguiti dall’Ucraina e delle crescenti difficoltà economiche e politiche russe”, afferma ancora il ministro degli Esteri sottolineando che “Interrompere gli aiuti significherebbe costringere l’Ucraina a negoziare da una posizione di debolezza e consentire a Mosca di imporre con la forza le proprie condizioni”.

Dobbiamo però muoverci con prudenza – precisa il ministro, che oggi sarà ospite dell’ultima giornata del Meeting di Rimini -: restano forti incertezze sulle reali intenzioni del Cremlino, mentre proseguono i brutali bombardamenti contro i civili e le infrastrutture ucraine e si avvicina un altro inverno molto difficile. Occorre quindi lavorare per portare Mosca a un confronto serio, mantenendo il duplice approccio seguito finora: sostegno a Kyiv e pressione sulla Russia”.

“L’Italia – ricorda – ha sostenuto con convinzione il ventunesimo pacchetto europeo e resta impegnata a limitare le capacità della macchina bellica russa, rafforzando il contrasto all’elusione delle misure restrittive e alla cosiddetta flotta ombra”. Ma, aggiunge, “negoziare non significa arretrare di fronte alle pretese di Mosca. Ogni soluzione dovrà rispettare sovranità, indipendenza e integrità territoriale dell’Ucraina e nessuna decisione dovrà essere presa senza Kyiv. L’Europa dovrà partecipare a ogni eventuale negoziato come attore direttamente interessato alla futura architettura di sicurezza continentale”.

Per Tajani “non è corretto presentare il rapporto tra difesa e politiche sociali come una scelta tra due alternative. La sicurezza è una condizione essenziale per proteggere il nostro modello sociale, la nostra economia e i nostri cittadini. Sostenere la difesa ucraina non significa sottrarre risorse al welfare, ma contribuire a preservare le condizioni di stabilità e sicurezza grazie alle quali le nostre politiche sociali possono continuare a funzionare”.

“Gli impegni per la difesa – precisa – devono naturalmente essere sostenibili e accompagnati da una più forte cooperazione europea, evitando duplicazioni e migliorando l’efficienza della spesa comune. L’Italia ha mobilitato più di 3,2 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina per aiuti umanitari, ricostruzione, energia e sviluppo e ha confermato questo impegno nel tempo dentro e fuori l’Ue”. (ANSA).

‘La speranza da ri-costruire nella terra dei cedri’ è il titolo dell’incontro alle 13 con Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale; S.E. Mons. César Essayan, vicario apostolico di Beirut; Carla Jazzar, ambasciatrice del Libano in Italia. Introduce Bernhard Scholz, presidente Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS 

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