Sabato le forze russe hanno colpito con tre bombe plananti guidate (KAB) infrastrutture civili nel distretto Zarichnyi di Sumy. Secondo l’amministrazione militare regionale, sono morte quattro persone e altre sette sono state ricoverate, con il bilancio dei feriti in aumento nelle ore successive. L’attacco arriva mentre l’Ucraina sta per diventare il primo operatore estero del sistema italo-francese SAMP/T di nuova generazione — un banco di prova cruciale anche per l’industria della difesa italiana.Cosa è successo
Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale di Sumy, Oleh Hryhorov, le truppe russe hanno colpito con tre bombe plananti guidate infrastrutture civili nel distretto Zarichnyi della città. “In questo momento è confermata la morte di quattro persone in seguito all’attacco russo con bombe KAB su Sumy”, ha dichiarato Hryhorov, precisando che l’operazione di soccorso è in corso e le informazioni vengono costantemente aggiornate. Sette feriti sono stati immediatamente trasportati in ospedale; secondo aggiornamenti successivi, il numero dei feriti in città ha continuato a crescere. Le autorità hanno invitato i residenti a restare nei rifugi e a non avvicinarsi ai punti colpiti per il rischio di nuovi attacchi.
Sumy, città situata a meno di 30 chilometri dal confine russo, subisce dall’inizio dell’estate attacchi ripetuti con bombe KAB — ordigni aerei economici dotati di ali plananti e sistema di guida, lanciati da distanza di sicurezza e praticamente inintercettabili dai sistemi di difesa aerea convenzionali. All’inizio di luglio un attacco simile con sei bombe aveva ucciso almeno quattro persone e ferito 27, tra cui sette bambini; a maggio due donne erano morte in un attacco con droni vicino a un asilo.
I fatti essenziali
- Attacco: sabato 11 luglio 2026, tre KAB sul distretto Zarichnyi di Sumy
- Vittime: 4 morti confermati, 7 feriti ricoverati subito (numero in aumento)
- Fonte: Oleh Hryhorov, capo dell’amministrazione militare regionale di Sumy
- Contesto: l’ennesimo grave attacco con KAB su Sumy dall’aprile 2026
Perché conta
Le bombe KAB rappresentano per la Russia una soluzione economica ma devastante: ordigni aerei convenzionali dotati di modulo planante e di guida, sganciati a distanza di sicurezza, quasi impossibili da intercettare con i sistemi di difesa aerea standard. Contro missili balistici e testate manovranti come Iskander o Kinzhal, l’unico strumento davvero affidabile resta il sistema Patriot con missili PAC-3 — di cui l’Ucraina soffre una carenza acuta. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato il 9 luglio che nuove forniture di PAC-3 arriveranno dagli alleati, ma senza indicare tempistiche. Due settimane prima, il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov aveva chiesto a quasi quaranta paesi partner di trasferire con urgenza missili Patriot dalle proprie scorte, in cambio di forniture future già contrattualizzate.
Al vertice NATO di Ankara dell’8 luglio, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che Washington concederà a Kyiv una licenza per produrre autonomamente sistemi Patriot. Nel frattempo, sul fronte europeo, il sistema italo-francese SAMP/T di nuova generazione (NG) — già in servizio nelle forze armate italiane e francesi — sta entrando in servizio operativo in Ucraina: secondo accordi bilaterali, Kyiv diventerà quest’anno il primo operatore estero del sistema.
Il nodo italiano: Il SAMP/T, sviluppato dal consorzio italo-francese Eurosam con l’interceptore Aster, è oggi l’unico altro sistema in dotazione ucraina progettato specificamente per fermare missili balistici, insieme al Patriot. Analisti militari — tra cui un colonnello austriaco citato dalla stampa specializzata — avvertono però che il SAMP/T non può sostituire integralmente il Patriot contro le minacce più avanzate, e che il salto di scala richiesto dalla guerra in Ucraina mette sotto pressione anche la capacità produttiva italo-francese di missili Aster. Per l’industria della difesa italiana si tratta di una prova diretta sul campo, con ricadute dirette sulla postura europea di difesa aerea.
Valutazione
L’attacco di sabato a Sumy non è un episodio isolato, ma parte di uno schema che si ripete: stessa città, stessa arma, stesso tipo di bersaglio — infrastrutture civili — nell’arco di poche settimane. Le autorità ucraine e le organizzazioni internazionali qualificano da tempo questi attacchi come crimini di guerra, mentre Mosca nega di colpire deliberatamente i civili. Per l’Italia, coinvolta direttamente nella produzione del SAMP/T NG, il test ucraino non è solo una questione industriale: la rapidità con cui il sistema dimostrerà di poter colmare il vuoto lasciato dalla carenza di Patriot si misurerà, concretamente, nel numero di vittime nelle prossime settimane a Sumy e nelle altre città di frontiera ucraine.
Autore: Marco Bianchi