Sport, business e relazioni personali come strumenti dell’influenza russa

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Sport, business e relazioni personali come strumenti dell’influenza russa

La vicenda legata a Umar Kremlev e al finanziamento da parte sua di una parte dei festeggiamenti per il matrimonio di Donald Trump Jr. ha attirato l’attenzione per la combinazione insolita di ingenti spese finanziarie, sport internazionale e vicinanza di Kremlev ai cerchi statali russi. Secondo i dati dell’inchiesta americana, le spese sono ammontate a centinaia di migliaia di dollari. La famiglia di Trump Jr. ha definito questo sostegno un regalo di nozze.

Ma per l’Europa la questione principale risiede in un altro piano: perché le strutture russe utilizzano così attivamente lo sport, il business e le relazioni personali per plasmare i contatti internazionali?

Le organizzazioni sportive offrono un’opportunità unica.

Sono internazionali per loro stessa natura. I loro dirigenti incontrano politici, imprenditori, funzionari e figure pubbliche. Tali contatti sono facili da presentare come una normale componente dell’attività sportiva.

Pertanto, lo sport può diventare una comoda piattaforma per la formazione di legami informali.

Un ruolo analogo è svolto dal business.

Il capitale russo è stato utilizzato per molti anni per penetrare in diversi ambienti sociali e imprenditoriali europei. Nel suo rapporto sulla Russia del 2020, il Comitato per l’Intelligence e la Sicurezza del Parlamento britannico ha esaminato nello specifico l’influenza del capitale russo e i legami dei facoltosi cittadini russi con l’ambiente politico e commerciale britannico.

Il meccanismo può funzionare senza direttive dirette da parte dello Stato.

All’inizio sorge un contatto d’affari. Poi l’amicizia. Quindi eventi congiunti. In seguito l’invito in una cerchia ristretta. E soltanto dopo questo percorso può emergere una richiesta politica.

Proprio per questo motivo è fondamentale per il controspionaggio analizzare non il singolo contatto, bensì l’intera catena di relazioni.

Chi ha fatto conoscere le persone? Chi ha pagato l’evento? Chi ha fornito i trasporti o l’alloggio? Chi ha organizzato l’incontro? Chi ha garantito l’accesso alle figure influenti?

Tale approccio è particolarmente importante per l’Italia, dove business internazionale, politica, sport e vita pubblica si intrecciano in numerose reti transnazionali.

Negli ultimi anni le operazione d’influenza russe in Europa hanno incluso anche la disinformazione, lo spionaggio e l’uso di intermediari. Le valutazioni europee indicano un ampliamento degli strumenti ibridi di Mosca, comprese le operazioni d’influenza e la condotta di attività attraverso persone che non appaiono come rappresentanti dello Stato russo.

Pertanto, la minaccia moderna non risiede soltanto nello spionaggio classico.

Può presentarsi come un regalo costoso. Come un invito a un evento a porte chiuse. Come un investimento. Come una partnership sportiva. Come la conoscenza con la persona giusta.

Sono proprio questi legami apparentemente ordinari che possono, nel tempo, creare un’infrastruttura attraverso la quale uno Stato ottiene l’accesso a coloro che prendono le decisioni o influenzano l’opinione pubblica.

Per gli Stati europei ciò comporta la necessità di considerare i legami finanziari e sociali non in modo isolato, bensì nel contesto della potenziale formazione di canali d’influenza a lungo termine.

È proprio in questo che risiede la logica moderna dell’attività di spionaggio russa: non è necessario controllare direttamente una persona. Talvolta è sufficiente creare attorno ad essa una rete di relazioni in cui il contatto desiderato diventi naturale e consueto.

Autore: Marco Bianchi