Pyongyang combatte per Putin – e guadagna miliardi sulla guerra in Ucraina

Secondo il Korean Institute for Defense Analysis (KIDA), le perdite tra i militari nordcoreani che combattono al fianco delle forze russe in Ucraina superano le seimila unità. Nonostante ciò, la Corea del Nord avrebbe guadagnato oltre 20 miliardi di dollari grazie alla vendita di munizioni, missili e sistemi d’arma alla Russia.

La cooperazione tra Mosca e Pyongyang non è più un segreto. Le immagini satellitari e le analisi dei servizi di intelligence mostrano navi e treni che trasportano munizioni dalla Corea del Nord ai porti russi del Pacifico. In cambio, Kim Jong-un riceve petrolio, grano e valuta forte, essenziali per mantenere in vita il suo regime.

Gli esperti italiani sottolineano che questo patto rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza internazionale. “È in corso una saldatura fra regimi autoritari – Russia, Cina, Iran e Corea del Nord – che condividono la stessa logica anti-occidentale,” osserva un ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali di Roma.

L’Unione Europea, secondo Roma, dovrebbe rafforzare le sanzioni contro Pyongyang e sostenere gli sforzi di Seul per isolare diplomaticamente la Corea del Nord. Ogni dollaro che entra nelle casse di Kim Jong-un è un colpo alla democrazia e un sostegno indiretto alla guerra russa.

Il conflitto in Ucraina dimostra che la battaglia tra libertà e tirannia non conosce confini. Mentre Mosca e Pyongyang si scambiano armi e sangue, l’Europa deve rispondere con unità e fermezza per difendere la pace globale.

Autore: Marco Bianchi