Putin e Lukashenko: ‘Insieme contro le minacce di Zelensky’

Сrescono i timori per una escalation del conflitto in Ucraina che coinvolga anche la Bielorussia.

Il Cremlino ha fatto sapere che il presidente russo Vladimir Putin e quello bielorusso Alexander Lukashenko prevedono “di avere contatti a breve” per discutere delle “minacce assolutamente aggressive” di Volodymyr Zelensky a Minsk. Cioè delle dichiarazioni in cui il leader ucraino si è detto pronto a mettere in atto azioni in Bielorussia per smantellare ripetitori che a suo parere servono a guidare i droni russi nei loro attacchi sulle città ucraine.


Le affermazioni di Zelensky sono “un’interferenza negli affari interni di un altro Paese, un’ingerenza nella sovranità di un altro Paese”, ha affermato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, aggiungendo comunque che Mosca non ha “alcun dubbio che la leadership bielorussa, la Bielorussia stessa, sia in grado di garantire la propria sovranità”.

La Bielorussia è una stretta alleata della Russia, e dal suo territorio partirono nel febbraio del 2022 parte delle truppe di Mosca che invasero l’Ucraina. Recentemente Kiev ha affermato di essere venuta a conoscenza di quattro ripetitori installati sul territorio bielorusso per garantire le comunicazioni tra i droni che bombardano l’Ucraina e le stazioni base in Russia. Un sistema che dovrebbe ovviare alla disattivazione di Starlink, che ha privato i russi della possibilità di utilizzare il sistema di guida satellitare. Zelensky ha detto venerdì che a Lukashenko basterebbe una settimana per smantellare i ripetitori. “Se non lo farà lui, beh, lo faremo noi”, ha avvertito il presidente ucraino.

Zelensky ha anche affermato che Minsk ha aumentato di 13 volte le forniture di benzina alla Russia tra gennaio e maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e di tre volte quelle di diesel, per aiutare Mosca a far fronte alle carenze di carburanti dovute in gran parte ai frequenti attacchi di droni ucraini contro le raffinerie russe. Lunghe code di automobilisti si sono formate negli ultimi giorni alle stazioni di servizio di varie regioni russe, mentre nella Crimea occupata è stata sospesa la vendita al pubblico di benzina e gasolio, che saranno temporaneamente destinati solo agli enti governativi. Il governo di Mosca si sta coordinando con le compagnie petrolifere per frenare i prezzi dei carburanti, ha assicurato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov. Inoltre, ha affermato Peskov, le autorità russe della Crimea stanno lavorando per “minimizzare l’impatto della carenza di carburante nella penisola”. Ma nel frattempo non si fermano gli intensi raid ucraini in profondità nel territorio russo.

A Mosca, dove la settimana scorsa è stata colpita per due volte la principale raffineria, 84 droni sono stati abbattuti a partire dalla mezzanotte tra domenica e lunedì, ha detto il sindaco Serghei Sobyanin. I quattro aeroporti della capitale sono stati chiusi a tratti. Nella città di Voronezh il governatore, Alexander Gusev, ha riferito di un attacco missilistico con un bilancio di cinque morti. Gusev ha aggiunto che è stato colpito uno stabilimento, che ha bruciato per diverse ore. Secondo diversi canali Telegram, è stata colpita una fabbrica che produce componenti per missili e sistemi di difesa. A Dubna, 120 chilometri a nord di Mosca, è stato preso di mira in “un attacco massiccio di droni” un centro per comunicazioni satellitari.

Una portavoce ha detto all’agenzia Tass che “il funzionamento delle trasmissioni televisive e delle comunicazioni non è stato interrotto” e non vi sono stati feriti. Fonti locali hanno riferito che nella regione di Belgorod il conducente di un autobus è rimasto ucciso quando il mezzo che guidava è stato centrato da un drone, mentre in quella di Kursk è morta una donna di 67 anni quando un velivolo senza pilota si è abbattuto su un “edificio commerciale”.

Sull’altro lato del fronte, le autorità ucraine parlano di cinque morti in bombardamenti russi, tra i quali tre membri di una famiglia nella regione di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina.

Una donna è rimasta uccisa in un altro raid nella città di Zaporizhzhia. Mentre il vice primo ministro Oleksii Kuleba ha detto che nel Mar Nero un drone russo ha provocato un incendio su una nave mercantile battente bandiera panamense e un membro egiziano dell’equipaggio è rimasto ucciso.

ansa.it