Prezzi del petrolio in forte calo dopo il cessate il fuoco con l’Iran, mercati restano cauti

Il prezzo del petrolio è sceso sotto 100 dollari al barile dopo l’accordo tra Stati Uniti e Iran su un cessate il fuoco di due settimane e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Il prezzo del petrolio è sceso bruscamente e le Borse asiatiche sono balzate al rialzo mercoledì, dopo che Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane che prevede anche la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli operatori però restano prudenti, in attesa di capire se la tregua reggerà.

Il Brent, mercoledì mattina, viaggiava a 92,99 dollari al barile, il 28,30% in più rispetto all’inizio della guerra, alla fine di febbraio, ma ben al di sotto dei picchi delle ultime settimane, quando aveva toccato 110 dollari al barile.

Il WTI era a 94,70 dollari al barile, ancora superiore del 41,30% ai livelli precedenti al conflitto, nonostante le vendite innescate dal cessate il fuoco. La benzina all’ingrosso si attestava a 2,94 dollari al gallone, oltre il 41% in più rispetto a prima dell’inizio delle ostilità.

Questi movimenti seguono un crollo notturno, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver sospeso i raid minacciati contro ponti, centrali elettriche e altre infrastrutture civili in Iran.

Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato che, per le prossime due settimane, lo Stretto di Hormuz resterà aperto al traffico marittimo, sotto il controllo dell’esercito iraniano.Asia corre, Europa arretra

Le Borse asiatiche hanno reagito con entusiasmo. Il Nikkei 225 di Tokyo è salito del 5,0% nelle contrattazioni di mercoledì mattina, il Kospi di Seul ha guadagnato il 5,9% e l’Hang Seng di Hong Kong è avanzato del 2,6%.

In Europa il quadro è diverso. Lo Stoxx Europe 600 cedeva il 6,82% nelle prime battute, un calo che riflette i danni accumulati in settimane di volatilità legata alla guerra più che il rimbalzo seguito all’annuncio della tregua. Le piazze europee, infatti, erano già chiuse quando la notizia è arrivata nella notte.

A Wall Street, l’S&P 500 perde il 3,81% nelle contrattazioni pre-market, dopo una seduta di martedì molto volatile. L’indice aveva recuperato parte delle perdite quando il primo ministro pakistano ha chiesto a Trump di prorogare la sua scadenza e ha sollecitato l’Iran a riaprire lo stretto.

Cauto ottimismo

Il cessate il fuoco non è bastato a rasserenare del tutto i mercati.

Nelle prime ore di mercoledì sono stati segnalati nuovi attacchi in Israele, in Iran e in varie aree del Golfo, e nessuna delle due parti ha chiarito quando la tregua entrerà ufficialmente in vigore.

Resta così la preoccupazione che agita i mercati dalla fine di febbraio. Un’interruzione prolungata dei flussi di petrolio dal Golfo potrebbe mantenere i prezzi dell’energia su livelli elevati abbastanza a lungo da innescare una nuova ondata di inflazione a livello globale, con o senza cessate il fuoco.

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