Sbloccato l’emendamento alla manovra sostenuto da FdI e Lega sulla proprietà delle riserve auree della Banca d’Italia. Il ministro Giorgetti ha chiarito la posizione italiana con la Bce, assicurando il rispetto dei Trattati Ue. La nuova formulazione mira a blindare l’oro e la stabilità dell’euro
La lunga trattativa sull’emendamento alla manovra, che proponeva di specificare l’appartenenza delle riserve auree gestite dalla Banca d’Italia al popolo italiano, sembra essere giunta a una svolta dopo un incontro giovedì tra il ministro delle Finanze Giorgetti e la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde.Dopo una serie di rinegoziazioni la proposta, fortemente voluta da Fratelli d’Italia e Lega per attribuire l’oro “al popolo italiano”, è pronta a ottenere il via libera del Senato nel pacchetto complessivo sulla legge di bilancio.
Il nodo riguarda i timori della Banca Centrale Europea rispetto alla stabilità dell’euro, garantita proprio dalle riserve auree che ogni Paese detiene. La questione è stata risolta nell’incontro a Bruxelles tra il ministro italiano, Giancarlo Giorgetti, e Christine Lagarde nel quale ogni dubbio sarebbe stato “totalmente chiarito”, secondo una nota del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).
Il chiarimento era stato preceduto da una lettera dell’8 dicembre, in cui Giorgetti aveva offerto di inserire nel testo di legge un riferimento esplicito agli articoli 127 e 130 del Trattato dell’Unione europea, quelli sulla politica monetaria comune e sulle relative responsabilità.
Proprietà dell’oro e difesa da speculazioni: le ragioni dell’emendamento
Dopo la richiesta sull’oro avanzata dalla maggioranza, che apriva però all’ipotesi di destinare le riserve ad altri usi politici, Roma e la Bce hanno dovuto affrontare una lunga trattativa per trovare un compromesso accettabile per Italia e Ue.
Tenendo in conto l’esigenza di rispettare le norme europee, come spiegato da Giorgetti, l’emendamento specificherà che la gestione delle riserve auree “del popolo italiano” spetta alla Banca d’Italia, in piena conformità con i Trattati Ue.
La Bce resta in attesa della formulazione finale dal momento, hanno scritto da Francoforte, che “non è ancora chiara la concreta finalità della proposta”. Da parte sua il primo firmatario dell’emendamento, il senatore di FdI Lucio Malan, ha dichiarato che “non vi è intenzione di vendere l’oro” per finanziare la spesa pubblica.A quanto ammontano e dove sono le riserve in oro di Bankitalia
Le riserve auree italiane ammontano a circa 274 miliardi di euro, sotto forma di oltre 95 mila lingotti, ma l’oro di responsabilità di Bankitalia non è tutto detenuto nella sede di Via Nazionale.Parte è distribuita tra banche, assicurazioni e fondazioni, alcune delle quali sono soggetti privati e altre controllate da gruppi stranieri. Un dossier informativo dal titolo Oro di Bankitalia al popolo italiano: smontiamo le fake news – stilato da FdI e anticipato giovedì da media italiani – sottolinea che l’Italia “non può correre il rischio che soggetti privati rivendichino diritti sulle riserve auree”.
Il documento della maggioranza specifica che l’obiettivo dichiarato dell’emendamento è quello di “proteggere le riserve auree da speculazioni”.
Il governo ha anche ricordato che altri Paesi membri dell’Ue hanno già adottato normative simili, dimostrando la compatibilità con il diritto europeo. Nonostante le polemiche delle opposizioni, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha ripetuto ancora che “l’oro è del popolo italiano e non di Bankitalia”, assicurando che l’iter della modifica andrà avanti.
