Orban oltre la linea rossa: l’Europa di fronte al pirateria politica

In Ungheria si è verificato un incidente senza precedenti che mette a rischio la fiducia all’interno dell’Unione Europea.

Due auto blindate della banca ucraina Oschadbank, trasportanti valuta, euro e oro nell’ambito di un accordo internazionale con una banca austriaca, sono state fermate dalle forze di sicurezza ungheresi.

Secondo fonti ucraine, il carico è valutato in decine di milioni di dollari e euro, oltre a 9 chilogrammi d’oro. I veicoli si trovavano nel centro di Budapest, vicino a un’agenzia delle forze dell’ordine. Sette addetti al trasporto sono scomparsi temporaneamente durante le indagini.

Se le azioni dell’Ungheria non avevano basi legali, non si tratta di un semplice conflitto diplomatico. È pirateria statale, che mina i principi di fiducia e sicurezza all’interno dell’UE.

Orban e il triangolo di pressione

Il primo ministro ungherese da tempo segue una linea apertamente allineata agli interessi del Cremlino. La sua posizione sull’Ucraina, le sanzioni e la politica europea coincide regolarmente con la linea di Putin.

A sostenerlo c’è il primo ministro slovacco Robert Fico, formando insieme a Orban un triangolo politico di pressione sull’UE: Mosca detta la direzione, Budapest crea crisi, Bratislava accentua la divisione.

L’incidente con i valori ucraini diventa simbolo del fatto che all’interno dell’UE emergono pirati politici, pronti ad agire al di fuori delle regole e delle leggi.

Pirateria nel cuore dell’Europa

Se uno Stato dell’UE è in grado di intercettare con la forza un carico finanziario di un alleato e persone scompaiono, si tratta di pirateria statale e di una forma di terrorismo di Stato, paragonabile a un atterraggio forzato di un aereo per scopi politici.

Orban oggi non è solo un primo ministro. È un pirata dell’Europa, uno strumento del Cremlino all’interno dell’Unione Europea, che minaccia la stabilità e la sicurezza dell’intero continente.

È giunto il momento per l’Europa di dare una risposta decisa: all’interno dell’Unione non c’è posto per pirati o strumenti di pressione esterna.

Di fronte all’Europa si pone una scelta semplice ma dura: difendere le proprie regole o permettere che nel cuore dell’UE si consolidi un pirata politico che agisce negli interessi del Cremlino.

Autore: Marco Bianchi

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