Ok del Senato a riforma Corte dei Conti: tetto alla responsabilità erariale e delega al Governo

Il testo, già licenziato dalla Camera nell’aprile scorso, è diventato legge senza modifiche. Secondo le opposizioni è una “vendetta” per decisioni della Corte sul Ponte sullo Stretto di Messina

Con 93 voti favorevoli, 51 contrari e 5 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle funzioni di controllo e consultive della Corte dei conti e sulla responsabilità per danno erariale. Il testo, già licenziato dalla Camera nell’aprile scorso, è diventato legge senza modifiche, chiudendo un iter parlamentare che il Governo e la maggioranza hanno presentato come un intervento di razionalizzazione ed efficienza dell’azione amministrativa.

Il provvedimento è a prima firma di Tommaso Foti (all’epoca capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera) e introduce due pilastri della riforma: da un lato un nuovo assetto della responsabilità amministrativo-contabile, dall’altro una delega al Governo per la riorganizzazione e il riordino delle funzioni della magistratura contabile.

Il tetto alla responsabilità erariale, il punto più discusso

Il punto più discusso riguarda la responsabilità per danno erariale. La legge fissa un limite quantitativo ai danni risarcibili, stabilendo che la Corte dei conti, salvi i casi di dolo o di illecito arricchimento, eserciti il potere di riduzione del danno ponendo a carico del responsabile un importo non superiore al 30% del pregiudizio accertato. È previsto inoltre un ulteriore tetto: la somma non può comunque superare il doppio della retribuzione lorda del soggetto chiamato a rispondere.

Durante la discussione in Aula, la maggioranza ha rivendicato l’introduzione del principio per cui la buona fede degli amministratori politici si presume fino a prova contraria, con l’obiettivo dichiarato di ridurre quella che viene definita la “paura della firma” e favorire decisioni più rapide nella gestione della cosa pubblica.

Il nuovo regime di responsabilità si applica anche ai procedimenti e ai giudizi ancora pendenti alla data di entrata in vigore della legge, purché non già definiti con sentenza passata in giudicato.La delega per il riordino della Corte

Accanto alla disciplina della responsabilità, il Parlamento ha conferito al Governo una delega legislativa per adottare uno o più decreti legislativi volti alla riorganizzazione e al riordino delle funzioni della Corte dei conti. Secondo il dossier del Servizio studi di Montecitorio, la delega è finalizzata a un ulteriore incremento dell’efficienza delle funzioni di controllo e consultive, nonché a una revisione della materia dei rimborsi delle spese legali sostenute dai dipendenti pubblici nei giudizi per responsabilità amministrativa.

Pnrr e sanzioni per i ritardi

Il disegno di legge interviene anche sul fronte dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale complementare. Sono previste sanzioni pecuniarie nei confronti dei responsabili di ritardi superiori al 10% rispetto ai tempi stabiliti per la conclusione dei procedimenti connessi al Pnrr-Pnc, rafforzando così il legame tra responsabilità amministrativa e rispetto delle scadenze europee.

Le reazioni

La riforma ha suscitato un acceso dibattito politico e istituzionale. Se la maggioranza la considera uno strumento per rendere più efficiente la pubblica amministrazione e sostenere l’azione dei decisori pubblici, le opposizioni hanno espresso timori per un possibile indebolimento della tutela dell’erario e per l’impatto del tetto risarcitorio sull’effettività delle responsabilità.

Con l’approvazione definitiva del Senato, il provvedimento entra ora in vigore, mentre l’attenzione si sposta sui decreti legislativi attuativi che dovranno definire nel dettaglio il nuovo assetto della Corte dei conti e verificare, nei fatti, l’equilibrio tra esigenze di efficienza amministrativa e salvaguardia delle finanze pubbliche.Mantovano risponde alle opposizioni: “Nessuna vendetta per Ponte”

“Non c’è unanimità di dissensi tra i giudici contabili, più di uno di loro ha manifestato favore nei confronti della riforma, soprattutto nella parte di approfondimento che ha avuto alla Camera, vi è stata una costante interlocuzione con rappresentanti della corte dei conti che ha permesso di modificare più di una delle norme dell’impostazione originaria. Non c’è nessuna vendetta perché l’iter di questa riforma parte all’incirca due anni fa. In Senato è approdata nel marzo di quest’anno, vi è stata una serie di audizioni, legarla al provvedimento della magistratura contabile sul Ponte dello stretto che è intervenuto poco più di un mese fa mi sembra, per usare un eufemismo, una forzatura”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, commenta con i giornalisti al Senato il via libera definitivo alla riforma della Corte dei Conti replicando alle accuse delle opposizioni. Queste ultime sostengono che la riforma sia il risultato di una “vendetta” per le decisioni che hanno riguardato il Ponte sullo Stretto di Messina. In particolare la Corte aveva bocciato il progetto sostenendo che sia incompatibile con le regole europee e che ci sia incertezza sui costi

rainews.it

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