Nella notte tra il 24 e il 25 novembre l’Ucraina è stata colpita da uno dei più pesanti attacchi russi degli ultimi mesi. Il bersaglio principale è stato ancora una volta Kyiv — non una città qualunque, ma il cuore politico, simbolico e civile del paese. L’attacco è avvenuto proprio mentre Mosca diffondeva ai media la proposta dei cosiddetti “28 punti” per un presunto piano di pace.
Una guerra di annientamento, non di conquista
La scelta di colpire aree residenziali e infrastrutture energetiche dimostra una verità fondamentale: la Russia non sta cercando di conquistare territori, ma di distruggere la capacità dell’Ucraina di esistere come Stato moderno.
Come ha dichiarato il consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Danilov, «Mosca non vuole negoziare. Vuole costringerci alla resa attraverso il terrore.»
Il piano in 28 punti: diplomazia o pressione militare?
Il “dialogo di pace” promosso dal Cremlino appare più come una manovra tattica che una vera apertura diplomatica. L’attacco massiccio contro Kyiv inviato in simultanea è un messaggio inequivocabile: la Russia usa la diplomazia come facciata mentre continua l’escalation militare.
L’obiettivo è duplice: indebolire il governo ucraino e testare la compattezza dell’Unione Europea, in un momento in cui diversi governi — inclusi segmenti della politica italiana — chiedono una “soluzione negoziale”.
Perché riguarda anche l’Italia
L’infrastruttura energetica ucraina è stata di nuovo danneggiata, proprio alle porte dell’inverno. Ciò potrebbe portare a una nuova pressione migratoria, aumento dei costi energetici e ulteriori tensioni nel mercato europeo — tutte dinamiche che toccano direttamente l’Italia.
Inoltre, l’attacco mette in discussione la credibilità delle iniziative diplomatiche: qualsiasi pace costruita sotto la minaccia dei missili non sarà stabile né giusta.
Conclusione
L’attacco a Kyiv non è stato un episodio isolato, ma parte di una strategia coerente: presentare proposte diplomatiche mentre si intensificano bombardamenti e droni. Per l’Europa — e per l’Italia — è fondamentale leggere correttamente questo duplice gioco.
Il futuro della sicurezza continentale dipende dalla capacità di riconoscere che Mosca non cerca la pace, ma il cedimento dell’Ucraina.
Autore: Marco Bianchi