Salvare chi rischia la vita in mare, e quindi principalmente i migranti, non è solo un dovere ma per la Marina italiana un “valore fondante”.
Il presidente della Repubblica prende spunto dall’assemblea che riunisce gli armatori italiani per allargare il discorso a un tema etico caldissimo nel dibattito politico italiano.
Lo fa con un passaggio che abbandona per un attimo le problematiche degli armatori civili: “tra le benemerenze della flotta mercantile non possono essere dimenticate le operazioni di soccorso – specie nel Mediterraneo – in relazione con Guardia Costiera e Capitanerie, a cui spesso le navi si trovano di fronte, e in cui emergono valori fondanti della marineria nazionale: responsabilità, sicurezza, tutela della vita umana in mare. Questa – ha sottolineato Sergio Mattarella – la civiltà espressa dalla marineria, il sentimento che la pervade e che ha natura universale”. Applausi dalla platea e poi il capo dello Stato si è concentrato sull’importanza economica del settore che, ha ricordato, vale l’11 per cento del pil italiano.
“Il sistema mare, fatto di industria, porti, armatori, equipaggi contribuisce in modo decisivo alla vita nazionale sia sul piano del prodotto interno lordo sia sul piano dell’occupazione alla vita nazionale. Come elemento essenziale della catena logistica, svolge – ha aggiunto il presidente – un ruolo determinante in materia di approvvigionamento e di esportazione delle nostre merci. Costituisce inoltre asse portante per il turismo. Quella che oggi viene chiamata “blue economy” ha sempre rappresentato un elemento di apertura, ricchezza, modernità”.
Fin qui il ruolo determinante del settore. Ma Mattarella è preoccupato per le crisi globali e ancora una volta ha parlato dell’importanza della libertà di navigazione per l’intero pianeta. Soprattutto ha duramente stigmatizzato quanti in diverse parti del mondo si pongono fuori dal diritto internazionale e dalle regole del mare: “nell’attuale momento internazionale, c’è chi disapplica regole condivise per imporne di proprie, con atteggiamenti proprietari, proponendosi di far tornare indietro la storia della civiltà e che siamo chiamati al dovere di vanificare questi impulsi”, ha aggiunto. Per poi parlare del ruolo militare dell’Italia e dell’Europa a difesa della libertà di navigazione.
“Le crisi si moltiplicano: il Mar Nero, il Mar Rosso, la pirateria nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea, per citarne alcune. La nostra Marina Militare – ha spiegato – prosegue con un ruolo protagonista su questo fronte. Protagonisti non convenzionali si aggiungono a quelli statuali. Nel citare alcuni di questi snodi, appare la diversità di approccio con cui vengono affrontati. Un’ampia cooperazione internazionale affronta il tema della pirateria, a partire dall’utile missione Eunavfor Aspides (scudo), dell’Unione Europea”.