Orsini ricorda anche che 153mila imprese guidate da giovani che negli ultimi dieci anni si sono spostate all’estero o hanno chiuso. La legge di Bilancio deve essere presentata alle Camere entro il 15 ottobre e approvata entro fine anno
Abbiamo bisogno di far sì che le nostre imprese possano fare investimenti e lo stiamo dicendo in tutti i modi. Per le medie e piccole imprese servono degli automatismi, una misura che sia anche basata sul super e iper ammortamento, ma deve essere poderosa“. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo al 40simo convegno dei Giovani Imprenditori a Capri. E di automatismi aveva parlato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Stiamo valutando delle forme automatiche che promuovano e inducano all’investimento”, ha detto riferendosi al piano Industria 5.0. Per “automatismi” per le imprese i due principali attori del settore economico intendono meccanismi che possono essere adottati o attivati per semplificare e rendere più efficiente la gestione delle imprese stesse, in particolare in ambito fiscale, amministrativo, o di proprietà industriale.
Orsini oggi lancia dunque un nuovo appello al Governo in vista della legge di Bilancio. E ricorda anche che sono 153mila le imprese guidate da giovani che negli ultimi dieci anni si sono spostate all’estero o hanno chiuso. Secondo Orsini “è necessario rendere attrattivo il Paese”.
Giorgetti oggi doveva esserci, partecipare in video-collegamento, ma questo impegno è saltato. “Mi auguro che il fatto che oggi Giorgetti non ci sia è perché stia lavorando a costruire una misura solida e che abbia una visione a lungo termine”, ha detto un po’ provocatoriamente Orsini. “Se fosse qui al ministro direi: ‘Sediamoci e pensiamo al futuro del nostro Paese'”, ha aggiunto. “Io credo che voglia bene al nostro Paese e credo che la tenuta dei conti pubblici sia importante”, ha sottolineato. “Però non c’è solo il rigore dei conti”, c’è anche il ”debito buono’ come quello della Zes, che ha comunque generato posti di lavoro. Quello vuol dire far crescere il Paese, ma soprattutto anche un’area come quella del Mezzogiorno, perché se è più forte tutta l’Italia è più forte”, ha chiosato.
Quanto alla manovra, ha osservato il leader degli industriali, “è ovvio che si sono 16 miliardi, quindi la coperta è corta, però bisogna valorizzare ciò che genera reddito e capacità di distribuzione, che viene dalle imprese“.
“La ricchezza del Paese non la fai con l’Irpef e le pensioni ma generando lavoro e rendendo il Paese competitivo, quindi mi auguro che siano al centro gli investimenti per l’industria”, ha tuonato ancora Orsini.
Energia: “Abbiamo presentato un piano al Governo”
“Noi abbiamo trovato la proposta. Abbiamo chi produce e chi consuma (l’energia, ndr). In questo momento però serve aiutare chi produce o chi acquista energia. Nel senso, chi produce beni”, ha detto Orsini. “Dobbiamo usare – ha proseguito Orsini – le imprese che consumano. Perché oggi è un tema competitivo” .Sul costo dell’energia Orsini ha aggiunto: “Siamo riusciti a costruire un documento, lo abbiamo presentato al Presidente del Consiglio, credo che sia a giorni. Ci aspettiamo abbastanza velocemente, spero presto perché andiamo verso l’inverno e perché il prezzo del gas sale”.Le principali misure in via di definizione per la nuova legge di Bilancio
La manovra finanziaria italiana per il 2025 è in fase avanzata e ha già ricevuto approvazioni importanti, integrate con aggiornamenti recenti sulle coperture e sui contenuti. Ricordiamo che deve essere presentata dal Governo entro il 15 ottobre di ogni anno come disegno di legge alle Camere. Il testo definitivo deve essere approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre dell’anno precedente all’anno di riferimento.
Questa manovra punta a mantenere la sostenibilità dei conti pubblici, con un impegno a individuare risorse per il welfare, sostenere famiglie, lavoro giovanile e ridurre la pressione fiscale soprattutto sulle fasce di reddito medio-basse.
È previsto un significativo taglio delle aliquote IRPEF da quattro a tre e un ampliamento della flat tax, oltre a confermare soglie di esenzione per fringe benefit.
Sul fronte sanità, è stato incrementato il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale con circa 1,3 miliardi aggiuntivi per il 2025.
La manovra è stata elaborata in conformità con le linee guida europee di bilancio, con un accordo per un percorso di rientro del deficit in sette anni.
La Banca d’Italia raccomanda coperture certe per le misure, limitando incrementi di spesa o riduzioni di entrate temporanee, e segnala una manovra che include tagli di spesa per circa 10 miliardi, con interventi per 16 miliardi complessivi.
Sul lato pensioni, si discute la possibile modifica del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile, con l’eventualità di un congelamento che richiederebbe coperture finanziarie.
