L’Ucraina ha militari in Libia: gli attacchi alle navi russe come Arctic Metagaz partono da lì

Un’inchiesta di Radio France International rivela la presenza di oltre 200 specialisti militari ucraini in Libia e del loro presunto coinvolgimento nell’attacco alla nave Arctic Metagaz con un drone marittimo

L’Ucraina ha una presenza militare in Libia con più di 200 ufficiali e specialisti sul terreno, da cui vengono condotte operazioni contro interessi russi nel Mar Mediterraneo, come l’attacco alla nave gasiera Arctic Metagaz.

Secondo un’inchiesta esclusiva di Radio France International (RFi), i militari ucraini di sono basati innanzitutto presso l**’Accademia dell’Aeronautica nella città di Misrata, dove sono stanziate anche le forze turche e italiane**, nonché il Comando Africa degli Stati Uniti e il centro di intelligence britannico.

Gli ucraini hanno anche una seconda base, completamente attrezzata per il lancio di droni aerei e marittimi, nella città portuale di Ezzawiya, a circa 50 chilometri a nord di Tripoli.

Secondo la radio francese, in questa città gli specialisti ucraini occupano un terreno dato loro dal governo di Tripoli, guidato da Abdelhamid Dbeiba, con accesso diretto al mare. Nei mesi di ottobre-novembre dello scorso anno, sarebbero stati effettuati anche lavori di rafforzamento dell’area e di equipaggiamento con piste d’atterraggio e le necessarie antenne.RFI riferisce che l’accordo tra Kiev e Tripoli è stato firmato dopo una richiesta dell’addetto militare ucraino in Algeria, il generale Andriy Bayuk. Si specifica che in cambio gli specialisti ucraini hanno formato i militari libici, in particolare su come lavorare con i droni. A lungo termine, l’accordo prevede forniture di armi e investimenti ucraini nel settore petrolifero libico.

I giornalisti francesi hanno chiesto commenti all’Ucraina e al governo di Dbeiba, ma non hanno ricevuto risposta.

Attacco a Arctic Metagaz e prima alla Qendil

Il 4 marzo 2026, Mosca ha accusato gli ucraini e i servizi di sicurezza britannici di avere attaccato la nave Arktik Metagaz dalle coste libiche. La nave, parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, era carica di gas naturale liquefatto e stava facendo rotta verso Port Said, in Egitto.

RFi, citando fonti libiche, afferma che la petroliera è stata attaccata da un drone autonomo di superficie del tipo Magura V5, sviluppato dall’Ucraina e già utilizzato più volte nel Mar Nero. Il drone ha colpito la sala macchine, che si è rapidamente riempita d’acqua, mettendo fuori uso la nave. Le autorità ucraine non hanno confermato né commentato l’attacco.

A bordo della Arctic Metagas, secondo quanto riportato dai media russi, si trovano 60.000 tonnellate di gas naturale e riserve di carburante. Dopo che l’equipaggio è stato evacuato dalle autorità maltesi, la nave danneggiata ha iniziato a muoversi verso la Libia, che ha deciso di rimorchiarla in uno dei suoi porti.Tuttavia, l’operazione di rimorchio della petroliera russa è fallita in settimana. La nave danneggiata si è staccata dal cavo ed è andata nuovamente alla deriva. In passato, i servizi segreti ucraini avevano già colpito una petroliera della “flotta ombra” russa, la Qendil, nel Mar Mediterraneo, secondo quanto riferito da media ucraini.

RFi ha riportato che quell’attacco è stato effettuato da un drone marittimo proveniente da una base dell’area di Misurata.

All’epoca si trattava di un attacco senza precedenti nel Mar Mediterraneo, anche se in precedenza l’esercito ucraino aveva utilizzato con successo i droni marittimi per colpire le navi nel Mar Nero.

it.euronews.com