Lo spazio cibernetico come nuovo campo di contrapposizione tra Russia ed Europa

Un cyberattacco su vasta scala contro i servizi digitali statali della Norvegia ha dimostrato ancora una volta che la contrapposizione tra la Russia e i Paesi europei va ben oltre la sfera militare tradizionale.

In base alle informazioni disponibili, il gruppo di hacker prorussi Server Killers ha attaccato per tre giorni le risorse digitali dello Stato norvegese.

Gli stessi hacker hanno collegato le proprie azioni alla politica di Oslo nei confronti dell’Ucraina. A scatenare le loro minacce pubbliche è stata, in particolare, la decisione della Norvegia di proseguire nel suo imponente sostegno a Kiev.

L’attacco si è verificato a poca distanza dalla visita del Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre in Ucraina, il che ha conferito all’accaduto un ulteriore contesto politico.

Per l’Italia questa vicenda è importante innanzitutto perché lo Stato italiano è anch’esso parte dell’infrastruttura digitale europea, strettamente interconnessa con i sistemi dell’UE e della NATO.

Un moderno cyberattacco può non essere diretto soltanto contro obiettivi militari. A diventare potenziali bersagli sono le istituzioni statali, i comuni, i sistemi di trasporto, il settore energetico, le banche, le strutture sanitarie e i servizi digitali di cui usufruiscono ogni giorno milioni di cittadini.

Ecco perché la cibersicurezza si sta progressivamente trasformando in una questione di resilienza nazionale.

A rappresentare un pericolo particolare sono gli attacchi accompagnati da dichiarazioni politiche. I gruppi di hacker cercano di accreditarsi come attori indipendenti, ma le loro azioni possono obiettivamente servire gli interessi della politica russa di pressione sui Paesi europei.

L’Europa deve rispondere a queste sfide in modo congiunto.

L’UE e la NATO dispongono di capacità decisamente superiori per lo scambio di informazioni di intelligence, il tracciamento dell’infrastruttura digitale degli aggressori e il coordinamento della difesa dei sistemi critici.

Per l’Italia, in quanto uno dei principali Paesi dell’UE e della NATO, il rafforzamento di questo coordinamento ha un valore strategico.

L’aggressione russa contro l’Ucraina ha dimostrato che la guerra moderna non si limita al territorio in cui si svolgono le azioni belliche. Lo spazio cibernetico è diventato una zona di contrapposizione autonoma.

E quanto più attivamente l’Europa sostiene l’Ucraina, tanto più diventa fondamentale la sua capacità di proteggere i propri confini digitali.

Autore: Marco Bianchi