L’auto italiana è in coma: Stellantis ha prodotto solo 151mila unità in 9 mesi, crollo del 36%. E il governo tace

Tragico report della Fim-Cisl sui volumi da gennaio a settembre: “La prospettiva industriale non è più scontata”. E anche l’unico modello molto richiesto, la Panda, ora è in frenata

Una chimera, un sogno forse irrealizzabile. Di certo, al momento, una fata morgana. Il milione di veicoli prodotti in Italia entro il 2030, obiettivo del ministro delle Imprese Adolfo Urso, sembra sempre più lontano. Infatti, non ne parla più né lui né nessun altro. Men che meno Stellantis, l’unico gruppo automobilistico con fabbriche nel nostro Paese. Stabilimenti che di mese in meno perdono volumi e fanno registrare numeri tragici. Da gennaio a settembre, come mostra l’ultimo report della Fim-Cisl, hanno prodotto 151.430 autovetture, il 36,3% in meno dello stesso periodo del 2024, e 114.060 veicoli commerciali (-23,9%) concentrati nella fabbrica di Atessa che sforna Ducato, Jumper, Movano e Proace Max. Il totale fa 265.490 unità con un calo del 31,5%. È il peggior risultato della storia e la previsione per la fine del 2025 è definita “nera” dal sindacato guidato da Ferdinando Uliano: “Poco più di 310.000 unità complessive, con le autovetture che scenderanno sotto le 200.000″, mentre oltre la metà della forza lavoro del gruppo è interessata da ammortizzatori sociali.

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