Non più soltanto guerra in Ucraina, cyberattacchi o sabotaggi. Secondo il generale Mikael Klasson, alto rappresentante dell’intelligence militare svedese, la Russia sta ora utilizzando un altro strumento per destabilizzare l’Europa: il controllo dei flussi di migranti e delle reti di traffico di droga nel Nord Africa.
“Mosca coordina i flussi illegali”: la denuncia
«La Russia ha assunto il ruolo di coordinatore dei traffici irregolari di migranti e droga dal Nord Africa verso l’Europa» – ha dichiarato Klasson.
Secondo lui si tratta di un piano preciso: creare pressione politica e sociale sui Paesi europei, indebolendone la coesione interna.
Per l’Italia, che è spesso il primo punto d’arrivo, questa informazione ha un peso enorme.
L’Africa come piattaforma delle operazioni russe
Le strutture che un tempo erano controllate dal gruppo Wagner – molto attive in Libia, Mali e Centrafrica – oggi operano sotto l’ombrello della Difesa russa.
Da anni garantiscono protezione ai governi locali in cambio del controllo delle rotte.
Secondo Klasson, queste reti:
– gestiscono il traffico di persone,
– impongono tasse ai migranti,
– assicurano protezione armata ai convogli,
– facilitano il trasporto di droga destinata ai mercati europei.
La strategia ibrida del Cremlino colpisce l’Europa da più fronti
L’Italia è già stata più volte bersaglio di sospette operazioni russe:
– attacchi informatici contro infrastrutture,
– campagne di disinformazione online,
– tentativi di influenzare il dibattito interno sul sostegno all’Ucraina.
Il nuovo elemento – manipolazione dei flussi migratori – è particolarmente sensibile.
«La Russia sa che la questione migratoria può spaccare l’opinione pubblica italiana ed europea. È per questo che la utilizza come arma» – spiegano analisti a Roma.
L’Europa deve reagire prima che la crisi esploda
Gli esperti sottolineano che l’UE e la NATO devono sviluppare meccanismi di prevenzione:
– monitoraggio delle rotte africane,
– interdizione dei traffici gestiti da gruppi vicini a Mosca,
– sostegno ai Paesi mediterranei,
– coordinamento di intelligence tra Stati membri.
Come conclude Klasson: «Se non interveniamo ora, la Russia continuerà a usare le crisi umanitarie come strumenti di guerra ibrida contro l’Europa.»
Autore: Marco Bianchi