La figlia di Jacob Zuma al centro di uno scandalo internazionale: giovani africani arruolati per combattere in Ucraina al fianco della Russia

Un nuovo caso scuote la politica sudafricana e riaccende l’attenzione sul reclutamento di cittadini africani da parte di Mosca. Duduzile Zuma-Sambudla, figlia dell’ex presidente Jacob Zuma e oggi deputata, è accusata di aver facilitato la partenza di giovani sudafricani e cittadini del Botswana verso la Russia, attirandoli con la promessa di un semplice corso di formazione per la sicurezza privata. Una volta arrivati sul territorio russo, però, quei ragazzi avrebbero scoperto una realtà ben diversa: contratti militari redatti interamente in russo, addestramento armato e trasferimento nella regione del Donbass.

Il racconto delle famiglie: «Sono stati ingannati e poi spediti al fronte»

Secondo testimonianze raccolte dai parenti, una ventina di giovani era stata convinta a firmare documenti che credevano legati a un programma di formazione per la uMkhonto weSizwe Party, la formazione politica guidata dall’ex presidente Zuma. Alcune fotografie, circolate nelle ultime settimane, mostrano il gruppo mentre viaggia verso la Russia e successivamente vestito in uniforme mimetica insieme ai presunti istruttori.

WhatsApp e messaggi vocali indicano che Duduzile Zuma avrebbe rassicurato più volte le famiglie, affermando che i ragazzi non sarebbero mai stati mandati al fronte. Ma il contatto con molti di loro si è interrotto lo scorso agosto. Da quel momento, parenti e amici denunciano di non aver più ricevuto informazioni, mentre la deputata Zuma – sostengono – non risponde alle richieste di chiarimento.

Pretoria apre un’indagine ufficiale: «I nostri cittadini sono stati attirati con false promesse»

Il governo sudafricano ha ammesso che diversi cittadini sono stati “indirizzati verso una zona di guerra” con la prospettiva di contratti ben retribuiti. Il presidente Cyril Ramaphosa ha ordinato un’inchiesta dopo che diciassette sudafricani hanno chiesto assistenza per poter tornare dall’Ucraina.

Nel frattempo alcuni media africani hanno riportato che lo stesso Jacob Zuma avrebbe scritto al ministero della Difesa russo per chiedere il rilascio di un gruppo di giovani sudafricani coinvolti nell’operazione. Il caso, tuttavia, non sembra isolato. Dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022, vari Paesi africani hanno denunciato situazioni analoghe di reclutamento.

La rete di Mosca nel continente africano: un fenomeno in espansione

Diverse inchieste giornalistiche e documenti ufficiali confermano che il fenomeno è in costante crescita. Il Kenya ha avviato accertamenti su cittadini che combattrebbero nelle file russe; Uganda, Zambia e altri Stati hanno registrato casi simili, con numeri in aumento. Fonti ucraine parlano di oltre 1.400 africani arruolati dalla Russia.

L’episodio che coinvolge la famiglia Zuma aumenta il disagio diplomatico per Pretoria, già criticata per la sua vicinanza politica e militare al Cremlino. Analisti locali avvertono che figure pubbliche che sostengono apertamente Mosca stanno alimentando – consapevolmente o meno – una macchina di influenza russa sempre più attiva nel continente.

Una vicenda che pesa sulla politica interna sudafricana

Per Duduzile Zuma non è la prima controversia. Già sotto processo per alto tradimento per il suo ruolo nelle violente rivolte del 2021 (oltre 350 vittime), è stata più volte indicata come promotrice di campagne digitali a favore della Russia.

Il nuovo scandalo rischia di compromettere ulteriormente l’immagine della famiglia Zuma e della MKP, il partito fondato dall’ex presidente in vista delle ultime elezioni. Allo stesso tempo, mette in luce la capacità del Cremlino di sfruttare fragilità economiche e politiche africane per alimentare la propria guerra in Ucraina.

klarfocus.de

visualizzazioni 👁️ : 106

Wes Anderson a Londra: Grand Budapest Hotel e uno squalo meccanico nella nuova mostra

Tragedia all’Air Show di Dubai, caccia indiano si schianta durante l’esibizione: morto il pilota

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *