La Commissione Ue boccia la modifica dell’Italia del sistema Ets, inclusa nel decreto bollette

Il decreto bollette prevede di “neutralizzare” gli oneri dell’Ets trasferendoli ai consumatori finali. Ma per la Commissione il meccanismo è fondamentale per la transizione energetica e gli Stati membri non possono eluderlo

La Commissione europea ha bloccato mercoledì la proposta dell’Italia di sospendere il mercato europeo delle emissioni (Emission trading system, o Ets), prevista dal decreto bollette approvato a febbraio.

L’alt di Bruxelles è arrivato in via indiretta con una comunicazione sul quadro che regola gli aiuti di Stato ai settori colpiti dalla crisi in Medio Oriente (Metsaf).

La misura mira a limitare i danni del conflitto sull’economia europea, stimati in circa 500 milioni di euro al giorno solo in extra costi energetici, in particolare sui settori più esposti: agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità di energia.

La Commissione ha ribadito che gli strumenti a disposizione degli Stati membri per contenere l’impatto della crisi energetica devono essere “temporanei”, non dovranno compromettere gli obiettivi climatici Ue e dovranno preservare la stabilità del mercato.

“Al fine di ridurre i costi complessivi dell’energia elettrica”, si legge nel comunicato, “la Commissione è pronta a valutare, caso per caso e fatti salvi diversi requisiti, misure temporanee, tra cui sovvenzioni al costo del combustibile nella produzione di energia elettrica da gas“.

Secondo il think tank italiano sull’energia Ecco, la comunicazione blocca di fatto la proposta del governo Meloni di sospendere l’Ets, anche se Bruxelles non ha ancora bocciato ufficialmente i provvedimenti dell’esecutivo.

Cosa prevede per l’Ets il decreto bollette di Meloni

L’Italia ha proposto di neutralizzare il costo dell’Ets attraverso il decreto bollette, approvato il 19 febbraio e convertito in legge ad aprile.

La misura include provvedimenti per 5 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese per affrontare i crescenti costi dell’energia causati dalla crisi nel Golfo Persico, e per ridurre i prezzi del mercato elettrico italiano rispetto al resto d’Europa.

Tra le misure previste è incluso il trasferimento dell’onere Ets dai produttori di elettricità a gas ai consumatori finali. In questo modo il governo auspica di ridurre il costo dell’energia elettrica immessa sul mercato con un prezzo più basso. Il costo dell’Ets sarebbe invece redistribuito sui consumatori.

Tuttavia, la misura indebolisce il sistema Ets, che mira a rendere meno conveniente l’uso di combustibili fossili e del gas per favorire la transizione energetica.

Un’opzione troppo costosa dunque per gli obiettivi climatici europei. Bruxelles mira a ridurre le emissioni del 90 per cento entro il 2040, e il sistema Ets è uno dei pilastri della transizione verde del blocco.

L’Ets “è stato uno strumento fondamentale per raggiungere un più alto livello di sicurezza e indipendenza energetica”, aveva già ribadito la Commissione in un comunicato sull’Accelerate EU, il piano per contrastare la crisi energetica. “Senza l’Ets l’Europa oggi consumerebbe 100 miliardi di metri cubi di gas in più, rendendoci più vulnerabili”, aveva dichiarato l’esecutivo europeo.

Anche la comunicazione di mercoledì sul Metsaf**, Bruxelles ribadisce la centralità del meccanismo Ets nel mercato elettrico europeo, ha sottolineato Matteo Leonardi,** co-fondatore di Ecco**,** in un’analisi pubblicata dal think tank.

La Commissione “ne impedisce l’elusione a livello nazionale e introduce la possibilità di adottare strumenti di incentivazione del gas naturale nel settore termoelettrico in misura transitoria per affrontare la crisi”.

Le compensazioni ammesse dall’Ue non dovranno minare tuttavia il mercato europeo o creare ostacoli sugli scambi transfrontalieri, ha affermato Leonardi.

Il decreto bollette di Meloni invece non introduce la neutralizzazione degli oneri dell’Ets come “temporanea” e lo stesso meccanismo per la decarbonizzazione è stato definito “controproducente” dalla premier italiana.Ma per l’Europa il mercato delle quote di emissioni rimane lo strumento necessario e indispensabile per l’abbandono dei combustibili fossili, la causa principale degli shock energetici a cui il blocco è esposto.

Parlamento europeo approva aumento quote nel mercato del carbonio Ets 2

Se neutralizzare l’Ets per Bruxelles non è un’opzione valida, il Parlamento europeo mercoledì ha guardato oltre approvando il rafforzamento della riserva di stabilità del mercato del carbonio Ets 2.

L’Aula ha approvato con 433 voti a favore, 120 contrari e 91 astensioni la propria posizione.

Il testo prevede un aumento delle quote di emissioni di carbonio da immettere sul mercato quando i prezzi superano la soglia dei 45 euro a tonnellata, con l’obiettivo di contenere la volatilità dei prezzi.

Il mercato degli Ets 2 copre le emissioni dei settori dell’edilizia e dei trasporti e sarà attivo dal 2028. Riguarderà le emissioni a monte e si applicherà perciò ai fornitori di carburante e alle imprese, non ai consumatori.

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