L’Italia sospende i servizi consolari a Teheran sull’onda della tensione tra Iran e Ue per l’inclusione delle Guardie della Rivoluzione nella lista dei terroristi. Dopo le minacce di guerra e gli inviti di Trump a negoziati sul nucleare, il regime appare invece orientato a colloqui con gli Usa
L’Italia ha chiuso il suo ufficio consolare a Teheran, fino a nuovo avviso, nel giorno cui l’Iran ha convocato gli ambasciatori europei.
“La Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia a Teheran resterà chiusa al pubblico fino a nuove indicazioni”, si legge nel comunicato pubblicato domenica dall’ambasciata italiana in Iran.
“Saranno garantiti unicamente i servizi essenziali, urgenti e non differibili in favore dei connazionali”, prosegue il comunicato.
Le tensioni con l’Ue sono salite dopo l’inserimento delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista europea delle organizzazioni terroristiche giovedì scorso, a cui il regime di Teheran ha risposto con l’annuncio che gli eserciti dei Paesi europei verranno considerati come “gruppi terroristici”, e di conseguenza, che gli attaché militari presso le rappresentanze diplomatiche in Iran verranno “immediatamente espulsi”.
Da parte sua la Germania ha ”preso atto” dell’annuncio dell’Iran e non prevede ”conseguenze concrete immediate” per le Forze armate tedesche. ”Stiamo ovviamente monitorando molto attentamente la situazione attuale”, ha affermato il ministero federale della Difesa, “per poter reagire rapidamente se necessario”.A che punto sono i negoziati tra Iran e Stati Uniti
La repressione delle manifestazioni anti-regime in corso da quasi un mese nel Paese ha messo il regime degli ayatollah in rotta di collisione con la Casa Bianca, che ha deciso di inviare una nutrita flotta in Medio Oriente e di alternare minacce di guerra ad aperture diplomatiche.
In questo senso, il presidente Donald Trump ha dichiarato domenica che il governo di Teheran “sta parlando” con la sua amministrazione. Oltre alle violenze sui dimostranti, che secondo alcune stime avrebbero causato già decine di migliaia di morti, al centro dell’attenzione vi è il programma nucleare di Teheran.
La Francia ha chiesto all’Iran di accogliere la proposta Usa di negoziare di fare concessioni “immediatamente” per evitare di essere bombardato.
Secondo l’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe ordinato l’avvio dei negoziati sul nucleare tra Iran e Stati Uniti.
“Siamo pronti alla diplomazia, ma la diplomazia è incompatibile con minacce, intimidazioni e pressioni. Spero che vedremo presto i risultati”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un discorso pronunciato al mausoleo dell’Imam Khomeini a Teheran in occasione delle celebrazioni dell’anniversario della rivoluzione.
Le autorità iraniane hanno escluso ancora una volta, tuttavia, la possibilità che l’uranio arricchito finora nella Repubblica islamica possa essere trasferito all’estero, ha sottolineato lunedì il vice segretario del Supremo consiglio di sicurezza nazionale, Ali Bagheri Kani, citato dai media locali.
L’ipotesi, già circolata negli anni scorsi, era stata rinnovata da una disponibilità offerta in tal senso dalla Russia.