Impennata da 20 miliardi di euro del valore delle compagnie petrolifere russe dall’inizio del conflitto con l’Iran

Le azioni di Rosneft sono quelle che hanno registrato la maggiore impennata, con un aumento del valore di mercato della società di oltre 1.000 miliardi di rubli dal 27 febbraio. La situazione potrebbe avere un impatto positivo sul bilancio russo, ma, secondo gli esperti, non determinante

Il valore azionario delle aziende petrolifere russe è in forte crescita dall’unizio della guerra in Iran, anche grazie all’estrema volatilità dei prezzi energetici determinata dall’atmosfera di incertezza sulla tenuta della regolarità dei flussi di approvigionamento degli idrocarburi.

Dall’inizio delle ostilità, il 27 febbraio, la capitalizzazione totale dei giganti petroliferi russi Rosneft, Lukoil, Gazprom Neft, Surgutneftegaz e Tatneft è aumentata di 1,969 trilioni di rubli, pari a 25 miliardi di dollari al cambio attuale, secondo i dati di borsa.

Secondo il giornale Moscow Times, i titoli della Rosneft sono saliti del 25 per cento in una settimana e mezzo, aumentando il valore di mercato della società di 1,045 trilioni di rubli. “Lukoil è salita di prezzo del 10,2 per cento, la Gazprom Neft dell’11 e Tatneft del 20%.

I principali produttori di petrolio hanno tagliato le forniture, con i mercati traumattizzati dai timori di prolungate interruzioni del trasporto marittimo a causa della crescente guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran, scrive la Reuters.

Inoltre, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha temporaneamente revocato il divieto di acquistare petrolio russo per l’India per trenta giorni. Allo stesso tempo, l’India potrà acquistare solo il petrolio russo già in mare.

Le montagne russe del prezzo del greggio

In seguito, il prezzo del petrolio degli Urali è salito a 60 dollari al barile. Solo due mesi fa, il suo valore era sceso a 40 dollari a causa della riduzione forzata della produzione e dell’invenduto di decine di milioni di barili di petrolio russo alla deriva in mare.

Secondo l’analista di Freedom Finance Global, Vladimir Chernov, le compagnie petrolifere russe possono contare su entrate aggiuntive. A suo avviso, per le compagnie petrolifere russe, che l’anno scorso hanno dovuto affrontare un calo dei profitti di 2-3 volte e alla fine dell’anno hanno dovuto pompare petrolio in perdita in metà dei loro giacimenti, questo significa “un notevole miglioramento della situazione dei prezzi”.

Secondo Janis Kluge, esperto dell’Istituto tedesco per i problemi di sicurezza internazionale, l’abolizione delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo non avrà alcun effetto sul problema del deficit e si limiterà a regalare a Vladimir Putin miliardi di dollari.

Anche per il bilancio pubblico russo, che ha iniziato l’anno con un preoccupante calo delle entrate provenienti dall’export di greggio e gas, la situazione potrebbe migliorare, prevede la banca russa Alfa Bank.

Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022, gli Stati Uniti, l’Unione Europea e i loro alleati hanno imposto sanzioni su larga scala contro Mosca. Anche le grandi aziende russe come Rosneft, Lukoil e Surgutneftegaz, sono state sottoposte a restrizioni.

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