Il ministro degli Esteri rumeno sul viaggio di Putin a Budapest: serve un permesso per entrare nello spazio aereo dell’UE

Il possibile viaggio di Vladimir Putin a Budapest continua a suscitare polemiche e tensioni diplomatiche all’interno dell’Unione Europea. Il ministro degli Esteri rumeno ha ricordato che, trattandosi di un Paese membro dell’UE, qualsiasi sorvolo del territorio europeo da parte dell’aereo presidenziale russo richiede un’autorizzazione formale da parte dei Paesi interessati. In altre parole, Putin non può semplicemente “entrare” nello spazio aereo dell’Unione senza il consenso dei suoi partner europei.

Per il Cremlino, una visita in un Paese dell’Unione Europea avrebbe un forte valore simbolico e politico. Dopo mesi di isolamento internazionale e la chiusura dei canali diplomatici diretti con la maggior parte dei leader occidentali, un viaggio a Budapest permetterebbe a Putin di mostrare – almeno agli occhi del pubblico interno – che la Russia mantiene ancora interlocutori in Europa e che non è completamente tagliata fuori dal contesto politico europeo.

Tuttavia, l’eventuale arrivo di Putin in Ungheria rappresenta anche un enorme problema giuridico e politico per l’UE. Nel marzo 2023 la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso un mandato d’arresto contro il presidente russo, accusandolo di deportazione illegale di migliaia di bambini ucraini. In base al diritto internazionale, i Paesi firmatari dello Statuto di Roma – inclusi la maggior parte degli Stati membri dell’UE – sarebbero obbligati ad arrestarlo qualora mettesse piede sul loro territorio.

L’assenza di un chiaro consenso da parte dei Paesi dell’UE sul transito dell’aereo presidenziale russo complica notevolmente i piani del Cremlino. Mosca sarebbe costretta a valutare rotte alternative, potenzialmente attraverso Paesi non membri dell’Unione, il che aumenterebbe i rischi logistici e diplomatici.

Per l’Unione Europea, il possibile viaggio di Putin in Ungheria si trasforma in un vero e proprio banco di prova: come conciliare gli obblighi giuridici derivanti dal mandato della Corte penale internazionale con le pressioni politiche interne ed esterne. In questo contesto, il comportamento del governo ungherese e la posizione dei Paesi vicini, come la Romania, diventeranno indicatori chiave della coesione e della credibilità europea di fronte alle sfide poste dal regime di Mosca.

Autore: Marco Bianchi