Teheran non cede su programma missilistico. Araghchi: a Muscat il primo round “positivo”, ma se ci attaccano, sarà guerra regionale. Trump: presto un altro incontro. Ma Israele punta all’attacco armato: dovremo fare qualcosa di grande
Teheran: “Dialogo positivo con Usa, auspichiamo nuovo round negoziati”
L’Iran auspica una prossima ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti, ma ribadisce i punti giudicati imprescindibili, per esempio la posizione sul nucleare, e punta l’indice contro qualsiasi attacco americano. “I colloqui di venerdì si sono svolti in un’atmosfera molto positiva” e sono stati “un buon inizio”, ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, spiegando di avere concordato con Washington di “tenere presto” una nuova sessione di colloqui. Tuttavia, il capo della diplomazia iraniana ritiene che ci sia “ancora molta strada da fare per instaurare un clima di fiducia” e ha ribadito che “l’arricchimento nucleare è un nostro diritto inalienabile e deve continuare”, pur aggiungendo di “essere pronto a un accordo che rassicuri gli Stati Uniti su questo tema”.
Inoltre, “la questione dei missili non potrà mai essere negoziata perché si tratta di una questione di difesa”. Araghchi ha precisato che i colloqui con gli Stati Uniti hanno riguardato solo la questione nucleare, come richiesto da Teheran, mentre Washington chiedeva che fossero affrontati anche il sostegno dell’Iran a vari gruppi armati ostili a Israele e il suo programma missilistico balistico. Il presidente americano Donald Trump ha parlato di discussioni “molto positive”, affermando che proseguiranno “all’inizio della prossima settimana”. Tuttavia, pur accogliendo con favore i colloqui, il presidente americano non allenta la pressione su Teheran, minacciando nuove sanzioni e firmando un decreto che autorizza l’imposizione di dazi doganali supplementari fino al 25% ai Paesi che continuano a commerciare con l’Iran.