Le star contro l’ICE e Trump. Cinque statuette a Kendrick Lamar. Premiati il Dalai Lama e Steven Spielberg. Omaggio a Ozzy Osbourne. Tutti i premi
La 68esima edizione dei Grammy Awards, alla Crypto.com Arena di Los Angeles, si è trasformata in un potente palcoscenico di rivendicazione politica: la celebrazione dell’eccellenza musicale si è intrecciata con dure critiche alle politiche migratorie dell’amministrazione Trump sfociate nel sangue in Minnesota con l’uccisione di due persone da parte degli agenti dell’ICE.
Il clima teso è apparso evidente fin dal tappeto rosso, per poi esplodere sul palco principale quando diversi protagonisti della serata hanno trasformato i discorsi di accettazione in atti d’accusa.Il Grammy per la miglior canzone dell’anno è andato a Billie Eilish con “Wildflower”.
La cantante ha lanciato dal palco un messaggio a favore degli immigrati, bersaglio del governo Trump. “Nessuno è illegale su una terra rubata” ai nativi americani. Il suo messaggio ha scatenato l’ovazione della platea della arena di Los Angeles. “Dobbiamo continuare a combattere e a far sentire la nostra voce e protestare, le nostre voci contano e la gente conta”, ha concluso tra gli applausi.
Ovazione anche per Bad Bunny. Ricevendo il premio per il miglior album di musica urbana con “Debí Tirar Más Fotos,”, l’artista portoricano ha pronunciato il messaggio forse più incisivo della notte, chiedendo esplicitamente di “mettere fuori” l’ICE, la polizia dell’immigrazione. “Non siamo selvaggi. Non siamo animali. Non siamo stranieri. Siamo umani e siamo americani”, ha detto dal microfono, esortando la platea a non lasciarsi contaminare dall’odio.
Bad Bunny, figura di spicco del reggaeton e della trap latina, è il primo cantante a vincere il Grammy Award per l’album dell’anno con un disco in spagnolo. “Debi Tirar Mas Fotos” da’ ampio spazio ai ritmi tradizionali di Porto Rico, da dove proviene l’artista, ed evoca la colonizzazione dell’isola caraibica, sotto la giurisdizione americana dal 1898. Il cantante 31enne ha battuto diversi pesi massimi dell’industria musicale americana, a cominciare dal rapper Kendrick Lamar e dalla popstar Lady Gaga.A fargli eco è stata Gloria Estefan, che nel celebrare il suo quinto Grammy per il miglior album Latin tropical ha confessato ai microfoni della stampa di “non riconoscere più il proprio Paese” e ha invitato i latinoamericani ad “alzare la voce” contro politiche definite apertamente “disumane”.
Anche Kehlani, premiata per la migliore performance R&B con “Folded”, ha indossato una spilla con la scritta “ICE Out” e ha invocato l’unità dei colleghi: “Spero che tutti si sentano ispirati a unirsi come comunità di artisti e a parlare apertamente contro ciò che sta accadendo”.
Sulla stessa linea Shaboozey, vincitore per la performance country di gruppo con “Amen”, ha voluto dedicare il premio agli immigrati che “hanno costruito questo Paese, letteralmente”.
Anche il conduttore dei Grammy, Trevor Noah, ha tirato l’attesa stoccata al presidente Trump: “Ogni artista vuole vincere un Grammy quanto Trump vuole la Groenlandia, visto che l’isola di Epstein non c’è più e a lui ne serve un’altra”.Sul fronte dei record storici, Kendrick Lamar ha consolidato il suo mito vincendo il premio per il miglior album rap con “GNX”. Con questo riconoscimento, il rapper ha raggiunto quota 26 Grammy in carriera, superando ufficialmente il primato di Jay-Z. “È un onore essere qui. L’hip-hop sarà sempre qui. Continueremo a portare la cultura con noi”, ha dichiarato con solennità.
Un altro momento storico è stato segnato da Steven Spielberg, che grazie alla vittoria per il miglior film musicale con “Music by John Williams” è entrato nell’esclusivo club degli EGOT, gli artisti che hanno vinto almeno un Emmy, un Grammy, un Oscar e un Tony.
La categoria miglior debutto ha visto la vittoria della britannica Olivia Dean, che ha scalato le classifiche con “Man I Need” battendo una concorrenza agguerrita che includeva Alex Warren e Addison Rae.
Ma uno dei passaggi più singolari della cerimonia è stato la vittoria del Dalai Lama per il miglior audiolibro con “Meditations”, premio ritirato dal cantautore Rufus Wainwright che ha scherzato dicendo: “Io non sono il Dalai Lama, ma è stato un privilegio partecipare a questo progetto”.
L’atmosfera in sala è stata ulteriormente scossa dal conduttore Trevor Noah, che ha annunciato l’assenza di Nicki Minaj — la cui recente vicinanza a Donald Trump ha suscitato una fragorosa reazione da parte della platea.
Tra gli altri vincitori di rilievo figurano i Cure, premiati per “Songs of a Lost World”, e il duo composto da Cynthia Erivo e Ariana Grande per “Defying Gravity”, a suggello di una notte che ha confermato come i Grammy restino non solo lo specchio dell’industria discografica ma anche un luogo del dibattito civile americano.L’omaggio a Ozzy
Yungblud ha vinto il suo primo Grammy per la miglior performance rock grazie alla sua cover di “Changes” dei Black Sabbath (live da Villa Park), eseguita durante l’ultimo concerto di Ozzy Osbourne. Il Principe delle Tenebre, scomparso lo scorso 22 luglio 2025 all’età di 76 anni, è stato omaggiato da Slash, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers e Post Malone. I musicisti, insieme a Duff McKagan (Guns N’ Roses) e Andrew Watt, hanno interpretato “War Pigs”. Poco dopo, il palco è stato preso da Lauryn Hill, che ha fatto da cerimoniera per rendere omaggio al cantante R&B D’Angelo e a Roberta Flack, con diversi artisti che hanno preso il microfono per interpretare alcuni dei loro successi più popolari. L’omaggio a D’Angelo ha visto l’esecuzione dei brani “Africa”, interpretato da Jon Batiste, e “Brown Sugar”, con Lucky Daye. L’omaggio a Flack, invece, ha visto la partecipazione di John Legend e Chaka Khan, che hanno cantato “Where Is The Love”, e Hill ha fatto lo stesso insieme al suo compagno dei Fugees Wyclef Jean con il brano “Killing Me Softly With His Song”, tra gli altri ospiti. Pharrell Williams ha ricevuto il Dr. Dre Global Impact Award. “A tutti coloro che sono in questa stanza e credono nel potere della musica nera”, ha detto, “grazie di cuore”. E a Cher è stato conferito il Lifetime Achievement Award 2026. “L’unica cosa che voglio che voglio solo dirvi: non rinunciate mai ai vostri sogni”, ha detto la cantante.
“Golden” da KPop Demon Hunters ha vinto il premio per miglior canzone scritta per un prodotto audiovisivo durante la Premiere Ceremony, segnando la prima volta in cui un artista K-pop ha vinto un Grammy. Gli autori hanno tenuto il loro discorso di ringraziamento sia in inglese sia in coreano, sottolineando il carattere bilingue del brano.I look
Dalle piume di Lady Gaga all’abito “topless” di Chapelle Roan, Heidi Klum in plastica, Justin Bieber in boxer, Billie Eilish scolaretta: tra citazioni e nonsense anche quest’anno gli scatti dal red carpet sono tutti da sfogliare.Tutti i premi
Canzone dell’anno – Billie Eilish – “Wildflower”
Registrazione dell’anno – Kendrick Lamar feat. SZA – “Luther”
Album dell’anno – Bad Bunny – “Debí Tirar Más Fotos”
Miglior artista emergente – Olivia Dean
Miglior album pop vocale – Lady Gaga – “Mayhem”
Miglior performance pop solista – Lola Young – “Messy”
Miglior performance pop duo/gruppo – Cynthia Erivo & Ariana Grande – “Defying Gravity”
Miglior registrazione dance/elettronica – Tame Impala – “End Of Summer”
Miglior album dance/elettronico – FKA Twigs – “Eusexua”
Miglior registrazione dance/pop – Lady Gaga – “Abracadabra”
Miglior album pop vocale tradizionale – Laufey – “A Matter Of Time”
Miglior album pop latino – Natalia Lafourcade – “Cancionera”
Miglior album di música urbana Bad Bunny – “DeBÍ TiRAR MáS FOToS”
Miglior performance rock Yungblud feat. Nuno Bettencourt, Frank Bello, Adam Wakeman, II – “Changes (Live From Villa Park) Back To The Beginning”
Miglior canzone rock – Nine Inch Nails – “As Alive As You Need Me To Be”
Miglior album rock – Turnstile – “Never Enough”
Miglior album alternative – The Cure – “Songs Of A Lost World”
Miglior performance alternative – The Cure – “Alone”
Miglior performance metal Turnstile – “Birds”
Miglior performance rap – Clipse, Pusha T & Malice feat. Kendrick Lamar & Pharrell Williams – “Chains & Whips”
Miglior performance rap melodica – Kendrick Lamar con SZA – “Luther”
Miglior canzone rap – Kendrick Lamar feat. Lefty Gunplay – “TV Off”
Miglior album rap – Kendrick Lamar – “GNX”
Miglior performance country solista – Chris Stapleton – “Bad As I Used To Be”
Miglior performance country duo/gruppo – Shaboozey & Jelly Roll – “Amen”
Miglior canzone country – Tyler Childers – “Bitin’ List”
Miglior album country contemporaneo – Jelly Roll – “Beautifully Broken”
Miglior performance R&B – Kehlani – “Folded”
Miglior canzone R&B – Kehlani – “Folded”
Miglior album R&B – Leon Thomas – “Mutt”
Miglior performance di musica africana – Tyla – “Push 2 Start”
Producer of the Year, Non-Classical – Cirkut (Lady Gaga, Rosé, Jade)
Songwriter of the Year, Non-Classical – Amy Allen (Rosé, Jennie, Sabrina Carpenter)
Best comedy album – Nate Bargatze – “Your Friend, Nate Bargatze”
Best compilation soundtrack for visual media – “Sinners” – Various artists
Best score soundtrack for visual media (includes film and television) – Ludwig Göransson – “Sinners”
Best score soundtrack for video games and other interactive media – Austin Wintory – “Sword of the Sea”
Best song written for visual media – Huntr/x – “Golden” (from “K-Pop Demon Hunters”)
Best audiobook narration – Dalai Lama – “Meditations: The Reflections Of His Holiness The Dalai Lama”
Best music video – Doechii – “Anxiety”
Best music film – John Williams – “Music by John Williams”
Miglior album jazz vocale – Samara Joy – “Portrait”
Miglior album jazz strumentale – Sullivan Fortner feat. Peter Washington e Marcus Gilmore – “Southern Nights”
Miglior album jazz alternativo – Nate Smith – “Live-Action”
Miglior performance jazz – Chick Corea, Christian McBride e Brian Blade – “Windows (Live)”
Miglior album di teatro musicale – “Buena Vista Social Club”
Miglior registrazione operistica – Heggie – “Intelligence”, Kwamé Ryan direttore
Miglior performance orchestrale – Messiaen – “Turangalîla-Symphonie”, Andris Nelsons direttore