Fast fashion e usato: l’Italia risparmia con stile

Negli ultimi anni, e in particolare nel 2025, si è registrata in Italia un’impennata negli acquisti legati al fast fashion e al mercato dell’usato. Complice un clima di incertezza economica, l’aumento del costo della vita e una crescente sensibilità verso la sostenibilità, sempre più italiani, soprattutto giovani, scelgono capi low cost o di seconda mano per rinnovare il proprio guardaroba senza svuotare il portafoglio.

Secondo un recente sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli per Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori), quasi il 60% dei consumatori italiani ammette di acquistare almeno un capo di abbigliamento fast fashion ogni mese. Ma il dato che sorprende è quello relativo all’usato: un italiano su tre afferma di aver comprato nell’ultimo anno almeno un prodotto “pre-loved”, ovvero già utilizzato da altri. La motivazione? Il 47% cita il risparmio, il 29% l’originalità dei capi, e un buon 24% lo fa per ridurre l’impatto ambientale del proprio stile di vita.

Il canale privilegiato resta l’online: app e piattaforme come Vinted, Depop, e anche i marketplace generalisti come Subito o Facebook Marketplace registrano numeri in costante crescita. Ma anche nei centri urbani stanno tornando di moda i mercatini vintage e i negozi second hand ben curati, che attirano una clientela sempre più variegata: non solo hipster e collezionisti, ma anche famiglie e professionisti.

Non manca però chi solleva dubbi sul fast fashion: dietro i prezzi bassi spesso si nascondono condizioni di lavoro precarie e un modello produttivo insostenibile. Alcuni brand, tuttavia, stanno cercando di coniugare accessibilità e rispetto dell’ambiente, puntando su materiali riciclati e filiere certificate.

Anche la generazione Z – i nati tra la fine degli anni ‘90 e il 2010 – sembra aver abbracciato questo nuovo paradigma. Per loro, acquistare usato non è solo una scelta economica, ma anche un modo per distinguersi, essere “green” e raccontare la propria identità attraverso uno stile unico e fuori dagli schemi.



Il boom del fast fashion e del second hand in Italia è lo specchio di un’epoca che cambia. In bilico tra desiderio di novità, necessità di risparmio e coscienza ecologica, gli italiani stanno reinventando il concetto di moda: meno status, più scelta consapevole. E forse anche più autentica.

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