Il ministro francese degli Esteri Jean‑Noël Barrot illustra la strategia di Parigi tra evacuazione di cittadini, rafforzamento delle squadre consolari e sostegno ai Paesi alleati nel contesto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente
Proteggere i cittadini francesi, gli interessi strategici e i partner nella regione rimane la principale priorità per la Francia nel contesto dell’attuale escalation del conflitto in Medio Oriente. Lo ha ribadito Jean‑Noël Barrot, ministro degli Affari esteri e dell’Europa, durante un’intervista rilasciata martedì 3 febbraio a BFMTV‑RMC.
Barrot ha confermato che il governo sta preparando voli di evacuazione destinati alle persone più vulnerabili presenti nei Paesi del Medio Oriente colpiti dalla guerra, “affinché possano, se necessario, beneficiarne”. Anche se non ha fornito un numero preciso di posti o passeggeri coinvolti, ha spiegato che l’elenco sarà definito dalle sedi diplomatiche in base alle esigenze.
Rientro dei cittadini francesi e registrazione
Il ministro ha sottolineato che la Francia sta organizzando il rientro dei propri cittadini, stimati in circa 400.000 tra residenti e visitatori nei 13 Paesi colpiti, tramite il programma di registrazione diplomatico chiamato “Filo di Arianna”. Ha esortato chi non l’avesse ancora fatto a registrarsi per poter essere localizzato e assistito dalle autorità.
Barrot ha inoltre ricordato le difficoltà legate alle chiusure di spazi aerei da parte di molti Stati coinvolti nella crisi, rendendo complicato l’utilizzo dei voli commerciali.
Per questo, ha citato l’istituzione di squadre consolari alle frontiere terrestri tra Israele, Egitto e Giordania, per facilitare l’uscita via terra e il successivo rientro in Francia.
Sicurezza e cooperazione internazionale
Il ministro non ha chiesto un’evacuazione immediata di tutti i cittadini francesi, per non alimentare ulteriori tensioni: “La priorità è la sicurezza dei nostri cittadini e dei nostri interessi, ma anche la riduzione della tensione il più rapidamente possibile”.
La Francia, infatti, ha espresso anche la propria solidarietà con i partner regionali. Parigi si è detta pronta a difendere i Paesi del Golfo e la Giordania se necessario, in base agli accordi di difesa e al principio di autodifesa collettiva previsto dal diritto internazionale -citando, tra gli altri, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania.
In alcune basi militari nel Golfo, i caccia Rafale della Francia sono stati impiegati per operazioni di sicurezza aerea sulle installazioni nazionali, per assicurare protezione alle truppe e alle infrastrutture francesi nella regione.
Critiche e cooperazione internazionale
Il titolare della Farnesina francese ha anche invitato alla de‑escalation del conflitto, criticando le mancate consultazioni all’Onu precedenti ad alcune operazioni militari e invitando l’Iran a cessare gli attacchi e ad avviare negoziati politici per stabilizzare la regione.
In parallelo, la Cina ha sollecitato un dialogo con la Francia per allentare le tensioni, sottolineando l’importanza di un ruolo comune nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.