Si tratta di “un conflitto che da oltre quattro anni dal suo inizio continua a registrare livelli di violenza che l’Europa non conosceva dalla fine della Seconda guerra mondiale”
“Sta tornando attuale la minaccia atomica che avevamo relegato ai libri di storia“. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle Commissioni di Esteri e Difesa di Camera e Senato parlando della guerra fra Russia e Ucraina. Il ministro ha spiegato che quando il conflitto terminerà, l’Europa “dovrà confrontarsi con gli effetti della guerra: finanziari, energetici, con il grande numero di ex combattenti da reintegrare, con la ricostruzione dell’Ucraina”.
Si tratta, così il ministro della difesa, di un “Paese resiliente ma provato, e della stessa Russia”.
Con la guerra, in totale “2 milioni di morti entro fine anno”
“Le stime disponibili in relazione alla guerra tra Ucraina e Russia indicano che il numero totale tra morti e feriti tra le parti coinvolte potrebbe avvicinarsi a 2 milioni entro la fine dell’anno, oltre mille al giorno sul lato russo”, così il ministro: “Si tratta di dati difficili da verificare in modo definitivo ma sufficienti da rappresentare l’intensità dello scontro e le sue conseguenze sul lungo periodo – ha spiegato Crosetto sottolineando che si tratta di “un conflitto che da oltre quattro anni dal suo inizio continua a registrare livelli di violenza che l’Europa non conosceva dalla fine della Seconda guerra mondiale”.
Con la guerra, in totale “2 milioni di morti entro fine anno”
“Le stime disponibili in relazione alla guerra tra Ucraina e Russia indicano che il numero totale tra morti e feriti tra le parti coinvolte potrebbe avvicinarsi a 2 milioni entro la fine dell’anno, oltre mille al giorno sul lato russo”, così il ministro: “Si tratta di dati difficili da verificare in modo definitivo ma sufficienti da rappresentare l’intensità dello scontro e le sue conseguenze sul lungo periodo – ha spiegato Crosetto sottolineando che si tratta di “un conflitto che da oltre quattro anni dal suo inizio continua a registrare livelli di violenza che l’Europa non conosceva dalla fine della Seconda guerra mondiale”.