Cisgiordania, Israele arresta decine di volontari umanitari. Inclusi due italiani

Un’ottantina di stranieri malmenati ed espulsi. Aiutavano i palestinesi nella raccolta delle olive vicino Betlemme. Tra loro anche padre e figlio di Bolzano.

Sono stati malmenati, trattenuti per 24 ore con l’accusa di terrorismo ed espulsi. 

È accaduto tra gli altri a Manuel Tartarotti, bolzanino di 35 anni, che assieme al padre Alberto è stato arrestato dall’esercito israeliano vicino a Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania: “Ci hanno bendati e caricati su un furgone militare. Sono stato picchiato, ho avuto paura”. Manuel racconta al quotidiano altoatesino Salto di essere stato trasportato in una base militare a Hebron, interrogato, schedato con impronte e DNA e tenuto ammanettato con il padre fino alla notte.

I due italiani si trovavano in Cisgiordania per consegnare i fondi raccolti in Italia a Youth of Sumud, l’associazione di volontariato che nel 2024 ha vinto il Premio Langer per la resistenza nonviolenta palestinese nell’area a sud di Hebron.

Per la polizia israeliana i due sono sospettati di ingresso illegale in una zona militare e di “affiliazione” con l’organizzazione al-Haq, considerata terroristica da Israele. Secondo Manuel “l’obiettivo è scoraggiare gli internazionali che arrivano nel periodo della raccolta delle olive e mandarli via per sempre”. Per entrambi è scattato il divieto di ingresso in Israele per dieci anni.

In un clima teso a pochi giorni dalle elezioni, si intensificano le violenze dei coloni israeliani contro i palestinesi impegnati nella stagionale raccolta delle olive. Violenze che coinvolgono anche giornalisti, come la fotografa del Washington Post Heidi Levine, presa a calci e derubata, diplomatici europei (tra cui il console francese a Gerusalemme), Brad Lander (candidato democratico al Congresso americano e critico del governo Netanyahu) e attivisti come Manuel e suo padre Alberto.

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