La benzina a 2,155 euro e il gasolio a 2,335. Il presidente di Confindustria: “Rischiamo il deserto industriale”. L’Italia spera di uscire dalla procedura d’infrazione UE per deficit eccessivo
Nonostante la frenata del prezzo del petrolio, continua lenta ma inesorabile la salita dei prezzi dei carburanti che aggiornano nuovi massimi: secondo il ministero delle Imprese il prezzo medio della benzina ha infatti toccato i 2,155 euro al litro e il gasolio addirittura 2,335, con prezzi circa dieci centesimi più alti in autostrada.
Prezzi difficilmente sostenibili, a cui presto si sommeranno i rincari di gas ed energia elettrica.
Non stupisce quindi che dal mondo delle imprese, per bocca del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, arrivi un appello drammatico: “Intervenire subito o si rischia il deserto industriale”.
Il riferimento di Orsini è alla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, che sta legando le mani al governo nel sostegno all’economia. Ma su questo potrebbero arrivare buone notizie dall’Istat che pubblicherà i dati definitivi sul 2025: se il deficit sarà al 3% – era 3,1% nei dati provvisori – l’Italia uscirà dalla procedura di infrazione europea e potrebbe quindi avere più margini di manovra per intervenire su energia e pressione fiscale.
Anche in caso positivo però non si potranno fare grandi spese. La riduzione del debito resta una priorità perché, ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti, “la spesa per gli interessi sul debito non cura nessuno e se si perde il controllo del proprio debito le priorità cominciano a deciderle i creditori”.